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Mondiali Canottaggio: tutto pronto anche sotto il profilo della sicurezza sanitaria

canottaggio_varese_internazionale_crocerossa2VARESE, 4 aprile 2016- Un evento internazionale, come la Coppa del Mondo di Canottaggio ospitata dalla Schiranna di Varese da venerdì 15 a domenica 17 aprile, deve prevedere risorse dedicate per assicurare la sicurezza di tutti i partecipanti, atleti, delegazioni, accompagnatori e pubblico.

Il tema della prevenzione e gestione dei possibili rischi è al centro dell’attenzione del Comitato Organizzatore Eventi Remieri Internazionali Varese, composto da Comune di Varese, Provincia di Varese, Federazione Italiana Canottaggio, Canottieri Varese con il contributo di Regione Lombardia.

“Se non ci sarà una situazione meteorologica disastrosa, si opererà in assenza particolari criticità – spiega Antonio Satta, responsabile Safety del Comitato Organizzatore – C’è un bellissimo rapporto con la Croce Rossa di Varese, riconosciuto quale primo punto medico avanzato per la gestione dell’Expo dopo Milano”. I flussi di comunicazione tra operatori sanitari. “Avranno radiofrequenze diverse da quelle dell’organizzazione, gestite da Croce Rossa con medici C.O e sportivi in ascolto. Comunicazione diretta anche con la FISA, naturalmente, con un giudice internazionale incaricato di comunicare con noi”. Le statistiche. ” Gli interventi effettuati negli anni precedenti? 30/40 a manifestazione, di cui fortunatamente il 95% per problemi minori. Gli interventi maggiori sono stati adeguatamente affrontati, senza criticità, grazie alla professionalità del personale e alle attrezzature a disposizione del Centro Medico dislocato sul campo di regata”.canottaggio_varese_internazionale_salaoperativa

Guido Garzena, responsabile a Varese di Areu Lombardia (Agenzia Regionale Emergenza Urgenza), precisa: “Eventi di questo genere presuppongono una attenta pianificazione con l’ausilio del Comitato Organizzatore, degli esperti della specialità e tutti coloro che per competenza sono interessati”. Aspetti legati alla gestione in “campo” degli atleti e peculiarità legate alla gestione di quanto avviene durante gli allenamenti e le pause. “In campo si pianifica e testa l’assistenza in acqua con il coinvolgimento di personale dedito al recupero e unità  di soccorso avanzato su gommone a distanza da attivare in caso di codici di gravità particolare ed a distanza tale da non inficiare lo svolgimento della competizione”.

Una Sala Operativa Mobile (SOM) della Croce Rossa, composta dal coordinatore generale, dal medico responsabile e dagli operatori radio, ha il compito di coordinare tutte le risorse e di mantenere i collegamenti con l’area organizzativa, con i giudici di gara e con gli altri enti operativi presenti in loco nonché con la Sala Operativa Regionale 118 di competenza territoriale.  “Il piano operativo, scrupolosamente studiato, vede la presenza oltre della SOM di un punto di primo intervento medico composto da un medico sportivo e da un medico rianimatore, di una tenda logistica di appoggio per il personale, di mezzi di soccorso di base, di personale in bici (ciclo soccorritori) che sono in grado di coprire velocemente tutto il territorio interessato – afferma Alessandro Bianchi, canottaggio_varese_internazionale_crocerossacoordinatore operativo dei soccorsi Croce Rossa Italiana –  Il servizio di soccorso in acqua è espletato totalmente dagli OPSA (operatore polivalente salvataggio in acqua) con la presenza in SOM di un coordinatore tecnico specifico e competente. Le risorse sono rappresentate oltre che dal personale da due imbarcazioni equipaggiate per il soccorso e da sei “barchini” posizionati lungo tutto il percorso di gara. Attraverso la SOM il “paziente” è portato immediatamente al pontile riservato ai mezzi di soccorso che è posto a ridosso del punto di primo intervento”.  Ecco qualche dato per la Coppa del Mondo: 174 soccorritori impegnati su 5 giorni per un totale di 2.142 ore di servizio globali di cui 924 espletate dai soccorritori in acqua. “Il collegamento con la Sala Operativa 118 “Soreu dei Laghi” permette, in caso di necessità, il raccordo necessario per l’ospedalizzazione dei pazienti e per le eventuali risorse aggiuntive dovessero essere necessarie” conclude Bianchi. Un vero e proprio gioco di squadra, a cui collaborano anche la Polizia Locale, la Protezione Civile e la AAT118 di Varese.

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Posted by on 4 aprile 2016. Filed under Sport,Varese,VARESE,Varie. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

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