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Varese e il Giorno del Ricordo. Fontana: “Un genocidio dimenticato”

VARESE, 11 febbraio 2016- di SARA CARIGLIA-

IMG_1162Il “Giardino degli Istriani, Giuliani e Dalmati” a Masnago -denominato “luogo del ricordo”- è stata la cornice ideale questa mattina, per la celebrazione ufficiale della solennità nazionale de “Il Giorno del Ricordo”. Ad aprire la commemorazione Pier Maria Morresi, Presidente del comitato provinciale di Varese dell’Associazione nazionale Venezia Giulia e Dalmazia: <<Io sono fisicamente uno di questi esuli: nato a Pola e approdato a Varese all’età di tre anni. Oggi stiamo celebrando non una festa nazionale bensì una solennità nazionale che ricorda un momento di lutto, e guardandomi attorno osservo come ancora molte bandiere nella nostra Varese siano state alzate a mezz’asta e non a pieno stelo. Questo vuol dire che se ci sono ancora diverse incomprensioni, evidentemente la nostra voce di esuli deve ancora aizzarsi forte. Morresi spende queste ultime parole volgendo lo sguardo ai giovani studenti della scuola secondaria Vidoletti, oggi presenti, che con la loro musica hanno voluto dare un messaggio musicale suonando anche l’Inno d’Italia>>. Non lesina critiche Morresi, le stesse mai sopite legate dal momento fin dall’istituzione di questa Giornata Nazionale.

Dose  rincarata pure dal sindaco Attilio Fontana, esternando qualche riflessione tutt’altro che banale: <<Se la Shoah è stata un dramma universale, il dramma delle foibe lo è stato altrettanto. Eppure questo folle genocidio è stato dimenticato. Perché?  Se vogliamo che i principi di solidarietà che stiamo propugnando siano veri e non siano solo una simulazione fatta per apparire migliore di quelli che siamo dovremmo avere il coraggio di chiarire, capire, individuare quello che è successo in quegli anni>>.IMG_1137

Tuttavia a rendere tangibile la sofferenza con la quale Istriani, Dalmati e Giuliani furono costretti a vivere, (privati della loro stessa dignità), sono stati i toccanti ricordi di alcuni esuli.

Come i drammatici  i flash back di Maria Rita Borri classe, 1921 (per l’occasione accompagnata dalla figlia) sono ancora vividi e incredibilmente tristi: <<Noi avevamo un negozio a Pola e fummo costretti ad abbandonare tutto; siamo approdati a Venezia dove avemmo la fortuna di rialzarci in piedi aprendo una nuova attività>>.

IMG_1142Con tono commosso è anche l’amica di Maria Rita, la sua omonima Maria, a rammentare qualche frammento di quel dramma, dando voce ai ricordi del Magazzino 18: <<Avevo sette anni quando dovetti abbandonare il mio paese in provincia di Pola. Ricordo poco perché erano i grandi che parlavano, noi bambini non venivamo coinvolti. Fu quando lessi il libro di Stefano Zecchi “Quando ci batteva forte il cuore”, solo allora molte memorie riaffiorarono. Giunsi a Varese a nove anni, il 10 febbraio del 1949. Mi viene in mente quando venimmo caricati sul camion. Il resto l’ho dimenticato>>.

Come non bastasse, a  volersi togliere qualche sassolino dalla scarpa anche l’Assessore all’Ambiente Riccardo Santinon  <come una fetta politica di questo paese voglia chiudere gli occhi e girare le spalle a questa giornata. L’Anpi di Varese (Associazione Nazionale Partigiani d’Italia), infatti, proprio in concomitanza di questa cerimonia commemorativa ha organizzato una conferenza stampa riguardante un concorso sulla resistenza. <<E’ chiaro che possa essere una coincidenza ma io non credo alle coincidenze. Anzi penso che l’Anpi di Varese abbia commesso un grosso errore>>.

redazione@varese7press.it

 

 

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Posted by on 10 febbraio 2016. Filed under Sociale,Varese,VARESE,Varie. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

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