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Malerba: “Che fine ha fatto la Smart City del dopo Expo?”

Stefano Malerba

Stefano Malerba

VARESE, 27 maggio 2016- Che fine ha fatto la Smart City nel dopo Expo? Cosa è restato qui, per la città? Perché un ragazzo od una ragazza devono cercare il loro futuro a Varese? In assenza di alternative è lampante che sono costretti ad andarsene o non venirci. Purtroppo l’epoca della grande manifattura varesina sta, lentamente, volgendo al termine. Rimangono ancora grandi realtà bene affermate sul mercato internazionale, ma le piccole e medie realtà che garantivano un impiego diffuso sono vittima della stretta del credito e non solo. Dove si trova il lavoro e come, soprattutto? Va bene trovare impieghi dei ragazzi nel terziario quindi anche nella distribuzione. Ma tutto ciò può bastare? Grossolanamente si può dire che l’offerta vive se c’è domanda. La distribuzione fornisce più offerta a chi fa più domanda. E più domanda la fanno i giovani. Bisogna rendere i giovani in grado di creare una loro via all’indipendenza economica.

Non potendo contare sulle risorse comunali, ci sono dunque opportunità? Il recupero di aree industriali dismesse, la bonifica di immobili del comune in disuso o sottoutilizzati potrebbero rappresentare una via. Ma come finanziare la bonifica? Con l’abbattimento degli oneri comunali per periodi di tempo definiti (quinquennio o decennio): in questo modo si garantirebbe la boccata di ossigeno necessaria per l’avviamento a coloro che, giovani ,si impegnano di aprire nuove attività. Rendere VIVIBILE, COMPRENSIBILE, CONDIVISIBILE la selva di quegli oneri. COSTI? In termini di mancato guadagno delle casse comunali? Ma quando qui non ci verrà più nessuno, il mancato guadagno sarà una voragine!!! Quali attività privilegiare? Sono le tecnologie di informazione e comunicazione, che permettono quelle attività economiche “liquide “ che in Italia sono appena accennate ma sono l’inevitabile futuro. Tradotto: – Centri di informazione ed orientamento per chi desidera avventurarsi in una start-up; – Centri di contatto per pensatori ed innovatori; – Centri di scambio delle idee, a disposizione di coloro che vogliono muovere i primi passi nel terziario avanzato o nel quarto settore (il tecnologico); – Un Auditorio per incontro e scambio di esperienze di YOUTUBER, per creare nuove tendenze in ambito artistico. La burocrazia comunale deve essere aggiornata ed al servizio delle persone, aiutare i giovani a muovere i passi nel ginepraio normativo dei bandi europei per il sostegno delle nuove tecnologie. Varese è sede universitaria.

L’ Università non è un simbolo su un cartello segnaletico, non è neppure una medaglia puntata sul petto di chi l’ha desiderata ed ottenuta. Allora cos’è? L’Università è il giardino dove non crescono fiori ma idee. Varese ha questa ricchezza!! Il futuro è come l’acqua: non si ferma. Inevitabilmente arriva nonostante tutto Il futuro può essere BUIO o LUCE. Il BUIO lo stiamo iniziando a vedere ora. Accettato passivamente perché disturba poco, perché la città vive ancora delle sue piccole sicurezze. Ma CRESCE rapidamente. E si sradica difficilmente. Bisogna scegliere: la lega civica opta per la LUCE. Sceglie per una città viva, una città della conoscenza. Un sogno ha sempre un punto in cui inizia a diventare pur difficoltosamente, realtà.

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Posted by on 27 maggio 2016. Filed under POLITICA. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

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