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Progetto Concittadino sulla gestione dei rifiuti a Varese

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VARESE, 20 maggio 2016- Progetto Concittadino in settimana ha fatto il punto sulla gestione dei rifiuti a Varese, insieme all’esperto Michele Giavini: come su molti altri punti, gli aspetti migliorabili sono molti.raccolta_rifiuti
Varese può fare ancora molto per diventare una città veramente all’avanguardia nel campo della green economy.  E’ di lavoro, di economia generata, di soldi risparmiati, che dobbiamo ragionare oggi quando parliamo di gestione del ciclo dei rifiuti.

Varese deve tornare a fare politica ambientale: finora sui rifiuti il Comune ha delegato Aspem. Profondamente sbagliato: Aspem è un’importante soggetto che deve però essere guidato da un’amministrazione capace e consapevole.

  • La prima grande operazione da fare sarà una campagna di formazione e informazione alla cittadinanza e alle scuole: i varesini devono sapere come vengono gestiti i propri rifiuti, dove vanno a finire dopo che sono stati raccolti in maniera differenziata, quanto costa il sistema. Per cui ripartiranno corsi nelle scuole e presso i quartieri per raccontare le migliori buone pratiche.

Oggi Varese si attesta a poco più del 60% di raccolta differenziata. Entro due anni si dovrà arrivare al 75%. Come realtà simili a Varese presenti in Lombardia e in Veneto: Treviso, ad esempio, ha recentemente superato l’86%.

Varese dovrà produrre meno rifiuti. Oggi l’indifferenziato pro capite ammonta a 170 kg/abitante. Entro cinque anni dovremo arrivare a produrne 100 kg/abitante.

Varese dovrà passare nei prossimi due anni al sistema tariffario, come accade ad esempio a Malnate, la dimostrazione di una gestione funzionale. Dovremo applicare con intelligenza un sistema analogo anche per la nostra città in modo da premiare chi produce meno rifiuti, facendo pagare tariffe proporzionate alla produzione, senza però penalizzare produttori “speciali”, come le imprese.

A Varese entro un anno dovrà partire un centro per il riuso, da aprire presso l’isola ecologica di Aspem. Un luogo nel quale si potranno recuperare oggetti che sono ancora utili. Il centro per il riusco potrà dare lavoro nella sua gestione.

Oggi in Aspem abbiamo una sola persona che si occupa di sensibilizzare i cittadini. Entro cinque anni arriveremo a creare una squadra di dieci persone a fianco di cittadini, bambini, aziende e imprese, per sensibilizzare, informare, migliorare dal basso la gestione di quella che può diventare una risorsa economica strategica.

Il tutto non sarà accompagnato da un incremento di costi: altre esperienze italiane ci raccontano di come si possa razionalizzare, rendere più efficiente il sistema e liberare risorse. Per dar lavoro, per far pagare meno i cittadini e le imprese, facendo diventare una risorsa ciò che normalmente viene considerato non più utilizzabile.

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Posted by on 20 maggio 2016. Filed under POLITICA. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

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