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Un visita al Parco Archeologico di Castelseprio è un’emozione da provare

CASTELSEPRIO, 4 settembre 2016- di GIANNI BERALDO-

IMG_20160904_153447Un successo di pubblico forse insperato alla vigilia con centinaia di visitatori che dal primo pomeriggio di oggi hanno “invaso” il parco archeologico di Castelseprio, per il primo weekend con tanto di guida a presentare con dovizia di particolari e tante storie inedite, legate alla nascita evoluzione e vita quotidiana all’interno del castrum, che si estende su di una superficie di ben 2500 metri quadrati.

Iniziativa importante (che ha preso il via ieri) sotto il profilo artistico, culturale e turistico, fortemente voluta dall’amministrazione comunale di Castelseprio, in collaborazione con il Fai, l’associazione Archeologist che ha messo a disposizione le bravissime guide, l’Associazione Italia Langorbardorum e Mibact. Appuntamenti che includono pure il vicino monastero di Torba anch’esso visitabile con guida al costo di 6 euro.

Un momento del tour guidato

Un momento del tour guidato con Elena Castiglioni 

Una sorta di scommessa che si ripeterà ogni weekend fino alla fine di settembre;  ogni volta con alcune sorprese in aggiunta al programma classico di visite allo straordinario patrimonio storico qual’è quello del parco archeologico (il quale è opportuno ricordare è pure sito Unesco, quindi con rilevanza a livello mondiale).

Oggi abbiamo seguito con estrema attenzione e passione la visita guidata con partenza programmata per le 15 direttamente dall’ingresso del parco, raggiungibile a piedi  direttamente dal centro del paese oppure tramite bus navetta messa a disposizione dai volontari della locale Associazione Alpini (una corsa ogni 10 minuti circa).

Molto preparata la guida –la dottoressa Elena Castiglioni tra le fondatrici di Archeologist Varese- la quale, senza utilizzare termini troppo tecnici ha spiegato ai visitatori (in questo caso un gruppo composto da una quindicina di persone) la storia del castrum, partendo dalla prima tappa del mini tour:  la stupenda Chiesa di Santa Maria foris portas sconsacrata solo a partire dal 1953<<in realtà questo edificion religioso non si trovava fuori dalla cinta muraria del castrum ma fuori dal centro dello stesso castrum>>, dice l’accompagnatrice che illustra degli affreschi presenti al suo interno, unici in Europa con questo stile pittorico.

La visita prosegue verso quello che rimane del grande convento di San Giovanni dove si vedono molto distintamente le basi del battistero, parte delle mura originarie e una interessante grande cisterna rettangolare per la raccolta d’acqua praticamente ancora integra (manca la copertura) nonostante i secoli trascorsi, con la base composta da cocciopesto impermeabile già utilizzati dai romani, insediatisi al castrum prima dei longobardi.

La grande casa

La grande casa

Visibile dentro e fuori dalla basilica anche numerose tombe ricoperte da una sorta di sepolcro in pietra raffigurante una croce stilizzata che richiama anche una grande spada d’epoca longobarda <<ovviamente i resti sono stati riesumati per studiarli attentamente>>, aggiunge la guida.

Poi si passa alla visita di alcuni resti di case presenti al’interno del castrum come la casa dei canonici o quella medioevale. Tra esse la più estesa e forse la più importante è quella scoperta negli anni Ottanta, con lavori di scavo ripresi solo recentemente ad opera di studenti e archeologi dell’Università Cattolica di Milano <<abbiamo lavorato incessantemente per diverso tempo, scoprendo materiale interessante come coltelli e fibbie o resti di quello che potevano essere delle pentole dell’epoca>>, sottolinea una studentessa dell’università milanese che ha partecipato agli scavi <<basandoci tra i diversi strati, abbiamo rilevato che vi sono IMG_20160904_161059strati abitativi di epoche diverse. Quelle emersa attualmente è la più recente, ossia del’Alto Medioevo>>.  Una grande casa che per ora non ci fa capire il rango del proprietario, sicuramente un alto locato residente nel castrum. Secondo gli archeologi le sorprese potrebbero non terminare qui, visto che probabilmente vi sono molte altre case oramai completamente ricoperte dai boschi visibili tutto intorno, che nei secoli (a partire dal 1287, data certa dell’abbandono del castrum da parte dei suoi abitanti) sono state fagocitate dalla natura e dai vari eventi anch’essi naturali.

Ovviamente non si è obbligati a seguire un percorso guidato, ma è possibile visitarlo pure autonomamente. Il programma prevedeva pure una rappresentazione storica di epoca longobarda, con tanto di schermaglie operate da spadaccini, che si misuravano in una sorta di campo di battaglia contornato da diverse bancarelle

Il gruppo

Il gruppo vocale Musica Picta durante il concerto

con prodotti di stile medioevale (vino al sidro compreso).

Oggi il programma prevedeva anche il concerto intitolato “Tota pulchra” alla Chiesa di Santa Maria fori portas, con l’ensemble vocale femminile Musica Picta (voce solista e direzione affidata a Tullia Pedersoli);  gruppo vocale il cui repertorio prevede la diffusione del monodico e polifonico antico prevalentemente di epoca Medioevale.

Insomma, una gran bella giornata di taglio culturale  immersi nella natura dando al tutto una sensazione di benessere mentale e fisico, come se il tempo si fosse fermato. Forse al Medioevo o prima ancora.

direttore@varese7press.it

 

 

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Posted by on 4 settembre 2016. Filed under PROVINCIA,Spettacoli&Cultura,Varie. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

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