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Inchiesta. Giostrai a Varese: mestiere difficile ma che regala molte soddisfazioni (seconda parte)

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IMG_0524VARESE, 8 aprile 2016- di SARA CARIGLIA- (seconda parte)

Girovagando tra le vie del Luna Park varesino, si nota subito come le donne non siano una presenza ricorrente tra gli addetti ai lavori. Anzi a voler ben vedere non c’è anima viva riconducibile al gentil sesso: assenza imputabile a dettami culturali? Se così fosse, e non siamo sicuri lo sia, le donne si occuperebbero prevalentemente delle faccende domestiche e a tirar grandi i figli.

A proposito di quest’ultimi a causa della loro vita nomade, devono adattarsi ogni volta a diverse realtà scolastiche che sono tanto più numerose tanto più fitte le tappe di questo grande circus itinerante. I programmi scolastici vengono tramandati di asilo in scuola automaticamente, dice Massimiliano Badoer, che spiega come questo vagabondare di scuola in scuola non sempre sottintenda degli aspetti negativi <oggi sono a Varese, domani potrei essere a Bergamo. E non è detto che si rimanga irrimediabilmente indietro con i programmi dato che a volte gli stessi sono complementari>>.

Insomma sul Luna Park di Schiranna nonostante le previsioni dicano pioggia, il sole sembrerebbe per certi versi splendere ancora. <<attualmente la situazione è tornata a brillare come in principio: le città si sono ripulite parecchio a livello di micricrinalità, Milano esclusa. In passato ci sono stati i cosiddetti anni della malavita, cui Varese non è rimasta immune. Così come gli anni degli skinhea o degli extracomunitari. Le famiglie, la gente per bene, non ci facevano più visita e questo era diventato un problema>>, ribadisce Badoer.IMG_0518

Sono 70 i giostrati presenti, 70 singole aziende (perché di questo si tratta di fatto) parcheggiate sulle rive del lago di Varese <<In un weekend riusciamo a fare anche 20 mila presenze se c’è il sole; è chiaro non tutti i giorni si fa il pienone. A facilitare l’incremento del lavoro anche i nostri orari abbastanza flessibili: dalle 15 alle 18 e dalle 20 alle 23>>. La vita da giostrai è stressante considerando la media di sonno notturno pari alle cinque ore per notte <<Sono qui dalle 9 della mattina alla 1 di notte>> asserisce Mauro, fratello di Massimiliano. I fratelli Badoer si dicono stanchi ma soddisfatti. Non cambierebbero la loro vita con quella di nessun altro al mondo. <<certo niente bar, niente ristoranti. Una vita da clausura la nostra>> afferma ironicamente Mauro, padre del piccolo Roberto di soli 2 anni: un vero e proprio “teppistello” che adora il mondo incantato delle giostre <<e anche tu ti assicuro se vivessi qui non riusciresti più a tornare indietro>>. E poi per Mauro si avvicina l’estate che equivale a divertimento allo stato puro. Lui che sa unire l’utile al dilettevole da giugno ad agosto si trasferisce con lo scivolo Taboga ai Lidi Ferraresi. Questi momenti di svago sono ben lontani dai periodi più stressanti dell’anno, quelli in prossimità delle fiere. Fiere per cui valga davvero la pena partecipare naturalmente. In quest’ultime montaggio e smontaggio deve praticamente avvenire alla velocità della luce <<alla sagra di Lissone Brianza montiamo in tre giorni per soli cinque giorni di lavoro. 300 bancarelle e una presenza di circa 80 mila persone>>.

IMG_0517Altra nota positiva sono i salari: una retribuzione non inferiore ai minimi contrattuali. Si parla di 1000 euro mensili. Questa logica non vale per tutte le giostre. Alcune, le più in voga del momento, vista la novità riescono a cavalcare la cresta dell’onda guadagnandone anche 3000 di euro. Passato il periodo modaiolo inevitabile la perdita del loro appeal e saranno destinate a morire per poi essere sostituite. I classiconi, invece, che sono anche i più gettonati sono la casa delle streghe, le montagne russe, la ruota panoramica, ma pure gli autoscontri sono un classico che non fa né alti né bassi.

Come in ogni cosa non è tutto ora quel che luccica: i prezzi delle giostre sono esorbitanti e devono essere ammortizzati per forza di cose, pena la bancarotta dell’impresa singola a capo dell’attrattiva. Per esempio il crazy surf è molto costoso, per comprarlo ci vorranno su per giù 300 mila euro. Le montagne russe altrettanto, se nuove il prezzo è da capogiro: 2 milioni di euro. Naturalmente non vengono comprate nuove, ma in attesa di una di riciclata, un usato collaudato a prezzo abbordabile, magari facendo un mutuo ammortizzabile in dieci anni. E poi c’è la manutenzione da non sottovalutare dichiara Massimiliano <<le nostre giostre hanno bisogno di continue cure. Gli autoscontri hanno già dieci anni, l’anno prossimo cambierò le macchinine>>.

Per mandare avanti questo immenso carrozzone ambulante c’è anche chi lavora dietro le quinte. Come Alfredo, 39 anni, per gli amici Ralphio, papà albanese e mamma italiana. Giostraio da quando aveva 18 anni ma da una settimana in prova al tappeto volante <<Faccio questo lavoro perché è da quando sono bambino che mi piacciono le giostre>>. Lo attraggono ma non è detto che le utilizzi. Infatti lui sul tappeto volante non ci è mai salito. Questa professione lo attrae parecchio perché gli permette di lavorare oltre che a stretto contatto col pubblico anche di viaggiare. Alfredo non si ritiene uno zingaro IMG_0549<<gli zingari fanno l’elemosina noi siamo nomadi, lavoriamo duramente dalla mattina alla sera. Certo esistono giostrai che rubano, ma non tutto il mondo è paese>>. La vita di Alfredo è stata una vita graffiata dalla sofferenza che spesso si è tramutata in disperazione <<Mio papà è di Lodi e abita dove non lo so, mia sorella sta a Trento e dove non lo so. Il numero di cellulare l’ho perso. Poi c’è mia madre che è del ’51 e si trova in una casa riposo. Come se non bastasse mia zia è in carcere a Vercelli per maltrattamento di anziani tra cui anche mia mamma>>. Parole forti quelle di Alfredo che se in passato aveva un lavoro e una casa, quest’ultima unica nota di stabilità, anche questa gli è stata strappata perchè bruciata <<vorrei sapere chi è stato>>. Prima di fare il giostraio ha fatto i lavori più inconsueti che esistano: dal dog sitter al benzinaio, è passato dal volantinaggio alla manovalanza facendo pure per cinque anni vita da strada dormendo nelle stazioni e mangiando nelle mense Caritas.

IMG_0539Alfredo crede di essere stato sfortunato nella vita <<ho sofferto tanto e il mio viso parla di questo dolore. Sono stato abbandonato anche da mia moglie e da mio figlio di cinque anni>>. In certi momenti l’unica ancora di salvezza è stata la sua fede. Il giostraio del tappeto volante crede in Dio e confida in lui da quando approdò in Lazio in una comunità cristiana (presente anche a Vigevano) dedicata ad ex drogati e alcolisti. Lo slogan era: no droga, no alcool, leggi la Bibbia. <<grazie a Dio sono riuscito a tirarmi fuori da certe schifezze. Una seconda ricaduta ce l’ho avuta dopo essere stato lasciato da moglie e figlio. Ci sono ricascato ma ora sono pulito>>.

Lo stipendio di Alfredo per ora non è molto cospicuo proprio perché ancora in prova: 10 euro al giorno compreso vitto e alloggio. Certamente più considerevole quello di Mario, 26 anni, 170 euro a settimana alloggio compreso. Le origini di Mario sono rumene. Si trova in Italia da due anni e mi domanda se ho mai dormito fuori casa (sotto un ponte) perché costretta<<La vita è pesante, la vita non è facile. Pensaci. Rifletti anche sul figlio di Berlusconi, se dovesse un giorno svegliarsi senza più nulla e senza famiglia secondo te cosa farebbe?>>.

Mario è un po’ scontento del suo stipendio ma tutto sommato la sua vita nomade gli piace <<pulisco sempre e quando piove è un disastro. Mi tocca rifare lo stesso lavoro tante e più volte al giorno. Poi qui a Varese non siamo piazzati su asfalto ma su ghiaia, molto più impegnativa>>.

Per Mario, il suo amico Alfredo sbaglierebbe a “fare la vittima”. A suo modesto parere ognuno di noi può realizzarsi e costruirsi una vita dignitosa, servirebbero solo due mani due piedi e un po’ di testa (fine seconda parte, leggi la prima)

redazione@varese7press.it

 

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Posted by on 8 aprile 2016. Filed under Cronaca,Sociale,Varese,VARESE,Varie. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

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