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Global Corruption Report: a Berlino si parla di corruzione nello sport

Calcioscommesse-1024x575MILANO 23 Febbraio 2016 –  Presentato oggi a Berlino il Global Corruption Report sullo Sport realizzato e pubblicato di Transparency International, associazione leader nella lotta alla corruzione. Contestualmente a Milano, in collaborazione con l’Ufficio Sport della Presidenza del Consiglio dei Ministri e con la partecipazione del Comune di Milano, Transparency International Italia ha organizzato un incontro di dibattito e discussione con la stampa e con il pubblico presso la sala Alessi di Palazzo Marino.

Il Global Corruption Report sullo Sport, con oltre 60 contributi specialistici fornisce una panoramica amplia e strutturata sulle dinamiche e sulle cause della corruzione negli ambiti sportivi. Delinea altresì un insieme di raccomandazioni derivate dalle evidenze, dagli studi e dalle practices identificate dai principali esperti del settore, al fine di poter “ripulire il mondo dello sport”, attraverso strumenti di contrasto appropriati da applicare ai vari contesti specifici.

Gli argomenti trattati comprendono le interferenze politiche nel calcio asiatico, la corruzione nello sport africano,  i rischi di match-fixing nel calcio, il lascito della Coppa del Mondo e delle Olimpiadi in Brasile, il finanziamento delle Olimpiadi invernali di Sochi, i flussi di  denaro della Coppa del Mondo in Russia, il controllo politico del calcio in Ungheria, la governance del cricket in Bangladesh, gli assetti proprietari delle società di calcio nel Regno Unito, e molto altro ancora.

“Lo sport è un fenomeno globale che impegna miliardi di persone e genera un fatturato annuo di più di 145 miliardi US $, come leggiamo nel Report – afferma Virginio Carnevali, Presidente di Transparency International Italia – Se la corruzione nello sport non è una novità,  la recente pervasività di malgoverno e scandali, quali in FIFA e  ancora più recenti nel mondo del tennis,  rischia di minare la vera essenza dello sport e tutti i grandi vantaggi che lo sport adduce sia allo scenario economico e sociale dei territori, sia nell’impatto etico ed educativo sulle società civili.”

La lotta contro la corruzione nello sport è possibile. Il Report sottolinea la necessità di una maggiore partecipazione di tutti gli attori coinvolti: le istituzioni governative nazionali e locali, le leghe, le federazioni, le associazioni sportive, le organizzazioni sportive internazionali (ISOs), gli sponsor e le emittenti che finanziano le attività sportive, le città e i cittadini che ospitano i grandi eventi, gli atleti e i tifosi che acquistano i biglietti.

“Il Governo italiano è pienamente consapevole della rilevanza dello sport ai fini del rilancio del Sistema Italia, dell’importanza di dedicare una crescente attenzione ai temi etici – dichiara Francesco Tufarelli, Coordinatore dell’Ufficio Sport della Presidenza del Consiglio dei Ministri –  A riguardo è già attivo in costante sinergia con il CONI con particolare riferimento alle azioni di contrasto al match-fixing e al doping.”

Nel Report è stata inclusa la pratica in corso del  Codice Etico dello Sport per la Città di Milano, un’iniziativa promossa dal Comune di Milano in collaborazione con Transparency International Italia e Avviso Pubblico.

Oggi sono già 45 su 113 le società sportive concessionarie di impianti pubblici del territorio che lo hanno adottato e lo stanno attuando. E’ stato attivato un sito internet di riferimento http://codiceeticosportmilano.it

L’Assessora dello Sport del Comune di Milano, Chiara Bisconti dichiara con orgoglio: “Il nostro impegno per lo sport, in ogni sua forma e ancora di più nella sua espressione di base, si è tradotto in una gestione delle risorse sempre trasparente e verificabile. Non abbiamo mai lasciato spazio a trattamenti di favore o particolari, abbiamo anzi introdotto in ogni nostro atto il principio della massima equità e della trasparenza. Sono soddisfatta degli sforzi fatti perché oggi lo sport milanese può contare su una pubblica amministrazione attenta e, partecipe ma al tempo stesso neutrale. L’adozione del Codice Etico, novità assoluta per questa città, è un fatto di estrema importanza. Sono e siamo convinti infatti che non vi possa essere una sana cultura sportiva senza etica e senza legalità”.

Il Codice è uno strumento volontario a disposizione delle società sportive milanesi che le orienta e impegna a rifarsi nella conduzione delle attività a un insieme di principi e prassi di corretta condotta, ed è già in fase di valutazione anche da parte  in altre aree d’Italia, in particolare in Trentino, a Palermo, nell’area metropolitana di Torino e in Toscana.

“Il Codice Etico dello Sport si prefigge di rafforzare e valorizzare il rilevante ruolo sociale, culturale e comportamentale che lo sport diffuso, correttamente praticato e condotto, sviluppa a favore delle persone e delle comunità, in modo che le società sportive siano più attrezzate a migliorare la qualità del servizio offerto, il rapporto con gli utenti, a reperire fondi, a migliorare la propria reputazione e immagine; ha lo scopo di auto-tutelarle da comportamenti impropri e dai crescenti rischi di coinvolgimento, spesso involontario, in dinamiche di illegalità minori o, purtroppo non così infrequenti anche a livello di base, questioni di doping, manipolazioni dei risultati, scommesse illegali, violenza, razzismo, agonismo precoce ed esasperato, talvolta collegate a possibili infiltrazioni della criminalità organizzata.”, afferma Caterina Gozzoli, Direttrice di ASAG, Università Cattolica, psicologa esperta di politiche sociali dello sport.

Il Global Corruption Report sullo Sport propone una serie di raccomandazioni dettagliate, tra cui:

  • L’ aumento di sorveglianza indipendente nella governance dello sport internazionale.
  • L’utilizzo di criteri rigorosi e trasparenti per l’ammissibilità a tutte le posizioni decisionali di alto livello.
  • Una maggiore trasparenza finanziaria in tutte le associazioni sportive.
  • Il coinvolgimento dei cittadini nelle procedure di assegnazione per i grandi eventi sportivi e la necessità di garanzie formali da parte degli enti coinvolti per fermare la corruzione, per tutelare tutti i diritti umani, i diritti al/del lavoro, per evitare ogni qualsivoglia abuso che riguardi la sostenibilità ambientale e sociale.
  • La necessità da parte degli sponsor di promuovere l’integrità e di gestire i rapporti con le organizzazioni sportive con gli stessi standard che si applicano alla loro catena di fornitori.
  • Un’ulteriore indagine sulla necessità dell’istituzione di una unica agenzia globale per la lotta alla corruzione nello sport.
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Posted by on 23 febbraio 2016. Filed under MILANO,Sport. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

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