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Intervista a Silvia Priori: ” Tornare ai valori del passato pensando a un futuro più internazionale”

VARESE, 28 giugno 2016- di GIANNI BERALDO-

Silvia Priori

Silvia Priori

Tutto è pronto per lo spettacolo “Giulietta e Romeo” che la compagnia Teatro Blu mette in scena mercoledì sera al Teatro di Varese (inizio ore 21, ingresso gratuito). Location che sostituisce la caratteristica cornice naturale dei Giardini Estensi causa previsione maltempo.

La particolarità consta nel fatto che la rappresentazione sarà svolta totalmente in lingua inglese con gli attori principali- Silvia Priori e Roberto Gerbolès– bravi nell’intepretarla modificandone in parte l’originale skaspeariano adattandola a un pubblico più vasto. Una scommessa quella di presentarlo in lingua originale a Varese, dopo averlo già visto a Bruxelles (per la Festa della Lombarida) e recentemente a Milano. Sarà difficile catturare l’attenzione del pubblico varesino? A sentire Silvia Priori non proprio, come ci racconta in questa intervista.

Una rappresentazione in inglese di Giulietta e Romeo a Varese è impegnativa, nel senso che pare difficile raggiungere tutto il pubblico recitando in lingua originale.

<<Non direi. In realtà la messinscena è stata studiata perché fosse fruibile a tutti indipendentemente dal fatto che possano capire tutte le frasi in inglese. D’altronde è la stessa che abbiamo presentato lo scorso 23 maggio a Bruxelles, con una platea composta dai più rappresentativi parlamentari europei, ossia quasi 200, comprese personalità di altissimo profilo. Occasione particolare in quanto si trattava di uno spettacolo inserito nella Festa della Lombardia, per la prima volta celebrata fuori regione alla presenza del presidente del Consiglio regionale Raffaele Cattaneo, l’assessore Cristina Cappellini e il vice presidente del Consiglio europeo>>.

Occasione ideale per presentare anche il programma del decennale di Terra e Laghi

<<Esattamente. Il senso della trasferta era che quest’anno il programma abbraccia tutta la macro regione comprendente 7 Stati europei con capofila istituzionale Regione Lombardia. In questo modo si contribuisce a dare anche un’identità culturale a quest’area nata soprattutto per incentivare scambi economici e commerciali, ma anche per dare con questo progetto, un’identità culturale che funzionasse da collante per tutti i Paesi coinvolti. Un’idea piacuta tantissimo alla Cappellini così come allo stesso Maroni, gli stessi che mi hanno poi aiutato a presentarlo nella forma ufficiale ai parlamentari europei>>.

Una sorta di progetto pilota

<<E’ proprio così. Infatti l’anno prossimo verrà inserito nei programmi comunitari, per tessere una rete culturale sempre più fitta a livello europeo, perché la cultura è uno strumento fondamentale per creare un ideale comune a livello aggregativo>>.

Nello specifico questa versione di Giulietta e Romeo cos’ha di originale oltre a essere recitato in lingua inglese?

<<In realtà questo è uno spettacolo che nasce nel 2004 con oltre 250 repliche alle spalle. E’ una rappresentazione molto rodata che è stata vista da una vasta platea internazionale, dove il pubblico potrà capire il senso della storia pur non sapendo la lingua originale. Ci è piaciuta l’idea di presentarlo in inglese anche per catturare l’interesse dei giovani, che in questo modo potrebbero imparare meglio l’inglese. Poi il senso di prese,ntarlo quest’anno, è pure quello di onorare William Shaskspeare di cui cade il 400esimo anniversario della sua morte. Devo sottolineare che lo spettacolo in inglese a Varese è stato fortemente voluto dall’ex assessore comunale alla cultura Simone Longhini soprattutto per tre motivi: per catturare l’attenzione anche dei turisti e residenti stranieri in città, rendendo più internazionale Varese. Secondo motivo quello di dare continuità alle rappresentazioni legandole a filo comune, tra Bruxelles, Milano e infine Varese. Terzo motivo quello appunto di celebrare degnamente Skakspeare>>.

Dopo questa esperienza mi auguro abbiate in cantiere altri spettacoli in lingua originale

<<Certamente, anche se per noi non è una novità assoluta visto che da tempo presentiamo spettacoli in spagnolo come ad esempio Tango di periferia, così come altri spettacoli per ragazzi che presentiamo in lingua inglese e francese. D’altronde Terra e Laghi è un festival nato con l’idea di promuovere la cultura ma anche i vari territori con le loro bellezze naturali e artistiche>>.

E’ora quindi che Varese faccia il salto di qualità sprovincializzandosi

Giulietta e Romeo

Giulietta e Romeo

<<Credo che forse debbano cambiare le proposte teatrali, che in cartellone vedono solo cose italiane. Ci vuole più internazionalità, non solo invitando artisti a livello internazionale come noi facciamo da tempo chiamando nomi di prestigio provenienti da tutto il mondo, ma anche proponendo spettacoli in altri Paesi. Per me il teatro è unione e condivisone di forti ideali, con quello  primario di scegliere spettacoli che parlino alla gente in modo chiaro>>.

Come accadeva una volta

<<Esattamente. Dobbiamo tornare con forme nuove a quel passato come il Novecento, dove venivano trasmessi messaggi attraverso il tempo, quello lento dove la gente facevano dei progetti che travalicavano lo stesso Creatore. Un tempoi dove si costruivano le grandi cattedrali, si conservavano le grandi foreste, il tutto con una visione molto più a lungo termine. Oggi invece viviamo in un tempo dove tutto è mordi e fuggi, siamo proiettati nel futuro senza più accorgerci del presente senza più preoccuparci a cosa lasciare ai posteri. Non ci interessa più questa cosa perché non più nella nostra logica. Allora ben vengano le affinità elettive di Goethe o i testi di Brecht. Insomma dobbiamo tornare a costruire le cattedrali ed avere cura della natura >>.

Momenti di riflessione

<<Momenti di riflessione molto importanti, che ognuno può fare individualmente oppure condividerli con altri moltiplicando le proprie riflessioni. Creare delle sinergie che prevaricano gli aspetti individuali>>.

Si vive di teatro a livello professionale?

<<Si può vivere se si hanno delle idee originali. Bisogna lavorare parecchio, bisogna essere dei guerrieri. Noi tentiamo sempre di innovarsi soprattutto in questi momenti così difficili. Bisogna puntare alla qualità artistica e alla innovazione, oltre alla fondamentale internazionalità. In fondo quello che caratterizza da sempre il festival itinerante Terra e Laghi>>.

direttore@varese7press.it

 

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Posted by on 28 giugno 2016. Filed under Le Interviste,Musica,Spettacoli&Cultura,Teatro,Varese,VARESE,Varie. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

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