Widgetized Section

Go to Admin » Appearance » Widgets » and move Gabfire Widget: Social into that MastheadOverlay zone

Un appartamento a Laveno dove spacciare e il garage come deposito: arrestata coppia di albanesi

Sheqi Selda e Muca Sokol

Sheqi Selda e Muca Sokol

VARESE, 30 aprile 2016- di GIANNI BERALDO-

Un andirivieni continuo, soprattutto giovani: qualcosa non quadrava in quell’appartamento situatoin un condominio di via Corte, 10 a Laveno Mombello.

Situazione che ha destato più di un sospetto da parte degli altri condomini, insospettiti nel vedere tutta quella gente che nemmeno si salutavano tra loro. Perfetti sconosciuti che però condividevano qualcosa.

Quel qualcosa era droga, marjiuana nello specifico, spacciata da una coppia di albanesi incensurati: Muca Sokol, 45 anni e la moglie  Sheqi Selda 36 anni, quest’ultima titolare dell’appartamento che condivideva anche  con l’anziana madre.

Così, dopo segnalazioni ai carabinieri di Laveno in collaborazione con loro colleghi di Varese, giovedì scorso si è arrivati agli arresti, avvenuto a CoquioIMG_20160430_110407 dopo avere atteso la coppia che si era recata in un centro commerciale. In totale 15 chilogrammi la droga sequestrata, suddivisa in 6 sacchetti. Come deposito utilizzavano il bagagliaio dell’auto, una Ford C Max parcheggiata nel garage. 

<<Oltre alla droga abbiamo rinvenuto pure alcuni sacchetti contenente insalata, verdura utilizzata molto probabilmente per confondere il compratore al quale forse veniva rifilato qualche sacchetto “taroccato” l’insalata appunto, ndr) insieme alla droga, tra l’altro di buona qualità. Sacchetti di verdura magari utili anche per depistare eventuali controlli da parte delle forze dell’ordine>>, così il Maggiore dei carabinieri Paolo Tiadina, comandante Nucleo investigativo provinciale che ha seguito le indagini.

IMG_20160430_113517<<da notare che, nonostante fossero incensurati, questo sistema di depistaggio rientra in un modo di operare tipico di persone esperte, proprio come questa coppia alla quale finora era sempre andata bene>>.

Oltre alla droga sono stati sequestrate una bilancia comune e una di precisione, banconote e alcuni telefonini utili per tracciare, grazie alle telefonate, dei vari contatti arrivando poi  a capire la provenienza della droga <<probabile possa provenire dall’Albania o Paesi vicini, ci stiamo lavorando e le indagini proseguono>>, aggiunge ancora il maggiore Tiadina.

I due rei ora si trovano in carcere (lui al Miogni di Varese, lei a San Vittore di Milano vista la momentanea inagibilità del carcere femminile di Monza), in attesa del processo che si terrà lunedì 2  maggio per direttissima.

direttore@varese7press.it

image_pdfimage_print
Facebooktwittergoogle_plusredditpinterestlinkedinmail

Posted by on 30 aprile 2016. Filed under Cronaca,PROVINCIA,Varie. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *