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Le tradizioni rivivono a Varese con la bella festa di San Vittore e del folklore lombardo

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IMG_1500VARESE, 8 maggio 2016- di SARA CARIGLIA-

Un vero e proprio sfolgorio di colori, musica, tradizioni, movenze, danze e allegria la “Festa di San Vittore e del folklore lombardo”, quella che per l’intera giornata di oggi ha colorato le principali vie e piazze di Varese. Tra i protagonisti la Famiglia Bosina che non smette mai di stupire quando si tratta di mettere in risalto l’importanza delle proprie radici e tradizioni conservate nella cultura del folklore. Allora quale occasione migliore per il “clan” bosino e il Comune di Varese se non questa domenica festiva per rilanciare, oltre che la bellezza di una solennità, come quella del patrono di Varese oltre a solennizzare il 200esimo compleanno della propria città.

E perché questi duecento anni all’elevazione di Varese a rango di città non festeggiarli in grande stile? Ovvero riportando alla luce la storia dei vari popoli, e della loro amicizia attraverso i valori più profondi della loro identità.FullSizeRender (1)

Dunque un evento imperdibile per gli amanti delle tradizioni e delle feste correlate; appuntamento che ha richiamato numerose persone nel cuore della città, che si sono date appuntamento nei principali punti della città come Via Volta, piazza Monte Grappa, San Vittore, Carducci e Giovine Italia. Un percorso multicolore e profumato, fatto di qualche banchetto dolce e salato sparso qua e là riuscendo a prendere per la gola grandi e piccini. Clemente anche il tempo, con il bollettino meteorologico che prevedeva pioggia ma alla fine ha prevalso il sole seppur tra qualche nuvola.

Alla festa di San Vittore e del folklore lombardo, elementi devozionali si sono intrecciati a elementi spettacolari. Spettacolari per esempio i vari e tipici gruppi folkloristici, come il gruppo di casa. Quello folk bosino, il quale non è passato inosservato, non tanto per il suo ricco repertorio di tiritere e danze (si sono esibiti in mattinata), quanto per i suoi variopinti costumi, resi ancora più belli da preziosi ricami realizzati a mano da abili artigiani.

Si sono vissuti momenti speciali anche con I Gnari de Len: con i loro strumenti in legno (ottoni e legni) e donne in costume, che hanno saputo abilmente rievocare l’ormai perduta realtà contadina bresciana.

E poi a creare un po’ di atmosfera in più ci ha pensato il corpo bandistico lodigiano, I Laus Nova, i cui ballerini sono entrati in scena avvinghiati a celebri ma goffe pigotte, che scimmiottavano con la loro testa in paglia e i loro corpi in stoffa delle giovani donzelle.

Direttamente dalla Valbrembana, gli Amìs de Dosèna. Le loro canzoni un ponte tra passato e presente; un passato che parla di miniera, di agricoltura, di guerre, di dolori ma altresì di gioia, di amori e innamoramenti, e che tutt’oggi ammalia le generazioni odierne.

IMG_1490Molto apprezzato il Gruppo brianzolo, Renzo e Lucia, che fonda le sue radici nel lontano 1925. <<Dopo cento anni, siamo l’unico gruppo che pettina ancora tramite questo ornamento: la raggiera. Si presume risalga al 1200 ma non abbiamo molte informazioni in merito perché questa tradizione veniva tramandata solo oralmente e manualmente>>. Ragione per cui sotto i portici dei Giardini Estensi è stato allestito un piccolo angolo coiffeur – per sole signore e signorine – in cui dopo il parrucco ognuna ha potuto sciorinare la propria ragigera, tipico fregio delle donne lombarde.

A proposito di Giardini Estensi: è stato lo stand bergamasco de, Le Taissine di Gorno, a far rivivere un’atmosfera d’altri tempi agli ospiti festaioli con donne vestite da lavoro che agguantavano le attrezzature adoperate nella dura attività di miniera nel tentativo di mostrarle. <<Noi rappresentiamo le donne che fino al 1962 hanno lavorato nelle miniere di zinco del bergamasco>> afferma Marta Benini.

Ritornando agli ultimi gruppi di folklore, ma non per questo meno graditi, presenti pure, i Firlinfeu La Brianzola, i cui usi e costumi si sono ispirati al romanzo seicentesco del Manzoni “I Promessi sposi”. <<Il Firlinfeu è il nome dello strumento a fiato che suoniamo>> dice Riccardo Massironi, che indossa il tipico abito festivo del contadino brianzolo di 1600.

Degni di nota anche i Tencitt, gruppo folk di Cunardo. <<In questo piccolo paesino in passato sorgevano delle filature in cui si tesseva e si tingevano le stoffe, il cui compito era dei tintori. – spiega Angelo Morisi, sindaco di Cunardo – Da qui il termine dialettale “Tencitt”>>. Si tratta di un gruppo formato da 40 giovani ragazzi, che a ritmo di fisarmonica e chitarra si è scatenato in divertenti coreografie, balletti, canti popolari e scenette rigorosamente in dialetto cunardese.FullSizeRender

Apprezzati anche i De I Giaroi, i quali hanno incarnato egregiamente la loro tradizione valtellinese. Tanto è vero che in piazza Monte Grappa sono stati capaci di intrattenere i viandanti con un Ecomuseo, che ha offerto la possibilità di vedere all’opera i vecchi mestieri del mondo contadino. <<Lavoriamo il legno con cui realizziamo tetti in scandole. – precisa Mario Curtoni di Gerola – Le donne, invece, cardano e filano la lana proprio come una volta: ne fuoriescono delle pratiche babbucce. E poi realizziamo cappelli e scarpe in feltro: questo antico materiale è molto utile perché impermeabile>>.

Lo spettacolo itinerante è stata un’esperienza unica ed entusiasmante per gran parte del pubblico, come per Franco <<sempre interessante>>. La stessa cosa vale per Luigi <<Bello, peccato che la tradizione sia destinata a morire>>. Il signor Luigi accompagnato dalla sua consorte, Franca <<rispetto agli altri anni mi sembra tutto più scialbo. Magari la poca affluenza è dovuta alle diverse manifestazioni domenicali che hanno rubato dello spazio a questa>>.

IMG_1436E per chi invece volesse leggere tra le righe, chissà che questo San Vittore abbia voluto farsi portatore anche di un messaggio di pace.

In fin dei conti cos’è il folclore se non quel fil rouge che unisce il mondo?

redazione@varese7press.it

GALLERIA FOTOGRAFICA

 

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Posted by on 8 maggio 2016. Filed under Tempo Libero,Varese,VARESE,Varie. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

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