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Inaugurata la Comunità Socio Sanitaria alla Brunella: per la Fondazione Piatti la mission continua

IMG_1257VARESE, 2 maggio 2016- di SARA CARIGLIA-

Lo diceva Rita Levi Montalcini “La migliore pensione è il possesso di un cervello in piena attività che vi permetta di continuare a pensare fino alla fine”.

L’età avanzata certamente non aiuta mantenere viva la memoria e qualche naturale defezione con gli anni inizia ad affiorare. Il rischio comune poi è che il fatto di non ricordare possa divenire una patologia come la demenza senile o, IMG_1229peggio, tramutarsi in Alzheimer. Poi esiste un’altra patologia: l’autismo, spesso sottovalutato e con i soggetti spesso derisi.

A quel punto la propria disabilità mentale può diventare anche fonte discriminazione. La Fondazione Renato Piatti onlus che fa propria questa teoria <<Qualunque persona in qualunque momento della vita può avere una condizione di salute che in un ambiente sfavorevole diventa disabilità>>, punta al esatto contrario, ovvero rendere favorevole un ambiente, in modo che la disabilità possa essere vissuta nel modo meno invalidante possibile.

La onlus varesina che nel corso degli anni ha maturato vasta esperienza nel settore assistenziale, questa mattina ha inaugurato la Comunità Socio Sanitaria (CSS) de La Nuova Brunella, in Via Francesco Crispi 4 – Centro Multiservizi per le Disabilità e la Famiglia –.

Quattro gli ospiti affetti da disabilità mentale che nella giornata odierna hanno abbandonato la struttura centrale bobbiatese (CSS con vocazione più assistenziale IMG_1240rispetto a quella de La Brunella) per soggiornare stabilmente in questo confortevole sito che come sottolinea Cesarina del Vecchio, presidente Fondazione Piatti <<diventerà la loro casa per sempre>>.

<<Questa sarà la prima notte che Mirko, Biagio, Giberto ed Emilio dormiranno nelle loro camerette>> assicura Massimiliano Arosio, direttore dei servizi.

Oggi il taglio del nastro di questa struttura in grado di ospitare fino a dieci persone con disabilità intellettive e relazionali, a patto però che abbiano una buona autonomia.

Insomma la sede di Via Crispi, vuole essere per i suoi ospiti una casa, un rifugio, ma pure un caldo ambiente familiare dove sentirsi protetti e custoditi. Come dichiara la presidente <<tutta la Nuova Brunella è stato un sogno costato 3 milioni e 500 mila euro. A me i sogni non fanno paura, soprattutto se vedono dei servizi per i nostri ragazzi>>.

La prova provata che dei riscontri positivi esistono tangibilmente, ce lo conferma la mamma di Mirko, Tiziana Prati. Mirko ha vent’anni ed è affetto da autismo da quando ne ha due <<sono sempre stata costretta a lavorare, dunque mio figlio ha sempre vissuto in queste strutture sin dall’età di tre anni, seppur siano solo cinque, che dorme in comunità>>.IMG_1242

Ciò fa intuire quanto la presenza di questi complessi assistenziali presenti sul territorio, siano di grande supporto oltre che per i genitori anche per i figli degli stessi ospiti, che a causa dei loro impegni lavorativi fanno sempre più fatica ad occuparsi dei propri cari. <<la vita media dei pazienti rispetto a diversi anni fa si sta allungando sempre più. – spiega ancora la Del Vecchio –. Ad esempio non è da molto che a San Fermo abbiamo festeggiato il compleanno di un “nostro” ottantenne>>.

Per la Fondazione varesini prossimo appuntamento il mese di giugno, con l’apertura di un nuovo centro riabilitativo per minori con disturbi dello sviluppo. Mentre il quarto piano, destinato al centro per la famiglia, dovrà attendere ancora qualche tempo prima di essere inaugurato.

La conclusione logica della presidente e che <<siamo nati per dare delle risposte ed ora queste risposte ci sono>>. Come darle torto.

redazione@varese7press.it

 

 

 

 

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Posted by on 2 maggio 2016. Filed under Sanità,Sociale,Varese,VARESE,Varie. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

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