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Grande successo per la sfilata di carri a Varese. Premi ai carri e maschere più belle

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IMG_1227VARESE, 14 febbraio 2016di SARA CARIGLIA-

Lo “show” bosino più atteso dell’anno fa il pienone. Atteso da due anni il carnevale varesino ha trasformato la città giardino in un party a cielo aperto. Dopo una settimana di festeggiamenti ( è infatti iniziato il 6 febbraio scorso) ma ma entrato nel vivo dei festeggiamenti oggi, data che ne ha decretato la chiusura con la classica sfilata dei carri tra le vie cittadine.

Il corteo partito alle 14.30 da via Sacco e giunto al capolinea in Piazza Repubblica alle 16.30 – snodandosi tra le principali strade e piazze cittadine, calcando pure la “passerella” di corso Matteotti – ha potuto beneficiare (a differenza dello scorso anno saltato causa maltempo) di un clima piuttosto mite e di una temperatura che si aggirava attorno agli 8 gradi, diversamente da quanto preannunciato dalle previsioni meteo: nuvole e pioggia a carnevale. Per la serie ogni scherzo vale. In realtà l’unica pioggia caduta dal cielo era quella di coriandoli:  stelle filanti e schiuma colorata che hanno contagiato, intrattenuto, e dilettato grandi e piccini. A sfilare e a scaldare l’atmosfera delle vie del centro IMG_1235cittadino 15 variopinti carri allegorici, 8 creativi gruppi mascherati (partiti da via Veratti) e le sensuali ballerine di samba che con le loro magiche parate a ritmo incalzante hanno animato fino all’ultimo colpo di bacino il capoluogo di provincia. Alle 16.30 tutti in piazza Repubblica per decretare i 3 carri e i 3 gruppi vincitori sanciti dal nuovo re Bosino – Antonio Borgato – accolto dal folto pubblico varesino con applausi scroscianti e “rulli di tamburo”.

A conquistare il primo voto della giuria il mastodontico carro “Smogwagen Industrie” (realizzato dalla Proloco di Olgiate Comasco), lungo 10 metri, alto 6 e largo 3metri e mezzo. A contraddistinguerlo il simbolo della nota casa automobilistica tedesca rovesciato, con una gigantografia caricaturale di una scosciata e prorompente Angela Merkel che beve birra da un boccale. A renderlo ancora più appariscente il leggendario maggiolino arancione con fanali anteriori adorni di lunghissime ciglia nere che pareva strizzassero l’occhio in segno di complicità e ammiccamento. “Quello Volkswagen è stato tutto un blef – afferma Mattia Mengozzi presidente della Proloco olgiatese –. Lo stemma capovolto si riferisce allo scandalo Volkswagen. E cosa fa nel frattempo la cancelliera tedesca? Ci beve sopra”.

Ad aggiudicarsi il primo posto, sezione gruppi, dell’edizione carnevale bosino 2016 sono invece “l mal tra insema” di Sumirago. “Mal tra insema tradotto dal dialetto bresciano vuol dire tirati insieme a caso. Mio padre era di Brescia – precisa Matteo Pietroboni – e iniziò a realizzare queste maschere per animare il carnevale bresciano molti anni fa. Quella che io indosso era una di quelle rappresentazioni per cui lui andava e va fiero: una donna anziana che porta la gerla sulle spalle con dentro il figlioletto. Si ispira alla nostra cultura bresciana”.

Un riconoscimento di tutto rispetto è stato vinto dal carro numero 12 “Cuciniamo i cartoons!” della comunità pastorale Maria Madre Immacolata la quale ingloba diversi rioni della città di Varese.

Non solo carri, musica, giostre e sfilate, ma anche “dolcezze” carnevalesche. A deliziare i palati più tradizionalisti, bancarelle, banchetti e chioschi, che hanno proposto tipici dolci: zucchero filato, churros, pop IMG_1257corn, chiacchere, frittelle, vin brulè che con i loro profumi hanno inebriato l’aria di una fragranza dal gusto “retrò”, la stessa che ha portato indietro negli anni i più grandi. “Mi sembra di tornare indietro negli anni” papà Luigi.

Tuttavia tra passato e presente le maschere festaiole hanno detto no a Pulcinella, si a Bob, Stuart e Kevin dei Minions; alle due eroine Disney Frozen e Rapunzel ritornate in auge dopo l’ultima saga Walt Disney; ai protagonisti di guerre stellari (Star Wars) e a Spiderman. Questi i costumi più gettonati.

Una famiglia d’Arcisate vestita a festa e veterana in tema carnevalesco si racconta. Mamma Nadia e Giada travestite da Wonder Woman, papà Massimo e Gianni mascherati da Spiderman <<Sono io la vera bambina di casa – sorride Nadia –. Ormai è quindici anni che amo festeggiare qui il carnevale e devo dire che negli anni si è sempre più emancipato. In più da quest’anno Piazza Repubblica è stata adibita diversamente, molto più pratica degli anni scorsi>>. Sentedno qualche maschera tra le migliaia di presenti non c’è dubbio, spasso, divertimento, pazzia, evasione, oggi, erano di casa, quella bosina.

redazione@varese7press.it

 

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Posted by on 13 febbraio 2016. Filed under Varese,VARESE,Varie. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

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