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A Varese la solidarietà s’indossa con “Share second hand reuse”

VARESE, 9 febbraio 2016- di SARA CARIGLIA-

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Oggi a Varese è possibile indossare la solidarietà.

Tutto questo grazie a “Share second hand reuse”,  il nuovo concept store d’abbigliamento usato situato  in via Bernardino Luini 3 e inaugurato  questa mattina. Un grande negozio che ricopre una superficie di circa 170 metri quadri, arredato in stile eco-chic con materiali di riciclo in coerenza con la filosofia del negozio. Tremila sono i capi provenienti da un circuito del “second hand” sia nazionale che internazionale, provenienti soprattutto da Germania, Olanda.IMG_1119

Share non è semplicemente un negozio dell’usato, è molto di più. Una nuova sfida resa possibile grazie al sostegno della Fondazione Cariplo e Fondazione Vismara, vicepresidente della cooperativa ideatrice e promotrice Vesti solidale, Dario Bolis di Fondazione Cariplo, don Marco Casale di Caritas Varese e Marco Fazio vicepresidente cooperativa  Mondi Possibili. <<Stiamo promuovendo in Italia un modello di consumo che nei paesi del Nord Europa è tradizione da oltre vent’anni – ha commentato Guanci, ideatore  di Share–. Purtroppo nel nostro Paese l’abbigliamento usato è sempre stato visto negativamente  in quanto  associato a povertà. Ma Share vuole abbattere questi pregiudizi e presentarsi con un biglietto da visita diverso. Stiamo parlando di capi d’abbigliamento di altissima qualità paragonabili al nuovo tranne che nel prezzo>>.

La filosofia di Share entra a far parte di uno consumo critico che intende devolvere tutti i suoi introiti a diversi progetti che abbracciano l’ambito sociale.

IMG_1122MODALITA’- Contribuendo a progetti sociali, generando lavoro che a sua volta crea risorse economiche, che successivamente la cooperativa che gestisce il rispettivo punto vendita si impegnerà a ridistribuire sul territorio tramite, appunto, progetti di solidarietà. Infatti Share è una iniziativa non profit che destina tutti i ricavi a progetti della cooperativa sociale Mondi Possibili onlus, la stessa che  gestisce la Bottega del commercio equo e solidale.

PREZZI – Variano da un minimo di 1 euro a un massimo di 19 euro. Capi da donna, uomo e bambini sono ben IMG_1120ripartiti, suddivisi in fasce di prezzo diverso.  Share rimane comunque a tutti gli effetti un concept store firmato made in Italy. A ricordarlo è ancora Guanci: <<La primissima apertura avvenne nella capitale della moda, in via Padova, proprio la primavera scorsa e di strada ne vogliamo fare ancora tanta. Avremo una nuova apertura a Milano in via Umbria il prossimo mese. Le tappe di Lecco e Napoli sono invece previste per l’estate. Questi cinque negozi nel 2016 faranno un pilotage e se i risultati saranno positivi l’intenzione è di aprire altri quaranta punti vendita, (sempre su territorio nazionale) sviluppando un’economia sociale naturalmente gestita da imprese non profit>>.

Più prosaicamente Bolis parla di progetto filantropico  << L’iniziativa Share sposa perfettamente l’attività filantropica della Carialo. A Varese in questi venticinque anni sono stati realizzati 1648 progetti “di sostegno” che hanno fruttato oltre 134milioni di euro, di cui 880 progetti nel sociale con 40 milioni di euro>>.

Che quello di Share sia la mossa giusta per andare incontro alle esigenze del  consumatore postmoderno, lo diranno i futuri dati vendite.

Nel frattempo l’idea è decisamente originale  socialmente utile.

redazione@varese7press.it

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Posted by on 9 febbraio 2016. Filed under Sociale,Varese,VARESE,Varie. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

One Response to A Varese la solidarietà s’indossa con “Share second hand reuse”

  1. marika collina Rispondi

    10 febbraio 2016 at 17:55

    BUON GIORNO!Complimenti per questa iniziativa,splendida idea dare possibilità di acquistare capi firmati per adulti e bambini a basso costo , ho visto questa nuova apertura di negozio a Varese attraverso un programma televisivo,ne approfitto per dirvi che sarei interessata a lavorare presso i vostri negozi visto che siete intenzionati ad aprirne altri con agevolazioni alle assunzioni di persone della categoria “svantaggiate”. ho lavorato nel settore vendita sia abbigliamento adulti e bambino. Se foste interessati vi manderei il mio curriculum.

    Distinti saluti

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