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Avrebbe ucciso la moglie soffocandola: arrestato 39enne di Besozzo dopo un anno d’indagini

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Alessandro Argenziano

Alessandro Argenziano

BESOZZO, 26 aprile 2016. Dopo un anno di indagini è stato arrestato dalla Polizia questa mattina a Besozzo, nell‘abitazione della sua nuova compagna, il 39enne Alessandro Argenziano. Per lui la pesante accusa di omicidio per soffocamento, nei confronti della moglie, Stefania Amalfi, avvenuta il 26 aprile 2015. Accuse che il presunto assassino rinnega in toto, confermando invece la tesi della disgrazia.

I FATTI- Da quanto si apprende dall’esito delle indagini, l’uomo sottometteva da molto tempo la giovane moglie a livello psicologico oltre a maltrattarla fisicamente, impedendogli inoltre di mantenere contatti con i suoi familiari.

Episodi di maltrattamento durati più di un anno, sempre allo scopo di persuadere la moglie dall’ estromettere dalla loro vita i famigliari di lei, che tentavano di convincerla a lasciare il marito. La donna aveva perso, così, ogni controllo autonomo sulle proprie spese, non avendo più a disposizione nemmeno a disposizione il portafoglio.

L’Argenziano in questo modo voleva annullare fisicamente e psicologicamente la giovane donna per averne il controllo totale. Addirittura convincendola a cambiare il medico di base a favore di quello del presunto assassino, così da controllarne persino la somministrazione dei farmaci.

MOVENTE-Poi il triste epilogo con l’uomo che attua un piano semplice ma efficace, somministrando alla moglie una forte quantità di farmaco miorilassante riducendola così in uno stato di semi incoscienza. Senza più resistenza da parte della donna, facile il compito per il marito di soffocarla. Omicidio maturato solo per scopi economici, visto che l’uomo prevedeva d’intascare la polizza di risparmio intestata ovviamente alla moglie.

MESSINSCENA- Una volta compiuto il gesto omicida l’uomo prepara la messinscena. Chiamati gli agenti di Polizia, mostra loro una lettera della moglie che parlava di suicidio. La lettera scritta realmente dalla signora Amalfi (questo il nome della vittima) come dimostrato dai periti, ma sicuramente in tempo diverso dagli attimi precedenti la morte della donna, poiché la perizia conferma come la mano sia quella di una persona non obnubilata dai farmaci o in preda ad intenti suicidi.

Ciò lascia intendere che Argenziano l’abbia persuasa a scrivere quella lettera, allontanando da sé ogni sospetto. Nel tentativo di allontanare ogni sospetto, Argenziano ha dichiarato di aver fatto di tutto per salvare la donna, comprese le manovre rianimatorie necessarie, mentre la comunicazione con l’operatore del 118 dimostra tutt’altro, evidenziano invece che non abbia voluto praticare alcuna manovra per timore di essere coinvolto e accusato di omicidio.

L’immediato intervento, insieme agli operatori, del pubblico ministero, hanno consentito di assicurare, comunque, nell’immediato, le fonti di prova, utili a smentire la prima versione fornita dall’uomo e a ritenere così contraddittorie le dichiarazioni rilasciate dal medesimo.

redazione@varese7press.it

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Posted by on 26 aprile 2016. Filed under Cronaca,PROVINCIA,Varie. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

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