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Aiutare le famiglie con bambini malati di leucemia: questa la mission dell’associazione “un,..due…tre Alessio di Castellanza”

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CASTELLANZA, 18 febbraio 2016- di SARA CARIGLIA-

image1Chi l’avrebbe mai detto un giorno  che il sogno di Alessio di Bona avrebbe potuto realizzarsi: essere ospite d’onore alla partita giocata della sua squadra del cuore, l’Inter.

Alessio, non lo farà standosene seduto sulle panchine di San Siro, ma lo farà da lassù, dalle tribune del paradiso.

Un posto in prima fila per il giovanissimo tifoso che, insieme a mamma e papà esulteranno magari per  la vittoria nerazzurra, ma soprattutto la loro vittoria, quella di essere riusciti a portare “L’Associazione un, …due…tre…Alessio di Castellanza” alla Scala del calcio (la partita è Inter-Sampdoria di domenica 20 febbraio).

<<L’Inter ci ha concesso questo spazio per farci conoscere come realtà sociale sia dal pubblico allo  stadio, sia da quello di casa. Un’occasione del tutto nuova pure  per noi>> spiega Sonja Caputo, mamma di Alessio e Presidente dell’associazione.

La storia di Alessio narra di una vita ingiustamente stroncata sul nascere <<è’ riduttivo a parole dire quello che provo. Noi eravamo una famiglia normalissima – continua Sonja – almeno prima di scoprire che nostro figlio si fosse ammalato di leucemia. Da allora iniziò un lungo iter di cure, di chemioterapie, di trapianti al midollo, spostamenti tra Nord e Sud Italia. Nove anni trascorsi in questo modo, tra ricadute e riprese. Ma questa per noi si chiamava normalità>>.

Alessio nonostante le cure non ce la fece e morì nel 2014 all’età di soli dieci anni. Un duro colpo per la famiglia oltre che un momento catartico <<ci siamo trovati catapultati in una realtà che fino ad un

Alessio Boni

Alessio Boni

attimo prima non conoscevamo. Assaliti da mille ansie, paure, dubbi ma con un’unica certezza, Alessio, doveva continuare a vivere tra noi. Quale iniziativa migliore se non quella di aiutare altri bambini che stavano affrontando il loro percorso di malattia analogo a quello di nostro figlio? Si, perché sa, l’80% dei bambini guarisce da leucemia>>.

Il cuore non basta e per organizzare certe iniziative a scopo benefico, servono a fondi  <<tra gli scopi che vorremmo raggiungere, in primis, c’è la volontà di voler sostenere famiglie obbligate a destreggiarsi con difficoltà, talvolta anche economiche, costrette a viaggiare lungo la Penisola per affrontare le cure mediche necessarie. In che modo? Offrendo alloggi o fornendo contributi in termini di denaro. Non avendo al momento grosse risorse il passaparola è indispensabile>>, aggiunge ancora Sonja.

Supportare le famiglie di questi bimbi affetti da leucemia è un dovere per il progetto “Un, due, tre.. Alessio di Castellanza”, ma lo è parimenti cercare di far sorridere quei fanciulli cui il sorriso sembra essergli stato negato subdolamente da uno strano gioco della sorte.

Basta poco per esaudire le loro piccole grandi richieste, a volte solo una play station o un simpatico giochino. Insomma, quando possibile trasformare le loro richieste in desideri. E i loro desideri in sogni.

Come quello che toccò ad Alessio: due t-shirt autografate dai suoi più grandi idoli, Zanetti e Palacio.

redazione@varese7press.it

 

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Posted by on 18 febbraio 2016. Filed under PROVINCIA,Sanità. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

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