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Trovare l’anima gemella con le “cene degli sconosciuti” oppure al supermercato per single: business che a Varese non ha funzionato

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IMG_0475 VARESE, 3 aprile 2016– di SARA CARIGLIA-

Stando ai fatti il vero single è colui che ha deciso di diventarlo per scelta e non viceversa. Ahimè, purtroppo per i più non è così, anzi la singletudine viene paragonata alla stregua della solitudine. Quest’ultima un circolo vizioso che attanaglia quanto un cane che si morde la coda.

Addirittura alcuni studi parlano dell’esistenza del gene della singletudine. Per la serie zitelli si nasce. Ma questa (presupposto che sia vera e siamo sicuri non lo sia) è un’altra storia. Di certo quando si parla di solitudine i fans dello speed day, delle speed vacanze (crociere di qualche giorno per single) o ancora i rimorchiatori della “spesa dei single”, o della “cena degli sconosciuti” non sanno dove stia di casa, o forse sapendolo troppo bene ecco correre ai ripari in anticipo. E lo fanno che piaccia o meno tramite i suddetti escamotage. Per alcuni di loro la massima non si rifà al classico “due cuori e una capanna” ma a “due cuori o più cuori e due capanne” dato che parallelamente alla loro vita di coppia ne portano avanti una o molteplici extraconiugali. <<I single esistono da secoli ma l’argomento è sempre attuale perché oggi si è fidanzati e domani chi lo sa. Idem per chi è sposato perché purtroppo accade anche questo>> spiega Roberto Dellanotte guru milanese dell’imprenditoria single.

Il suo un marchio ormai consolidato, e lo si capisce immediatamente quando ci si accinge a digitare sul motore di ricerca Google le parole chiave “cene per socializzare o cene per single” ed ecco comparire intere ed intere pagine web che si riferiscono una per una alle sue “dottrine”. Come la “cena degli sconosciuti” per esempio <<quando una persona cerca qualcosa che lo aiuti a trovare qualcuno trova noi>>. Una volta che si entra nel sito a seconda della propria regione di appartenenza e relativa provincia l’utente potrà scegliere il ristorante che si avvicina maggiormente alle sue esigenze e richieste.IMG_0474

Il manager milanese giusto per essere coerente, oltre che lavorare nel mondo dei single è un papà single. E’ da vent’anni che bazzica nella direzione artistica di locali. Quindi da una parte c’era un po’ la sua voglia di esplorare nuove dimensioni, perché no, recandosi in prima persona ad appuntamenti al buio <<cerco sempre di unire l’utile al dilettevole>>. Per la serie se conosci bene un argomento trattalo. E dall’altra, vi era invece la sua necessità di creare qualcosa a livello commerciale che ancora non esistesse. Come per l’appunto “La cena degli sconosciuti” fondata nel lontano 2002: il primo modello di social dinner italiano che si ispirava un po’ allo speed date americano che sbarcò a sua volta in Italia nel 2004 con la commedia di Carlo Verdone “L’amore è eterno finchè dura”. Lo speed date <<un mini appuntamento di trecento secondi che serve per trovare un compagno o una compagna>>.

La cena degli sconosciuti” firmata Dellanotte, diversamente dello speed date si svolge in totale relax ed è un prodotto cento per cento Made in Italy. <<Dal 2002 cavalcando l’onda di questa novità, sono nate nel tentativo di ricalcare i miei passi, delle molteplici iniziative che hanno visto la nascita e la morte nel breve tempo>>. Quella della cena degli sconosciuti è un appuntamento adatto a tutte le tasche, considerato che nel circuito è proposto un menù che non supera i 25 euro. Il target di età, invece, varia dai 28 ai 52 anni, anche se la fascia centrale, quella tra i 34 e i 45 anni è la più partecipativa.

Tra Milano e dintorni, Dellanotte, opera in sette ristoranti. A Monza presso “La Taverna dei sapori”. A Milano invece tra i principali locali “Il Puro”, “Il Classico” o “Il Karma”. Dellanotte racconta come due settimane fa nello stesso weekend abbiano avuto così tanti overbooking da dover fare tre cene, due di venerdì e una di sabato. Il bello di queste serate a detta dell’imprenditore è il fatto di non avere troppe inibizioni nella scelta del vestiario: trovi la donna vestita in tailleur oppure quella che veste casual perché in uscita con le amiche <<in questo caso non si tratta della single abbigliata in versione combattimento lì a battagliare. No, in questa circostanza l’ interesse è volto all’amicizia>>. Anche perché se è vero che fino al 2003 le cene al buio erano esclusivamente per i single, oggi, per accontentare le maggioritarie richieste della clientela sono soprattutto social. Quindi non più pasti serali dingoli ma tavolate di persone. Ciò nonostante su una cena di 25 persone, come conferma lo stesso Dellanotte, il trenta per cento sono uomini e il settanta per IMG_0469cento donne. Addirittura un ristorante di Firenze ha scritto via mail al manager milanese che non riesce a far planare come giusto che sia la categoria uomini. Insomma donne a caccia di uomini che scarseggiano <<ben venga per gli uomini, è così che deve funzionare>>. Quindi a detta dell’imprenditore milanese, il successo della cena degli sconosciuti risiede nel donare delle chance agli individui, uomini e donne che siano, per scoprire nuovi amici ma anche fidanzati o fidanzate <<c’è gente che si è persino sposata. Nel 2002 mi capitò di entrare in un locale, mi fermò una coppia che mi disse“Non ci riconosci? Ci siamo conosciuti ad una tua cena e dopo un anno ci siamo sposati”>>. Queste sono le storie che fanno piacere ad una persona che come Dellanotte in Italia oltre che al cuore ci ha messo anche arco e freccia. Sulla piazza di Varese il progetto non è sopravvissuto a lungo, solo quattro mesi: c’è stata una collaborazione con un ristorante all’interno di una struttura alberghiera, ma poi a causa di un cambio gestione la cooperazione si è interrotta. <<Non sempre si riesce a parlare con i ristoratori, proprio perché non sempre sono nati per fare i ristoratori. Ci sono tanti ristoranti che oggi aprono e domani chiudono. Per fortuna esistono imprenditori che hanno fiuto per gli affari e sanno che dando un servizio di questo tipo avranno in cambio anche clientela nuova>>.

La cena degli sconosciuti anche nasce a Milano ma si è diffusa in altre piazze italiane come Firenze, Roma, Ragusa, Macerata, Treviso, Torino <<stiamo portando avanti degli accordi per aprire ad Alghero e in prossimità di Nuoro, in Sardegna>>.

Quest’anno l’azienda festeggerà i suoi 14 anni ma lui, il founder, è sicuro che il suo business non smetterà mai di funzionare, soprattutto in questo periodo dove le separazioni sono in continua crescita.

Ma non è finita, il veterano della singletudine, sforna novità su novità. Nel 2015 ha dato vita ad un’altra iniziativa, la cosiddetta “Spesa dei single”. Un portale che questa volta si propone di creare socialità IMG_0471all’interno dei supermercati. L’anno scorso per far planare l’iniziativa il “cupido” milanese bussò alle porte di tanti supermercati per allettarli ad accettare la proposta, ma purtroppo non riuscì a ufficializzare nulla. Dunque l’alternativa è stata ed è quella di dare libero spazio agli utenti del sito di scrivere nella bacheca della pagina della propria provincia in quale supermercato si recheranno a fare la spesa. <<Per esempio il giovedì dalle 17 in avanti io sarò all’Esselunga tal dei tali. Il messaggio è concentriamoci tutti in un determinato giorno e in una determinata fascia oraria>>.

Quante le possibilità di incontrare l’anima gemella? <<Io non ho potuto toccare con mano, posso basarmi unicamente sulle mail che personalmente ricevo. Qualcuno si è conosciuto, qualcuno è riuscito a ricavarne un appuntamento per la sera stessa>>. Tipo facciamo la spesa insieme, andiamo a casa e facciamoci un bel happy hour afrodisiaco magari a base di sushi. Ai posteri l’ardua sentenza.

redazione@varese7press.it

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Posted by on 3 aprile 2016. Filed under Sociale,Varese,VARESE,Varie. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

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