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Studenti islamici rifiutano di stringere la mano alla maestra. Sommaruga: “Non è così che immagino l’integrazione”

islaBASILEA, 4 aprile 2016- “Non è così che mi immagino l’integrazione”, ha detto la consigliera federale Simonetta Sommaruga alla trasmissione “10vor10” in onda lunedì sera sulla SRF in risposta alla vicenda della stretta di mano degli scolari islamici alla maestra.

Un comportamento registrato nella scuola secondaria di Therwil (nel canton Basilea campagna) “assolutamente inaccettabile” per titolare del Dipartimento di giustizia e polizia. Nella convivenza ci sono anche questioni difficili, ha dichiarato, “ma che un bambino rifiuti di stringere la mano alla sua docente, no, così non va! E non c’entra neppure con la libertà di religione“.

La vicenda, emersa domenica sui quotidiani, si era conclusa con un accordo con i ragazzi musulmani: secondo un certo insegnamento, infatti, un uomo può toccare soltanto la moglie e quindi, d’ora in poi, chi segue questo principio non sarà più tenuto a stringere la mano nelle occasioni — frequenti in questa scuola — in cui si usa farlo. Ma sembra, secondo l’emissione, che non sia solo la sede di quel cantone ad avere quel problema.

La stretta di mano alle docenti, dopo il velo e le lezioni di nuoto: un terzo tema riguardante l’integrazione degli allievi musulmani ha fatto irruzione domenica sulla stampa svizzera e sui social media. Secondo la Schweiz am Sonntag, la direzione della scuola secondaria di Therwil, nel cantone di Basilea campagna, avrebbe raggiunto un accordo con gli studenti di religione islamica, permettendo loro dievitare di stringere la mano alle insegnanti di sesso femminile. La decisione non è ancora pubblica. Un caso di rifiuto di ogni contatto fisico sarebbe stato registrato anche a Muttenz.

L’associazione di categoria non ne vuole sapere della nuova eccezione, che divide la stessa comunità musulmana. Come ricorda il domenicale, il presidente della federazione delle organizzazioni islamiche svizzere, Montassar Benmrad, è piuttosto contrario ma propone di cercare il dialogo con le famiglie, mentre Muhammad Hanel, portavoce dei musulmani di Zurigo, è favorevole ed Emine Sariaslan del Forum per l’integrazione dei migranti ritiene che non aiuti i ragazzi, messi in difficoltà dalle regole diverse che vigono a scuola e in casa propria. (rsi.ch)

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