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Giornata Mondiale Sicurezza sul lavoro: la Cgil in prima fila sul fronte sicurezza

lavoVARESE, 27 aprile 2016- Domani  si celebra la giornata mondiale della sicurezza, promossa da ILO Organizzazione Internazionale del lavoro, il cui tema quest’anno è la lotta alle sostanze cancerogene, contro la diffusione dei tumori professionali e per sollecitare una rapida approvazione del Piano Nazionale Amianto. Il numero degli incidenti mortali sul lavoro, si conferma come una dato significativo e ancora preoccupante, nonostante tutti gli sforzi che si sono messi in campo sia a livello normativo che in quello legato all’obbligo formativo di tutti i lavoratori. Anche il continuo attestarsi in giurisprudenza della responsabilità penale del datore di lavoro che determina pesanti conseguenze anche sul piano economico e sociale per l’azienda stessa, sembra non riuscire a fermare questo enorme problema che incombe sulla nostra società civile.

Il dato registrato nei primi mesi del 2016 in Lombardia, pone in rilievo che ci sono meno denunce di infortuni sul lavoro ( 14924 nel 2016 su 15194 nel 2015 nel periodo gennaio/febbraio) e diminuiscono anche le morti a causa di lavoro, (7 rispetto ai 10 del 2015 tra gennaio/marzo). I precedenti dati devono ricordare a tutti, Istituzioni, Associazioni Datoriali, Organizzazioni sindacali e a coloro che sono impegnati nella difesa dei diritti di chi lavora, che, nonostante tutti gli sforzi messi in campo, c’è ancora molta strada da fare a proposito di cultura della prevenzione, della sicurezza e della salute nei luoghi di lavoro. Condizioni generali che permetterebbero di ridimensionare la tragedia degli infortuni, delle morti e delle malattie professionali sul lavoro. Sono in aumento le denunce di malattie professionale, sia in numero che in tipologia, anche con l’insorgenza di nuove patologie, frutto anche del tempi di latenza e delle difficoltà a correlarle ad una causa di tipo lavorativo.

E’ necessario proseguire a rafforzare l’emersione delle tecnopatie ai fini dell’accertamento e riconoscimento delle malattie professionali. Stante il quadro possiamo rilevare come, vi sia un’evoluzione sul piano epidemiologico, quale ad esempio una maggior incidenza delle patologie muscolo scheletriche da postura, movimenti e carico e sempre più da agenti. Sul fronte infortunistico, vi sono settori produttivi che presentano ancora un forte tasso di rischio e dove la prevenzione non si dimostra adeguata. La testimonianza è data dall’analisi oggettiva dei dati messi a disposizione da Regione Lombardia e INAIL. In particolare ci si riferisce all’industria, alle costruzioni e all’agricoltura. Infatti nel 2015, in questi 3 ambiti produttivi, si concentrano ben 38 dei 44 decessi rilevati da Regione Lombardia tramite i servizi territoriali (16 industria, 12 costruzioni e 10 agricoltura).

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Posted by on 27 aprile 2016. Filed under Sociale,Varese,VARESE,Varie. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

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