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Riflessioni:”Paradossale che la Pedemontana dovrebbe vivere con incasso pedaggi”

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pedemontanaVARESE, 21 aprile 2016- E’ paradossale che Pedemontana, che dovrebbe vivere con l’incasso dei pedaggi, abbia architettato un sistema di esazioni complicato (free flow) che allontana anziché avvicinare i già pochi utenti potenziali. A mesi dall’apertura  la società è costretta a semplificare le procedure di accesso di un servizio già bocciato dagli utenti sia per i costi del pedaggio, doppio rispetto alle altre autostrade, che per il percorso dei tre tronconi Tangenziali di Como e Varese e Lomazzo-Cassano Magnago.  Appare chiaro che la concessionaria autostradale punta esclusivamente su contributi e defiscalizzazioni pubbliche per tenere in piedi un baraccone bocciato dal mercato che ha già ferito inutilmente l’ambiente e sconvolto la faccia del territorio nella prima fase dell’opera. Pedemontana conferma che il  project financing che doveva essere il suo strumento di finanziamento d è diventato un creatore di debito occulto per le casse pubbliche, essendo comunque lo Stato o altri soggetti pubblici (Stato e la società Serravalle controllata da Regione Lombardia)i finanziatori in ultima analisi in caso di difficoltà dei promotori sia privati del progetto. Oltre alle criticità finanziarie vi sono forti dubbi sull’anomalia gestionale di un progetto in cui l’attività di controllo e monitoraggio, compito del direttore lavori, è stata affidata all’esecutore stesso dell’opera. Oltre a queste criticità economico/legislative non si possono non segnalare le problematiche di carattere ambientale-geologico, interessando il tracciato dell’opera che stressa ulteriormente un’area già pesantemente cementificata.

Dario Balotta responsabile trasporti Legambiente lombardia

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