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L’assessore regionale Brianza: “Solo ora il Governo si è accorto dei frontalieri”

Francesca Brianza con la maglietta provocatoria (foto corriere.it)

Francesca Brianza 

MILANO, 11 febbraio 2016- “Il Governo si è accorto tardivamente dei frontalieri dopo averli ignorati per anni e al solo scopo di spremerli”. Lo dichiara l’assessore della Regione Lombardia al Post Expo e Città Metropolitana e delegata della Regione Lombardia per la Regio Insubrica Francesca Brianza. 

DAL 2012 LAVORATORI DI CONFINE SOTTO ATTACCO – “I riflettori – ricorda l’assessore Brianza – si sono accesi sui frontalieri prima nel 2012, con un furto dell’indennità speciale di disoccupazione di 270 milioni di euro, poi con la revisione degli accordi bilaterali, che produrrà i suoi effetti dal 2018 provocando un aumento della pressione fiscale”. “Ora – prosegue – il Governo torna all’attacco con la tassa sulla sanità, chiedendo ai lavoratori transfrontalieri di contribuire al Servizio sanitario nazionale equiparandoli, di conseguenza, a degli evasori fiscali senza considerare che già pagano le tasse attraverso i ristorni.

NUOVO BALZELLO GENERA PREOCUPAZIONI – “Questo nuovo balzello – sottolinea l’assessore – sta creando non pochi disagi e preoccupazioni e, ancora una volta, si sta cercando di scaricare la responsabilità su Regione Lombardia”.
“Adesso – conclude l’assessore Brianza – attendiamo le risposte del Governo Renzi alla lettera del presidente Maroni per fare una volta per tutte chiarezza sulle responsabilità”.

LA LETTERA DI MARONI AI MINISTRI – Per questo, il presidente di Regione Lombardia Roberto Maroni ha scritto ai Ministri dell’Economia e della Salute e all’Agenzia delle Entrate in merito alla questione del pagamento della sanità italiana da parte dei lavoratori frontalieri.
Roma pretende che i frontalieri, che già pagano le tasse oltreconfine, si facciano carico di un ulteriore balzello per l’iscrizione al Servizio sanitario nazionale italiano con una cifra che può arrivare fino a 2700 euro all’anno.

TASSA LEGITTIMA? – Nella lettera sono stati posti precisi quesiti sulla legittimità della nuova tassa: in particolare se siano tenuti da subito al pagamento del contributo, contando che è ancora in vigore l’accordo bilaterale Italia-Svizzera del 1974. Tale accordo prevede che circa il 40 per cento del gettito fiscale generato dai lavoratori frontalieri venga versato ai comuni italiani di frontiera attraverso i famosi ristorni. Per questo viene sottolineato che i frontalieri non sono degli evasori. Inoltre,  entrando in vigore nel 2018 il nuovo accordo bilaterale Italia-Svizzera che prevede un nuovo regime fiscale, ci si chiede se sia opportuno applicare ora questa nuova tassa.

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Posted by on 11 febbraio 2016. Filed under POLITICA,Varie. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

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