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Sempre più serio il problema cinghiali nel varesotto

cinghialiVARESE, 18 luglio 2016 – Dai cinghiali ai corvi, dai piccioni alle minilepri e, persino, ai mufloni: dalla “bassa” alle prealpi non c‘è pace per l’agricoltura del Varesotto, dove l’invasione degli animali selvatici è un problema ormai di difficile controllo. Dalla ‘bassa’ tra Lonate Pozzolo e Saronno, all’intero arco prealpino, dalla Valcuvia al Ceresio, alle rive di Lago Maggiore e Ticino fino ai confini con la provincia di Como: il problema, diffusissimo, non ha purtroppo confini.

Pesano innanzitutto le invasioni dei cinghiali, che devastano i campi appena riseminati: un problema che è stato evidenziato oggi anche su base nazionale, grazie alla protesta che Coldiretti ha messo in atto ad Ancona, con il lancio dell’hastag #bastacinghiali.

“Stimare un numero preciso dei cinghiali sul territorio della nostra provincia è ormai impossibile, e questo evidenzia la gravità di un problema ormai fuori controllo” osservano Fernando Fiori e Raffaello Betti, presidente e direttore di Coldiretti Varese.

A dare un’idea delle dimensioni, però, valgono i numeri espressi su base nazionale: negli ultimi dieci anni il numero dei cinghiali presenti in Italia è praticamente raddoppiato poiché secondo l’Ispra sul territorio nazionale sarebbero stati presenti non meno di 600.000 cinghiali nel 2005 per passare a 900.000 nel 2010 e nel 2015 hanno superato il milione. Servono quegli interventi risolutivi troppo a lungo rimandati: si tratta di una specie che provoca danni a tutti, a partire da imprese agricole e cittadini”

In particolare, è la sicurezza nelle aree rurali e periurbane – denuncia la Coldiretti – ad essere in pericolo per il proliferare di animali selvatici come i cinghiali che stanno invadendo campi coltivati, centri abitati e strade dove rappresentano un grave pericolo per le cose e le persone.

Gli animali selvatici che distruggono i raccolti agricoli, sterminano gli animali allevati, causano incidenti stradali per un totale di danni stimato in quasi 100 milioni di euro nell’ultimo anno, senza contare i casi in cui ci sono stati feriti e purtroppo anche vittime.

“Non è ormai più solo una questione di risarcimenti ma è diventato – precisa il presidente Fiori – un fatto di sicurezza delle persone e della vita nelle campagne ma anche nelle aree periferiche delle città. Per chi opera nelle aree montane e svantaggiate del Varesotto è a rischio la possibilità di poter proseguire l’attività agricola ma anche di circolare sulle strade o nelle vicinanze dei centri abitati. Di fronte ai pericoli e ai danni provocati da cinghiali ma anche da nutrie, corvi ed altri animali selvatici gli agricoltori di Coldiretti Varese chiedono una riforma della disciplina che garantisca l’indispensabile presenza delle aziende agricole a tutela del territorio. Oltre a pretendere la necessaria tutela del proprio reddito a fronte di procedure certe di integrale risarcimento dei danni.

E non è solo l’agricoltura ad essere investita dal problema, quanto gli stessi cittadini che, percorrendo soprattutto di notte le strade della provincia prealpina, rischiano di fare ‘brutti incontri’ trovandosi la carreggiata invasa da cinghiali di oltre 100 chili di peso, con conseguenze facilmente immaginabili nel caso di un incidente stradale. Ed è già successo più volte, purtroppo”.

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Posted by on 18 luglio 2016. Filed under PROVINCIA. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

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