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Riflessioni: ” L’unica possibilità per il terrorista è arrendersi o perire”

nizzaVARESE, 15 luglio 2016- “Arrendersi o perire” ciò è il messaggio che deve arrivare al terrorismo islamico, lo stesso messaggio che era stato inviato alla canaglia nazifascista durante la guerra di liberazione nella penisola italiana. Il terrorismo islamico ed il nazifascismo sono indissolubilmente legati uno è erede dell’altro, entrambi erano alleati più di 70 anni fa per la distruzione dell’europa e l’assoggettamento di tutto il mediterraneo alla loro politica di morte, entrambi desiderosi di portare a termine la Shoah, entrambi vogliono ridurre in schiavitù le popolazioni che non si piegano alla loro idea di società. E non dimentichiamoci che entrambi hanno utilizzato ed utilizzano le regole della democrazia occidentale per prendere il potere, e per scardinare i pilastri del mondo libero.

I segnali di cosa sia la deriva islamista sono ben chiari ed erano visibili a tutti coloro che volevano vederli, ovviamente se uno guarda solo al proprio orticello e ha paura di vivere liberamente deve assumersi tutte le responsabilità della propria inazione, la quale, più si prolunga più si palesa come complicità con il terrorismo. Quando da varie parti si evidenziava che gli attacchi che stava subendo Israele da parte del terrorismo islamico avrebbero colpito l’Europa, se tutti si fossero schierati senza tentennamenti a favore del diritto dello Stato d’Israele e del suo Popolo a difendersi con tutti i mezzi che esso riteneva opportuni, invece di dire, come fanno i benpensanti del politically correct, che ciò che stava succedendo in Israele era peculiare di quella realtà, e che le responsabilità andavano ricondotte ai governi Israeliani e che quello che subivano gli ebrei non era terrorismo ma resistenza palestinese, forse l’europa, gli usa ed il resto del mondo non si troverebbero a dover subire questi continui attentati terroristici di matrice islamica.

Ora che la bomba è scoppiata nelle mani dei debosciati governanti europei, che solo qualche settimana fa si consumavano le stesse mani per applaudire il capo terrorista dell’ANP Abu Mazen, i commentatori e con loro i capi di governo e di stato cadono dal pero e affermano che senza ombra di dubbio questo è terrorismo, ovviamente manca sempre una seria analisi dei collegamenti tra azione e reazione, tra esecutore e mandante, manca un’analisi scientifica della società, manca l’utilizzo del materialismo storico per capire gli eventi, questi politici vivono alla giornata, preoccupati delle prossime elezioni, preoccupati del dividersi i posti di potere e sotto potere, preoccupati di non scontentare gli amici che li hanno sostenuti durante le campagne elettorali, preoccupati nel difendere diritti inesistenti piuttosto che sollecitare il rispetto dei doveri.

Ieri a Nizza come in tutta la Francia si festeggiava la presa della Bastiglia e con essa l’inizio della rivoluzione francese, il motto rivoluzionario per eccellenza Libertà-Uguaglianza-Fraternità fallì da subito sotto le lame della ghigliottina e con le stragi perpetrate da Napoleone contro i popoli che non vollero assoggettarsi al nuovo regime che andava sostituendosi al regime delle monarchie dell’Ancien Regime. Ma già con l’Affaire Dreyfus si dimostrò che nulla era cambiato anche se le facciate sembravano essere mutate, infatti un moto non vuol dire nulla se non viene riempito di contenuti basati su un cambiamento dei comportamenti. Si palesò ulteriormente il fallimento della rivoluzione francese con il generale Petain e la Repubblica collaborazionista di Vichy durante l’occupazione nazista. Gli attentati islamici, che in questi anni sta subendo la francia, sono il frutto marcio di un relativismo culturale portato a sistema, portato a basamento di questa Unione Europea non in grado di affermare le proprie basi culturali, pronta a concedere diritti a tutti (tranne che ai cittadini che da generazioni la abitano) senza pretendere doveri dai nuovi arrivati, anzi giustificando ogni crimine che questi compiono, facendo così del razzismo mascherato da solidarietà.

Questa europa non ha delle basi comuni, non ha una storia unitaria, se non una storia costellata di conflitti di piccole, medie o grandi dimensioni, se vogliamo che ci sia un futuro, quanto più pacifico possibile tra i popoli europei, dobbiamo fare in modo che tutti i Popoli (piccoli o grandi che siano) si riapproprino del loro libero arbitrio e che possano decidere liberamente del proprio destino, e questo può avvenire ridando la possibilità ai popoli di esprimersi liberamente, permettendo ai Popoli di divenire finalmente essi stessi legislatori attraverso lo strumento referendario. Gli eletti non sono una casta, non sono una nuova aristocrazia, ma dovrebbero essere dei portavoce delle istanze del Popolo, e quando gli eletti divengono solo degli affaristi portavoce degli interessi economici di chi li corrompe, significa che è giunto il tempo che il Popolo revochi il mandato di fiducia. Questi attentati, e la mancata reazione di chi detiene il potere, palesa a tutti che i governi europei sono i rappresentati degli interessi economici del mondo islamico radicale in europa. La scellerata politica di gestione dei presunti profughi è solo la punta dell’iceberg di un sistema affaristico di cui i governi europei, compreso lo Stato Vaticano di Bergoglio, sono complici e soci. Questa invasione utilizza le regole della democrazia per distruggere il nostro continente, disgregare la nostra società e minacciare le nostre famiglie. Chi nega l’evidenza, non può essere considerato né ingenuo né ignorante ma solo complice.

Il governo italiano come gli altri governi europei si stanno piegando consciamente a questa invasione e a chi la finanzia. I popoli europei possono prendere atto che se vogliono possono cambiare rotta rivendicando il proprio diritto ad autodeterminarsi, e a resistere alla nuova barbarie nazi-islamista. Oggi come durante la guerra al nazifascismo non dobbiamo delegare ad altri la difesa della libertà, dobbiamo essere noi i primi fattori del cambiamento, non dobbiamo farci trascinare nel vortice della giustizia sommaria, ma agire per un cambiamento proattivo, dimostrando di essere capaci di fare autocritica e di trarre insegnamento dagli errori passati.

La guerra al terrorismo non può essere delegata ad altri, i terroristi non si possono comprare, il terrorismo islamico recepisce il dialogo solo come segno di debolezza e sottomissione, l’unica possibilità da proporre al terrorista è: “Arrendersi o perire!”

Demetrio Shlomo Yisrael Serraglia

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Posted by on 15 luglio 2016. Filed under PROVINCIA,Sociale,Varie. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

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