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Truffa nel settore agroalimentare da Azzate al resto d’Europa

caraVARESE, 9 febbraio 2016-  – Conclusa con il rinvio a giudizio di dodici imputati da parte del Giudice dell’Udienza Preliminare di Varese una complessa ed articolata attività d’indagine, tra le prime nel sue genere, condotta dal Comando Carabinieri Politiche Agricole di Roma unitamente ai Carabinieri del Comando Provinciale di Varese, coordinata dalla Procura della Repubblica di Varese, volta a disarticolare un’associazione per delinquere dedita alla commissione di truffe nel settore agroalimentare ortofrutticolo, ai danni di imprese di produzione e/o commercializzazione nazionali ed estere.

I sodali, a vario titolo, sono ritenuti responsabili della commissione di 44 truffe, per un volume di affari superiore a 670 mila euro.

L’indagine ha avuto origine nel giugno 2010, a seguito di una denuncia presentata ai Carabinieri della Stazione di Azzate da una ditta di Gazzada Schianno,  operante nel settore della vendita all’ingrosso di prodotti alimentari, con la quale – a mezzo del proprio legale rappresentante – l’impresa dichiarava di essere venuta a conoscenza di una commessa effettuata fraudolentemente a proprio nome presso un produttore francese, per la fornitura di dodici bancali di albicocche, in realtà mai ordinate dal locale imprenditore.

In particolare, alla ditta varesina era stato richiesto dal fornitore d’oltralpe il pagamento di un corrispettivo pari ad oltre duecentocinquantamila euro per merce commissionata allo stesso venditore ed effettivamente spedita, ma che in realtà non era mai stata richiesta né ricevuta dall’ignaro denunciante.

Avviate da subito le prime indagini con l’ipotesi di reato di sostituzione di persona, gli accertamenti hanno immediatamente evidenziato un ampio giro di affari illeciti ai danni di produttori francesi, spagnoli, belgi e olandesi ai quali i malfattori commissionavano – senza poi pagarli – ingenti quantità di prodotti alimentari, presentandosi mediante l’uso di false generalità, col nome di ignari imprenditori italiani.

I preliminari elementi investigativi acquisiti dal Comando Provinciale Carabinieri di Varese hanno consentito  al Nucleo Antifrodi Carabinieri di Parma – delegato dalla Procura della Repubblica di Varese che ha coordinato le indagini al compimento di più approfonditi accertamenti – di individuare una complessa e articolata associazione per delinquere transnazionale dedita alla commissione di truffe ai danni di operatori commerciali nazionali ed europei del settore agroalimentare.

Il Reparto Speciale dell’Arma, acquisito su delega dell’A.G. varesina il  concentramento delle attività di indagine su 44 denunce di truffe presentate, dal 2008 al 2013, a vari organi polizia nazionali (Carabinieri, Polizia, Guardia di Finanza) ed a Forze di Polizia europee (in Spagna, Francia, Belgio e Paesi Bassi), è riuscito – mediante l’attivazione delle procedure di cooperazione internazionale di polizia con gli altri Stati europei interessati dalle truffe – ad evidenziare le responsabilità di 12 operatori commerciali del settore agroalimentare e trasporti, con basi logistiche in Piemonte, Liguria e Lombardia,  tutti rinviati a giudizio dal Giudice dell’Udienza Preliminare di Varese, poiché ritenuti responsabili di aver costituito un’associazione per delinquere pluriaggravata transnazionale finalizzata alla truffa in danno di società agroalimentari, di trasporti e di telefonia e reati connessi.

L’accusa per il sodalizio criminale è quella di aver clonato – anche mediante procedure di vendita on-line – dati e ragioni sociali di ignare Società allo scopo di ottenere la fornitura di prodotti agroalimentari, omettendo di pagarne il corrispettivo, per un ammontare complessivo di oltre € 670.000 (più altri importi tuttora da quantificare) e, di aver fornito la propria intermediazione allo scopo di riciclare i prodotti sottratti nel circuito di vendita all’ingrosso dei principali mercati ortofrutticoli del nord Italia.

Pomodori pelati in confezione da 3 kg, frutta (tra cui, in particolar modo, pere e mele del trentino, arance, clementine, limoni, pesche e albicocche), verdura, patate, cipolle, pasta, salumi, castagne, o qualsiasi genere alimentare facilmente rivendibile veniva commissionato in Italia e all’estero con il predetto stratagemma, senza mai venire pagato.

Talvolta gli intenti fraudolenti non sono stati portati a compimento per cause indipendenti alla volontà del sodalizio, ed in particolar modo per la richiesta di verifica e conferma di quanto indicato nella richiesta di preventivo da parte delle società truffate e per l’intervento fattivo delle società a cui i malfattori si erano indebitamente sostituiti, appropriandosi dell’identità.

Nel corso dell’attività investigativa ha assunto particolare rilievo l’osmosi info – operativa con le Forze di Polizia straniere, in particolare con la Polizia Belga che, dopo aver operato d’iniziativa l’arresto di due autotrasportatori inseriti nel sodalizio criminale, ha richiesto, attraverso rogatoria internazionale emessa dal Tribunale di Liegi, ulteriori accertamenti per delineare la condotta degli arrestati, fornendo in questo modo ulteriori elementi in supporto alle indagini svolte dall’Arma.

Le indagini hanno evidenziato inoltre il ruolo di spicco assunto nell’organizzazione da tre soggetti, individuati come capi ed organizzatori del sodalizio, la cui condotta si configurerebbe come “reato transnazionale”.

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Posted by on 9 febbraio 2016. Filed under Cronaca,PROVINCIA,Varie. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

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