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Il Gay Pride di Varese tra quelli con più restrizioni in Europa

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gayVARESE, 9 novembre 2016- Il Wroclaw Equality March in Polonia, il Sofia Pride in Bulgaria, il Riga Pride in Lettonia e il Varese Pride in Italia sono solo alcuni dei Pride che hanno riscontrato problemi o limitazioni durante l’organizzazione del Pride.

Oltre all’Italia, l’unico altro paese che non fa parte del blocco dell’Europa dell’Est che ha riscontrato limitazioni sul Pride è la Francia, dove restrizioni sono state poste in essere sul Paris Pride a causa della minaccia degli attacchi terroristici a seguito dei fatti di Orlando e che hanno comportato una massiccia riduzione del percorso.

Per quanto riguarda il Varese Pride, lo spostamento già deciso a tre giorni dall’evento in Piazza Ragazzi del ’99 ha causato la criticità maggiore, in quanto la suddetta piazza è di fatto un parcheggio chiuso agli occhi di chi passa e in cui la visibilità dell’evento e del movimento LGBTI sarebbe stata, di fatto, azzerata. Altre minori criticità si sono verificate con i cambi improvvisi del percorso o del mancato patrocinio da parte del Comune di Varese che avrebbe dovuto comportare, come effetto indiretto, pagamenti non previsti per altri eventi. In ultimo, il palco girato non verso la piazza centrale della città (Piazza Monte Grappa) ma verso la Camera di Commercio, altra decisione presa pochi giorni prima dell’evento.

Criticità fortunatamente risolte a margine della parata del 18 giugno, grazie anche all’aiuto di Ilga Europe e di Arcigay, sia a livello locale che nazionale, nonché grazie alla preziosa collaborazione delle forze dell’ordine e su cui Giovanni Boschini, in rappresentanza del Varese Pride e in qualità di presidente di Arcigay Varese, si confronterà con altri attivisti organizzatori di Pride che hanno riportato simili esperienze in uno Study Visit che avrà come tema i Pride e la libertà di assemblea.

Sarà inoltre organizzato un evento presso il Parlamento europeo per aumentare la consapevolezza politica sull’importanza dei Pride come strumento per garantire la visibilità del movimento LGBTI. Gli attivisti provenienti da diversi paesi formuleranno chiare richieste alle istituzioni europee. Per l’Italia sarà presente solo Varese.

“È importante non abbassare la guardia sulla libertà di assemblea e sulla visibilità del movimento LGBTI e siamo certi che l’anno prossimo il Pride sarà accolto ancora meglio. A giugno la città e le istituzioni hanno dimostrato pienamente di essere pronti a vivere in una società in cui le differenze non possono e non devono costituire un problema. Cogliamo segnali positivi già da ora e siamo certi che non sorgeranno problemi di sorta e che l’evento non sarà considerato come una manifestazione di una certa fazione ma come un evento di tutti, parte integrante della comunità e di Varese” – dichiara Giovanni Boschini, presidente di Arcigay Varese e portavoce del Coordinamento Varese Pride.

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Posted by on 9 novembre 2016. Filed under Sociale,Varese,VARESE,Varie. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

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