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Marco Invernizzi, da Cuggiono in giro per il mondo in bicicletta. Ecco le sue avventure (parte prima)

IMG-20160730-WA0006VARESE, 20 agosto 2016- di SARA CARIGLIA-

Ora come ora il desiderio più profondo di Marco Invernizzi  è diffondere la sua storia <<Sempre più persone hanno bisogno di quell’impulso in più per realizzare i propri sogni, sogni che alle volte si parcheggiano proprio perché incapaci di viverli e assaporarli>>. 

E per il 29enne di Cuggiono, un piccolo paesino alle porte di Milano, di professione pubblicitario partito lo scorso 25 luglio a bordo della sua mitica bicicletta da corsa munito di solo uno zainetto in spalla, tanta buona volontà e un sogno nel cassetto il sogno si è davvero materializzato a fronte di tanta fatica, ossia  fare il giro del mondo su due ruote.IMG-20160729-WA0012

L’ormai leggendario Marco da Cuggiono (per molti diventato mito, per altri semplicemente un esempio da emulare),  che ha fatto del “si vive una volta sola” una vera e propria filosofia di vita, lui per ora di parcheggiato sembra avere solo la sua bicicletta <<è là fuori che mi aspetta. Da quando sono tornato non sono più salito in sella>>.

Si, perché a quanto pare il globetrotter più famoso d’Italia non si ferma mai neanche da fermo. Un libro in cantiere per Marco l’avventuriero. E non si stenta a credere che il pubblicitario in provincia di Milano ne abbia tante, variegate, piccanti, multicolori e multietniche di storie da raccontare. Come quella che lo vide coinvolto in prima persona in terra asiatica.

Siamo  a Bangkok, in Thailandia, è il mese di marzo, e la buona o cattiva sorte ha in serbo per Marco una sorpresa. Un appuntamento al buio, che avrà come protagonista la ragazza che lo ospiterà per una decina di giorni a suo domicilio nel centro città, di cui l’audace “ciclista” per precauzione preferisce non proferire nome.

IMG-20160729-WA0013Il pubblicitario  infatti, per ridurre ai minimi termini i costi di vitto e alloggio ha sempre trovato in couchsurfing.org (sito grazie al quale utenti di tutto il “globo” ospitano gratuitamente chiunque chieda alloggio per un breve periodo) il luogo adatto di cui avvalersi per spostarsi a costi zero in giro per il mondo.

Ben presto per Marco e la giovane thailandese si aprirà la possibilità di aprire nei pressi del centro storico di Bangkok un piccolo ostello a quattro piani. Che Marco tastasse il terreno circa la possibilità di sviluppare il suo business in varie città sparse nel mondo non è una novità. D’altronde a detta di Invernizzi si trattava di una struttura assai economica da prendere in affitto, e dunque avrebbe potuto essere un’occasione propizia per intraprendere un’attività interessante in una città così dinamica e florida da un punto di vista commerciale come Bangkok, punto nevralgico di sbarco di tutti gli aerei del Sud-Est Asiatico.

La storia si fa interessante quando in men che non si dica, la giovane ragazza dalle auspicabili doti imprenditoriali, avrebbe palesato ben presto le sue  intenzioni “sentimentali” (diciamo così)  verso l’italiano in tour mondiale. Non contraccambiata.

In breve, quella per Invernizzi fu senza ombra di dubbio una bella gatta da pelare che insoddisfatta del due di picche che l’italiano le stava rendendo e della sua sconclusionata gelosia, una notte se la ritrovò addirittura nel letto, a quel punto costretto a cacciarla.

Quest’ultimi, comportamenti dettati a detta di Invernizzi dal suo retroterra culturale. <<E’ risaputo come la Thailandia sia un luogo votato al turismo sessuale. La loro è una mentalità, a causa dell’alto tasso di povertà, per certi versi un po’ “opportunista”; alcune donne imparano l’inglese semplicemente per accaparrarsi l’europeo di turno>>. IMG-20160729-WA0003

Brevissima parentesi, per fortuna conclusasi nel momento in cui l’italiano prosegue il suo viaggio alla volta del Myanmar (Birmania). << Si tratta di luoghi fantastici perché ancora vergini dal punto di vista del turismo. Non appena si varca il confine si rimane a bocca aperta. Due sono le strade che conducono alla magica atmosfera che impera nell’antica regione storica del Regno di Bagan, la strada nuova e quella vecchia. Quest’ultima una via costellata da oltre 20mila pagode>>.

Non si stenta a credere che il suo sconfinato spirito d’avventura lo spinse a voler imbattersi nella strada vecchia, sterrata e disseminata da piccoli villaggi i cui abitanti <oggi quello che  mi emoziona è rammentare tutti quei bambini che a piedi scalzi mi venivano incontro per darmi il benvenuto; e non perché alla ricerca di monete come spesso capitava in altri territori e con altre culture>>.

Il vero scoglio in Myanmar, per una persona in viaggio un po’ allo sbaraglio come Marco era invece trovare alloggio <<lì è vietato dormire in tenda. E ovviamente essendo quello un luogo a matrice comunista e militare dove la gente ha paura di sbagliare, non appena trovavo  lungo il tragitto un turista come me che stranamente pedalava,  chiamava la polizia la quale mi obbligava a trascorrere la notte in hotel>>.

Nonostante Marco fu costretto a trattenersi per circa un mese a Yangon (ex capitale della Birmania) in attesa del tanto agognato passaporto che tardava ad arrivare,  in quei luoghi incantevoli affacciati sul Golfo del Bengala, seppe comunque impiegare al meglio il tempo di attesa.

IMG-20160729-WA0015A Sud di Yangon, il giovane brianzolo  trovò alloggio in un recondito centro di meditazione che professava il buddhismo, religione cardine del Myanmar. <<E’stata una bellissima esperienza. Chiunque approdi in quel luogo con l’intento di fare del volontariato ha cibo e ospitalità gratis>>.

In quell’occasione Invernizzi riuscì persino a far emergere il suo talento di giovane agricoltore che gli assicurò un pasto caldo e un letto sicuro <<Io e altri ospiti riorganizzammo in ottica europea degli orti lasciati allo sbando, aridi e pieni zeppi di spazzatura. Bisogna sapere che in Myanmar non esiste il concetto dell’organizzazione della pattumiera: spesso a lato delle abitazioni ci sono delle discariche a cielo aperto.

La stessa spazzatura talvolta viene gettata per terra <<una volta mi capitò di salire su di un loro treno,  in legno molto spartano (credo sbandassi meno in bicicletta) e mi imbattei in una scena che mi colpì molto: la mamma insegnava al proprio bambino a gettare dal finestrino la carta che un attimo prima aveva tenuto tra le mani. Devo dire che sotto questo aspetto l’India è molto più emancipata>> spiega Invernizzi che aggiunge<<in Birmania se solo avessero pensato di unire gli avanzi di cibo al terreno per farne del compostaggio e rendere la terra più grassa!>>.

Sarebbe stata manna, non proprio dal cielo, ma manna. <<Eppure la loro logica non li ha mai portati in questa direzione>>. (prima parte)

s.cariglia@varese7press.it

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Posted by on 20 agosto 2016. Filed under Sociale,Sport,Varese,VARESE,Varie. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

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