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Da Pavia a Kiev in bicicletta, questa l’impresa compiuta dal 72enne Diego Vallati per aiutare i bambini russi

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Diego Vallati con piccoli ammalati a Kiev

Diego Vallati con piccoli ammalati a Kiev

PAVIA, 16 luglio 2016- Martedì 19 luglio il ciclista settantenne DIEGO VALLATI, rientrato in Italia dopo aver intrapreso con la sua bicicletta il viaggio da Pavia a Kiev promosso dall’Organizzazione Umanitaria SOLETERRE – STRATEGIE DI PACE, racconterà la sua esperienza presso il locale PANDEMONIO di PAVIA (viale Campari, 74 – ore 19.30). L’evento è organizzato in collaborazione con i volontari dell’Ospedale San Matteo di Pavia “Gli Amici del 4 piano” e il “Circolo Culturale Russo”.

Da anni SOLETERRE è attiva a sostegno dei bambini onco-malati con un Programma attivo in 6 Paesi tra i quali l’Ucraina, colpita 30 anni fa dal più grave incidente nucleare della storia: Il 26 aprile 1986 scoppiò il reattore della centrale nucleare di Chernobyl con gravi conseguenze sulla salute della popolazione che purtroppo continuano ancora oggi.

Il viaggio di Diego Vallati aveva l’obiettivo simbolico di creare un collegamento fra due realtà che giornalmente combattono per fornire le giuste cure e innalzare i tassi di sopravvivenza dei bambini malati di tumore:il Policlinico San Matteo di Pavia e l’ospedale di Kiev.8. Foto Diego Vallati - Kiev_b

La serata infatti rappresenta un’occasione per far conoscere la campagna sociale “ADOTTA UNA CORSIA”, attiva fino al 31 dicembre, che consiste in una raccolta fondi per la realizzazione di cure adeguate e sostegno psicologico in Italia e negli altri paesi in cui Soleterre opera attivamente (Ucraina, Costa d’Avorio, India e Marocco), attraverso una donazione mensile di 10 euro telefonando al numero 800 90 41 81 o visitando il sito http://www.soleterre.org/donazione.

«Quest’anno la ricorrenza del trentennale del disastro di Chernobyl ha indotto tutti a rivolgere almeno un pensiero a tutte le persone che hanno molto sofferto a causa di quel triste evento – afferma Diego Vallati in merito al suo viaggio – il rischio che però si corre in tutte le celebrazioni/commemorazioni, è che si tratti di un pensiero magari sentito per quel giorno e poi … nulla per il resto dell’anno. Ci sono invece associazioni, medici, privati cittadini che costantemente, volontariamente si dedicano ad alleviare gli effetti di quella enorme disgrazia. Per questo motivo devo ringraziare la Fondazione Soleterre che mi ha offerto la possibilità di dare un senso a questo mio viaggio, al di là della mia passione per la bicicletta, La mia ammirazione quindi è per tutti coloro che si impegnano quotidianamente in quest’opera di sostegno, ciascuno nell’ambito delle proprie capacità e possibilità. Io invece so solo pedalare. E questo è quello che offro.  Il momento più difficile del mio viaggio in bicicletta? Non ho dubbi, il momento più difficile del mio viaggio non è stato in bicicletta. I momenti emotivamente più intensi sono stati l’arrivo e la sosta alla casa-famiglia di Zaporuka/Soleterre a Kiev e poi ancora la visita al reparto di Oncologia Pediatrica dell’Ospedale di Kiev. In quel contesto il mio viaggio diventava ben poca cosa e le difficoltà che avevo incontrato (quelle che fino a quel momento avevo considerato difficoltà) solo vere banalità».

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Posted by on 16 luglio 2016. Filed under PROVINCIA,Sociale,Varie. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

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