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La storia siamo noi: studenti del Liceo Classico Cairoli, faranno rivivere una pagina del Risorgimento varesino

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Stefano Cadoni, Francesco Lucioni e Laura Bianchi.

Stefano Cadoni, Francesco Lucioni e Laura Bianchi.

VARESE, 17 maggio 2016- di SARA CARIGLIA-

Tutto è storia, eppure la storia è la grande assente della cultura contemporanea. Allora perché non partire dalle scuole, strumenti in grado di riempire questo vuoto che va a sedimentarsi tra passato e presente?

Gli insegnanti e i 29 studenti del Liceo Classico Ernesto Cairoli di Varese ci credono e hanno voluto impegnarsi a fondo per colmare (per quanto sia possibile) questa voragine. Lo hanno fatto in primis, dando appuntamento alla stampa questa mattina, nel cuore di una meraviglioso contesto settecentesco come Villa Mirabello.

Dimora centenaria, custode oltre che del nobile Museo civico archeologico, pure della sezione risorgimentale dei Musei Civici della Città Giardino. Ed proprio nella sala principale di questa signorile pinacoteca – non a caso padroneggiata dal celebre dipinto di Eleuterio Pagliano (1826-1903) dal titolo “Lo sbarco di Garibaldi e dei suoi cacciatori delle alpi a Sesto Calende” dove tra i vari figuranti emerge tronfia la figura di Ernesto Cairoli – che gli studenti della classe I A dell’omonima scuola varesina, hanno potuto decantare con tanta enfasi l’anteprima del proprio progetto, che nasce dalla collaborazione tra lo stesso liceo e il Comune di Varese. Un programma di alternanza scuola lavoro la cui mission è raccontare il Risorgimento varesino proprio ai varesini, offrendo così alla cittadinanza una chiave di lettura fino a questo momento loro sconosciuta. Ma quali le origini di questo dipinto? Per saperlo bisognerà attendere domenica 22 maggio (dalle ore 9.30) quando il tutto verrà svelato pubblicamente, complice scenette animate con tanto di dovizia di particolari messe in opera dagli studenti del Classico di Varese.

Questa mattina a fare le veci della Giunta comunale l’assessore alla Cultura, Simone Longhini <<Sono molto contento perché siamo arrivati al quarto anno di questa bella iniziativa partita dopo che l’amministrazione comunale decise di restaurare il dipinto di Pagliano per evidenziare una parte della storia risorgimentale di Varese che purtroppo è sempre stata considerata di serie B>>. Assessore che precisa <<la Battaglia di Varese ha rappresentato per la nostra città un periodo storico di primo piano, ci sembrava giusto restituire ai varesini e a chiunque verrà a visitare la nostra città questa importante memoria storica>>. Un altro progetto che rientra tra i vari eventi che celebrano l’elevazione di Varese a rango di città.

Conoscere il passato per essere protagonisti del futuro è il motto non solo di Longhini ma pure del dirigente scolastico del Cairoli, Salvatore Consolo <<Una iniziativa molto bella coordinata da Anna Maria Ferrari, professoressa di Storia dell’arte, che ha saputo unire sapientemente l’arte alla ricerca storica>>.

A differenza degli anni scorsi, in occasione del bicentenario di Varese Serena Contini, storica del Comune di Varese, ha voluto fare le cose in grande <<Siamo andati oltre il quadro, ovvero ogni gruppo ha potuto approfondire aspetti inerenti oltre la battaglia o il medesimo quadro, anche alcuni personaggi legati al Risorgimento italiano>>. Ad ogni gruppo infatti, sono stati assegnati dei veri e propri documenti manoscritti ottocenteschi provenienti dagli archivi comunali. <<Ci siamo un bel po’ divertiti>> conclude la Contini.

Domenica ad aprire i lavori sarà la 16enne Laura Bianchi la quale, insieme ad altri compagni, esporrà la parte storica <<parleremo anche dei vari monumenti varesini legati al periodo risorgimentale>>.

Anche Francesco Lucioni è alla sua prima esperienza di alternanza scuola lavoro. La sua missione? Calarsi nelle vesti di Cesare Parravicini <<Si tratta di un importante patriota morto per l’indipendenza italiana, dunque per il Risorgimento nazionale>>.

Stefano Cadoni, classe 1999, anche lui felicissimo di aver partecipato a questo progetto <<è stato divertente. Abbiamo imparato qualcosa di nuovo. Anche se attualmente non stiamo studiando il Risorgimento quando lo faremo saremo senza dubbio facilitati>>.

Tuttavia c’è anche chi come Matteo, assicura di essersi completamente calato nelle vesti di investigatore storico. Detto questo ormai per lui <<Le fonti della storia non sono più Wikipedia>>.

Come dargli torto: d’altronde chi strumentalizza la storia, la storia non la conosce.

redazione@varese7press.it

 

 

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Posted by on 17 maggio 2016. Filed under Spettacoli&Cultura,Varese,VARESE,Varie. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

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