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Un grande Giulio Scarpati ha incantato il pubblico al Delle Arti di Gallarate

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una-giornata-particolare_SG01nGALLARATE, 15 aprile 2016 – di SARA MAGNOLI –

Il teatro delle Arti di Gallarate chiude “con il botto” una stagione riuscitissima. E saluta il pubblico annunciando di aver già iniziato i contatti per la prossima edizione su cui sta già lavorando. L’interesse si muove per i nuovi spettacoli della compagnia che unisce Fabrizio Bentivoglio, Sergio Rubini e Isabella Ragonese, ma anche per il nuovo lavoro con Marco Baliani e Lella Costa, per quel “Qualcuno volò sul nido del cuculo” con la regia di Alessandro Gassman. E ancora, Angela Finocchiaro e Claudia Gerini. Nomi e titoli che hanno attirato l’interesse della direzione artistica e dei suoi collaboratori, sempre attenti a vagliare e valutare proposte di qualità tra le quali poi scegliere come formare un cartellone che ogni anno si conferma di altissimo livello.

I nomi e gli spettacoli di questa stagione hanno riscosso grande favore da parte del pubblico e le due serate finali (ieri, giovedì 14 aprile, con replica questa sera, venerdì 15, alle 21) con Giulio Scarpati e Valeria Solarino in “Una giornata particolare” di Ettore Scola per la regia di Nora Venturini hanno emozionato e confermato l’eccezionalità delle scelte e delle proposte.

La nuova messa in scena in un’ora e trentacinque di emozione pura della trasposizione teatrale dal film che aveva protagonisti Marcello Mastroianni e Sofia Loren ha guadagnato in prima serata oltre cinque minuti di applausi finali davanti a una recitazione (da parte dei protagonisti, ma anche degli altri cinque attori sul palco nei panni del marito e dei figli di Antonietta e della portiera) impeccabile e da batticuore.DSC_8476

Lui, Giulio Scarpati, si conferma uno dei più interessanti e bravi attori del panorama italiano, nella sua interpretazione di Gabriele, l’omosessuale bandito dalla radio in cui lavorava e destinato al confino proprio per le sue tendenze sessuali. Lei, Valeria Solarino, bravissima Antonietta che a poco a poco riconosce a se stessa prima che agli altri il ruolo a cui il marito-padrone e i figli l’hanno relegata. E le due solitudini che si incontrano per la fuga della gracula religiosa che dalla casa di Antonietta finisce sulla finestra di Gabriele diventano a loro volta un’unione che appare ancora più sola davanti all’incapacità di chi sta loro attorno di capire quanto sta accadendo, in quel giorno dell’incontro a Roma tra Hitler e Mussolini.

Un gioco di luci e di piani che appaiono insieme, da posti su due livelli a indicare le due abitazioni e gli spazi. Un duetto di voci, di sguardi, di idee e di sentimenti, di confidenze e di capacità pur nella tragedia, di tenere la testa alta Gabriele, di riconquistare una dignità che i suoi stessi familiari cercano di toglierle Antonietta.

Uno spettacolo da non perdere. E quei cinque minuti, o forse anche qualcosa di più, di applausi, vanno prolungati alle scelte del teatro delle Arti, capace di portare una prosa come questa al suo pubblico.

Grazie, davvero.

s.magnoli@varese7press.it

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Posted by on 15 aprile 2016. Filed under PROVINCIA,Spettacoli&Cultura,Teatro. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

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