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Sburocratizzazione, coworking, velocità e concretezza: la visione del lavoro e dell’impresa per Paolo Orrigoni

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Paolo Orrigoni intervenuto oggi alla Rossi D'Angera

Paolo Orrigoni intervenuto oggi alla Rossi D’Angera

VARESE, 2 aprile 2016Rinaldo Ballerio, imprenditore informatico da oltre 30 anni, Claudio Pucci, imprenditore nel settore sanitario, Matteo Pisciotta, chef del ristorante Luce. Tre candidati della Lista Paolo Orrigoni Sindaco che sapranno dare valore aggiunto al tema Lavoro e imprese, legato alla crescita del commercio, del turismo e dell’industria sport.

Questa mattina, alla Rossi D’Angera, in viale Valganna, i candidati (con un saluto riportato da Paolo Orrigoni di Matteo Pisciotta che non è potuto intervenire) hanno affrontato le opportunità per Varese declinate sul tema lavoro e impresa.

“Il tema è centrale nel programma che desideriamo sottoporre ai cittadini – ha spiegato il candidato sindaco del centrodestra Paolo Orrigoni, introducendo i nuovi rappresentanti in lista -, per coloro che vivono la città, vi risiedono e vengono qui per lavorare. Il modo migliore è riuscire a dare concretezza con l’esempio di persone che hanno fatto impresa, che hanno creato lavoro, che sostengono le realtà produttive della città. Vogliamo così rendere concreto il nostro impegno, con una squadra competente e tempi veloci”.

Rinaldo Ballerio ha presentato la sua esperienza, le sue idee, la sua visione. “Da 33 anni faccio l’imprenditore a Varese, ho iniziato a lavorare al piano di sopra in questo stabile. Perché sono qui oggi? Quando ho visto sui giornali che Paolo accettava la candidatura a sindaco mi sono messo a disposizione: se ho una reputazione la spendo, perché Paolo è la persona adeguata ad amministrare Varese. Qualora avessi la fortuna di essere eletto, lavorerò su qualche punto del programma, come l’economia. Così la interpreto io: il piccolo mondo antico non torna più, dobbiamo prenderne coscienza tutti, sia come imprenditori sia come cittadini e amministratori. Non c’è business plan per far passare la crisi, perché non torneranno mai i modelli di prima. Occorre fare cose diverse. C’è un’accelerazione della digitalizzazione, con ad esempio ilcommercio elettronico. Lavoriamo su due direzioni: la sburocratizzazione, aggrediamo quello che io chiamo il burosauro, un animale che mangia carta e più ne mangia più ne vuole. Lo possiamo fare a livello comunale, per agevolare chi vuole aprire attività, mettere sedie su piazza o un’insegna”. Ballerio fa poi riferimento al progetto del professor Dipak Pant, sviluppato in Valsesia e in altre parti del mondo, leTerre di cuore. “L’economia – precisa –  funziona meglio se i cittadini sono contenti, vivono in un ambiente sereno, se il turista è accolto bene. Chi volesse fare impresa la fa più volentieri se funzionano la città ed i servizi. Creiamo un ecosistema partendo da piccole cose. Sistemiamo l’accesso a Varese, il benvenuto in città”. Sulla città digitale “quello che pensiamo oggi di fare, quando lo avremo fatto, sarà vecchio – conclude – come il wifi nelle piazze, è importante, ma con il 4G forse sarà dimenticato tra tre anni”. Sull’attrattività del centro e delle attività presenti, Ballerio, rispondendo alla domanda di un altro imprenditore di primo piano del territorio come Luca Spada presente in sala, ha ribadito che “il commercio deve diventare un momento di aggregazione, lo shopping è la conseguenza dell’arrivare in città, dell’essere accolti, seguendo come dicevo l’esempio di Varallo Sesia, nella mia visione”.

Claudio Pucci ha spiegato le motivazioni della scelta: “Sono imprenditore nel settore sanitario, gran parte della mia vita l’ho passata al Palaghiaccio, giocando a hockey e allenando. Il primo motivo per cui sono qui è il fatto che Paolo mi ha fatto sentire come componente di una squadra, mi piace indossare una maglietta, competere in maniera corretta nei confronti dell’avversario. L’altro è il fattore Paolo, ho trovato in lui una persona carismatica, preparata, con le idee chiare. Per chi fa impresa, e per le singole persone, è importante la differenza tra spendere e investire: investire significa far uscire denaro con la speranza che rientri come profitto per un’azienda e come maggiore qualità e quantità di servizi per un’amministrazione comunale”.

Importante per Pucci è il progetto coworking e sostegno alle startup: “Esistono tantissime realtà che hanno avuto successo, che hanno venduto le loro idee dopo brevi incontri. Dobbiamo cambiare il modo di pensare la cultura di fare impresa. L’altro punto su cui vorrei impegnarmi – conclude –  perché ci ho lasciato un pezzo di cuore, è la riqualificazione del Palaghiaccio: l’unica via percorribile è la partnership pubblico privato. Il privato deve investire per avere un ritorno in termini ragionevoli, e l’amministrazione deve cambiare il concetto di spesa in investimento”.

”Partiamo da una situazione in cui quello che vogliamo realizzare è più semplice – ha precisato Orrigoni -: alcuni progetti albergano nella cultura delle persone che vivono e nella città. Parlare di startup e  smart city a Varese è più facile che altrove, perché il livello è superiore a tantissime altre città, e non lo dico io perché sostenuto dal centrodestra, lo dicono le classifiche. Dietro c’è il lavoro concreto di chi ha amministrato fino ad oggi, e questo ci permette di partire da buone basi su cui piantare le idee per sfidare il futuro. Sono d’accordo con Ballerio: lavorare oggi senza avere una visione che il mondo cambia velocemente è il più grosso errore che potremmo fare”.

Un altro candidato della lista, che non ha potuto essere presente per un impegno all’estero, è Matteo Pisciotta, chef e titolare del Ristorante Luce, come spiega Orrigoni: “E’ un altro esempio di persona molto audace, capace, di sicura ecletticità nel mondo che rappresenta, della cucina e della ristorazione attrattiva per Varese e per chi ha avuto esperienza della sua cucina. Anche Matteo ha sposato questo progetto, e porterà la propria competenza e fantasia”.

E sull’ingresso in città, rispondendo ai giornalisti in conclusione, Orrigoni spiega: “Varese ha 10 ingressi, non solo la porta sud. Facciamo in modo che l’accesso sia veicolato nel migliore dei modi, con le vie alternative e la comunicazione in tempo reale dei tempi di attesa e del numero di parcheggi. La Gasparotto-Borri è in programma e sarà realizzata, studieremo le altre alternative in questo senso”.

Chi sono

Rinaldo Ballerio Nato a Varese, 52 anni,  imprenditore informatico da oltre 30. Alpino e alpinista, sportivo, 4 figli straordinari, sposato con Mariuccia con cui condivide la passione sfrenata per la montagna e per le Prealpi di cui conosce ogni sasso (o quasi). Tra i sogni, quello di vedere rinascere sui Ronchi le vecchie vigne. Non a caso abita ad  Avigno (nomen Omen) dove da quest’anno inizierà a vendemmiare il Merlot. Gli piacerebbe occuparsi dei trasporti urbani in modo rivoluzionario.

Claudio Pucci Nato a Varese 40 anni fa, ha iniziato a giocare ad hockey nel 1984 come portiere. In 30 anni ha ricoperto il ruolo di giocatore, allenatore e direttore sportivo e ha conosciuto il calcio professionistico. Diplomato al liceo scientifico Ferraris, si è laureato in Giurisprudenza alla Università Statale di Milano ed ho conseguito il Master in Management Sanitario alla SDA Bocconi. E’ amministratore del Centro Beccaria. Vive a Varese  con la moglie Bina e i due figli; gli piace la carbonara e il buon vino, e soprattutto ama condividere idee e progettare!

Matteo Pisciotta Nato a Varese il 20 agosto 1974, leone, cuoco, sposato con Anna e papà di Carolina. Assieme ad Andrea gestisce il Ristorante “Luce” di Biumo, il ristorante “La cucina di casa” Casalzuigno, il ristorante “Dopolavoro” di Hangarbicocca a Milano e i servizi di ristorazione di alto profilo per il CDA di Mediaset a Cologno Monzese. Nonostante  viva per mangiare – e i suoi 100 kg lo dimostrano – adora lo sport, sci, bici, tennis, pingpong… che pratica appena può. Varese per lui è Casa!

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Posted by on 2 aprile 2016. Filed under POLITICA. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

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