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La scomparsa di Giorgio Albertazzi: ” Era capace di trasformare il ballo in un pezzo di teatro”

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albeVARESE, 29 maggio 2016- di SARA MAGNOLI-

Di Giorgio Albertazzi in scena mi ha raccontato tante volte mia madre. Che, giovanissima, l’aveva visto a teatro in quell’Amleto di Zeffirelli, al fianco di Anna Proclemer. E ogni volta quel suo racconto è segno di quanto l’interpretazione del grande maestro mancato in queste ore a 92 anni lasciasse un ricordo indelebile. Di quelli che ti fanno dire: ecco, non averlo mai visto a teatro dal vivo è una mancanza vera.

Giorgio Albertazzi l’ho visto in tv, capace a 90 anni di trasformare un ballo in un pezzo di teatro, di interpretazione, di emozione e anche sensualità. Come quell’indimenticabile tango da standing ovation, dove la recitazione si univa alle note del Libertango di Piazzolla. Ed era magia. Quella di una leggenda del teatro che riesce a plasmare ogni cosa che fa rendendola pezzo unico.

Il cuore, da cui sarebbero derivati i problemi che hanno segnato gli ultimi mesi di vita del grande attore, ma anche regista e sceneggiatore, il cuore era proprio ciò che lui sapeva mettere e trasmettere. Lo si capiva anche solo vedendolo sul piccolo schermo, nei video proposti online, nelle interviste. Il cuore che lo trasportava anche nell’ultima tournée delle Memorie di Adriano, fino a pochi mesi fa, spettacolo che molti sono concordi a dire l’abbia “incoronato imperatore”, con quasi mille rappresentazioni in ventisei anni.Giorgio_Albertazzi

Con lui se ne va una delle più importanti e carismatiche figure del teatro italiano. Ironico al punto da dire spesso, ultimamente, davanti alla moltitudine di persone che lo andavano a vedere a teatro che forse ci andavano così in tanti perché pensavano potesse essere l’ultima volta.

Volto anche televisivo (dal Philo Vance investigatore dandy di Van Dine nella serie del 1974 al principe Myskin nell’Idiota di Dostoevskij nel 1959), il repertorio teatrale resta però quello dove maggiore e incisiva è stata la sua presenza, che l’ha visto interpretare da Shakespeare a Sofocle, da Ibsen alla Yourcenar, da Shaw a Pirandello, da Brancati a D’Annunzio. E non solo.

E in compagnia con Anna Proclemer, sodalizio artistico ma anche, per anni, d’amore, ha rappresentato una delle maggiori espressioni teatrali. Per cinque anni, dal 2002 è stato direttore del Teatro di Roma, ha tenuto lezioni sulla storia del teatro con Dario Fo, letto Dante anche fra le rovine dell’Aquila post-terremoto. E molti media riportano la notizia, data dalla famiglia tramite comunicato, del suo sogno di fare “Giulietta e Romeo”, come prossima tappa, con Valeria Valeri: un “Giulietta e Romeo” interpretato da due vecchi attori.

Contro corrente quel che basta o forse anche qualcosa in più, capace di affrontare con entusiasmo ogni esperienza, fino, appunto, alla partecipazione al programma Ballando con le Stelle e anche alla candidatura politica, il suo nome resta però sempre legato indissolubilmente al palcoscenico, al teatro, alla capacità di interpretare mettendo i brividi e facendo alzare in piedi ad applaudire. Anche se lo vedi solo in un video online. O sul piccolo schermo a recitare, prima che a muovere passi, sulle note del tango.

s.magnoli@varese7press.it

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Posted by on 29 maggio 2016. Filed under PROVINCIA,Spettacoli&Cultura,Teatro,Varie. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

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