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Celebrazione 70esimo Festa della Repubblica: programma di Varese

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festaVARESE, 1 giugno 2016- Questo è il programma delle iniziative organizzate dalla Prefettura di Varese in collaborazione con il Comune di Varese per celebrare il 70° Anniversario della proclamazione della Repubblica: ore 10,30 Varese – Piazza della Repubblica Cerimonia dell’alzabandiera

Deposizione delle corone al monumento ai Caduti: ore 11,00 Varese – Aula Magna dell’Università dell’Insubria

lettura del messaggio del Presidente della Repubblica Intervento della Prof.ssa Gilda Ripamonti, Professore di diritto penale progredito presso l’Università degli Studi dell’Insubria

Consegna Medaglie d’Onore ai deportati ed internati nei lager nazisti

La ricorrenza coincide anche, come noto, con il 70° anniversario del voto alle donne che, nel 1946, per la prima volta furono chiamate a partecipare nel nostro Paese alle consultazioni amministrative e al Referendum Istituzionale, nonché all’elezione dell’Assemblea Costituente.

La partecipazione delle donne al voto ha rappresentato una tappa fondamentale nella conquista dei diritti politici e dei valori democratici, aprendo il percorso ad una crescita a livello istituzionale attraverso il riconoscimento delle istanze di cui le donne sono portatrici.

Tale processo istituzionale ha, peraltro, favorito il raggiungimento di quei traguardi sociali che hanno reso il nostro Paese una democrazia avanzata.

In tal senso la Prof.ssa Gilda Ripamonti, Professore di diritto penale progredito presso l’Università degli Studi dell’Insubria, delineerà, nel suo intervento, il percorso che ha portato alla conquista del voto da parte delle donne in Italia.

Seguirà la consegna delle Medaglie d’Onore, che costituiscono un simbolico risarcimento morale che lo Stato Italiano con legge del 2006 ha inteso attribuire ai cittadini italiani, militari e civili, deportati ed internati nei lager nazisti e destinati al lavoro coatto per l’economia di guerra ed ai familiari dei deceduti.

Nell’ultima sessione di conferimento di tale onorificenza, sono stati individuati in  provincia di Varese 4 destinatari, dei quali uno solo vivente e 3 non più tra noi per i quali la medaglia verrà ritirata da familiari.

GLI INSIGNITI

Angelo PEZZOTTA, nato nel 1924 a Bolgare (BG) e residente a Somma Lombardo, arruolato nell’artiglieria alpina ha partecipato al secondo conflitto mondiale.

Nel 1943, arrestato dai militari tedeschi a Merano, è stato trasferito in Germania  ed internato nel campo di concentramento di Braushweig e destinato al lavoro coatto presso le industrie aereonautiche  Messerchmitt. Costretto a patire le angherie e le terribili condizioni del lavoro forzato ha subito anche la tragica esperienza della vita sotto i bombardamenti ed in conseguenza di uno di essi è stato seriamente ferito. Salvato e curato dall’umanità di un’infermiera, tuttora porta nel corpo le cicatrici di quel ferimento.

Al termine del conflitto è rimasto in Germania ancora per molto tempo, rientrando in Italia solo nel 1945 visibilmente provato e irriconoscibile.

Diversamente da altri cui è risultato molto difficile raccontare la terribile esperienza vissuta, Angelo Pezzotta ha avuto ed ha la forza di testimoniare ai suoi figli e nipoti la sua storia.

Il Sig. Giuseppe ALFIERI, nato a Uboldo nel 1915, allo scoppio della seconda guerra mondiale fu arruolato in un Reggimento di Fanteria e destinato al fronte alpino occidentale. Ricoverato all’Ospedale di Saluzzo nel 1940 per un congelamento ai piedi, dopo la guarigione nel 1941 fu inviato in Albania e di seguito in Grecia. Due giorni dopo l’armistizio, il 10 settembre 1943, è stato catturato dalle truppe tedesche e trasferito in Germania, prima in Prussia poi in un campo di concentramento in Bassa Sassonia, costretto al lavoro coatto in una fabbrica metallurgica.

Delle privazioni e delle angherie subite per qualche tempo Giuseppe Alfieri, eludendo la censura, è riuscito a dare notizia ai suoi familiari.

Purtroppo la sua salute non ha retto alle terribili condizioni di vita e ammalatosi di tubercolosi è morto nel campo di concentramento il 29 agosto del 1944.

Nel 1970 grazie all’impegno e all’amore dei familiari è stato possibile riesumare le spoglie e trasportarle nel cimitero del paese natio ove ora riposano.

Il Sig. Giuseppe CECATIELLO, nato a Napoli nel 1919, durante l’occupazione nazista di quella città, nel 1943 eroicamente ha permesso la liberazione del proprio padre, arrestato dai tedeschi, offrendosi volontariamente al suo posto pur dovendo lasciare così la propria moglie Virginia a quell’epoca in gravidanza. Deportato in Germania fu destinato al lavoro coatto in un campo agricolo fino al 1944 e successivamente trasferito a Dresda  per essere occupato in un impianto industriale.

Dopo la liberazione, nel settembre del 1945 ha potuto far rientro in Italia, riabbracciare la sua famiglia e conoscere suo figlio che nel frattempo aveva compiuto due anni.

Gli anni della deportazione sono stati per Giuseppe Cecatiello una esperienza tragica ed indelebile di cui con sofferenza ha tramandato il ricordo a tutti i familiari.

 

Il Sig. Antonio RACIOPPO, nato a Deliceto (FG) nel 1923, arruolato nell’esercito italiano, partito da Barletta, fu destinato al fronte greco nel settembre del 1942.

Nel settembre del 1943, dopo l’armistizio, il suo reparto, decimo Reggimento Fanteria, avendo dichiarato fedeltà al Re è stato privato della libertà dai tedeschi che dopo averne fucilato gli Ufficiali ne hanno deportato tutti i componenti, compreso Antonio Racioppo, nei lager in Germania.

Come per molti casi analoghi, il sig. Racioppo non ha mai voluto raccontare nulla della sua prigionia, preferendo trattenere i propri ricordi forse per non dover rivivere quei terribili momenti di sofferenza.

Anche per lui possiamo solo immaginare la drammaticità degli eventi in cui è stato coinvolto.

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Posted by on 1 giugno 2016. Filed under Cronaca,Varese,VARESE,Varie. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

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