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Anoressia e bulimia: a Varese è allarme sociale.

La presentazione di oggi

La presentazione di oggi

VARESE, 10 maggio 2016- di SARA CARIGLIA-

Oltre il 7 per cento dei giovani varesini è a rischio di anoressia e bulimia. Cifra alla quale si deve aggiungere un 6 per cento con propensione a poter sviluppare questo tipo di patologia. Certamente non confortante l’esito di un primo test effettuato a Villa Miralago, clinica per la cura dei disturbi alimentari situata a Cuasso al Monte.

Dati che suonano come allarme sociale per l’entourage sanitario del più rinomato centro italiano specializzato nella cura dei disturbi del comportamento alimentare, che ha fatto compilare dei questionari medici a 400 studenti di alcune scuole varesine (dai quali ne sono stati estratti 100 campioni), con un’età compresa tra i 12 e i 14 anni. Test grazie ai quali è emerso come un cospicuo numero di adolescenti possieda un indice globale di malattia elevatissimo, così elevato da superare i range di normalità andando così a inserirsi in quella fascia che il questionario definisce “grave” e non solo “lieve”.

Il secondo test si è invece focalizzato sull’insoddisfazione che i giovani studenti nutrono verso il proprio corpo. Anche qui i dati non sono propriamente rassicuranti: il 12 per cento degli allievi di Varese avrebbe un lieve o grave modo di rapportarsi al proprio corpo.

Ma vediamo come nasce questo progetto. AVO (Associazione volontari ospedalieri di Varese) e Villa Miralago, in collaborazione con il Comune di Varese, a partire dall’anno 2014, hanno messo a punto un programma volto a sensibilizzare e a informare giovani e famiglie sui disturbi della condotta alimentare.

Dati presentati questa mattina durante una conferenza stampa svoltasi nel Comune di Varese, organizzata proprio nel tentativo di chiarire, educare, interessare e divulgare le cause (non solo di natura sociale), che si celerebbero dietro questa emergenza di salute mentale, onnipresente almeno nella società Occidentale.

<<Quelli che stiamo vivendo sono anni difficili un po’ per tutti, ricette semplici non ce ne sono>>, dice l’assessore alle politiche familiari Enrico Angelini.

<<Soprattutto se si prende atto<<, come sottolinea il direttore sanitario di Villa Miralago, Leonardo Mendolicchio <<di quanto in Italia a soffrire di anoressia e bulimia sia il 3,4 per cento della popolazione preadolescente. Eppure se rapportiamo questi dati alla stessa percentuale di equivalenza di persone affette da epatite C, beh si può notare come le risposte assistenziali al primo disagio, rispetto al secondo, non

Villa Miralago

Villa Miralago

siano congrue>>

Sconcertanti i numeri se si considera che l’anoressia è la prima causa di morte negli adolescenti. In Italia su una popolazione di 2 miliardi di persone affette da questa patologia, di strutture come la nostra, ce ne sono solo cinque, ha poi aggiunto Mendolicchio.

Per Villa Miralago, il supporto del presidente di AVO, Ambrogio Bandera, e dell’assessore Angelini, sono stati fondamentali ai fini di poter accedere alle scuole secondarie varesine per fare opera divulgativa di queste dolorose verità, i cui sintomi troppo spesso vengono sottovalutati se non ignorati. <<Se ne parla sempre poco e male>> rimarca il direttore sanitario di Cuasso.

La speranza di Mendolicchio è far pervenire i risultati preliminari di questo test anche a Regione Lombardia <<è importante che la Regione venga a conoscenza dei fattori di rischio legati agli studi del comportamento alimentare>>.

D’altronde anoressia e bulimia sono metafore drammatiche della società odierna. L’una ripudia il cibo, l’altra lo fagocita. Il cibo, infatti, oltre ad essere fonte di grande piacere, è fonte di grande ansia, perché esso diventa un altro medium oltre il corpo che permette di veicolare la propria identità. Non vi è dubbio che in una società fortemente improntata sulla cultura dell’immagine un corpo grasso diventi indice di fallimento e uno magro di successo e giovinezza. A pagarne le spese però, la vita di adolescenti e giovani adulti in gran parte graffiata da queste subdole patologie, che urlano aiuto sebbene si manifestino silenziosamente.

L’azienda sanitaria di Cuasso, nel suo piccolo, è voluta entrare in punta di piedi nelle realtà scolastiche della città di Varese facendo un po’ d’informazione identitaria, ben lontana dal culto di un’immagine corporea che si adopera verso l’estrema magrezza. Magrezza associata a sua volta – seppur erroneamente –ad estrema bellezza, forza e virilità.

redazione@varese7press.it

 

 

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Posted by on 10 maggio 2016. Filed under Sanità,Sociale,Varese,VARESE,Varie. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

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