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Ci scrivono: “Non si possono intitolare vie o luoghi della città con superficialità”

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Valeria Solesin

Valeria Solesin

VARESE, 29 luglio 2016- Egregio Direttore, con riferimento alla notizia diffusa su Facebook relativa alla presentazione, da parte dell’Assessore Andrea Civati, dell’intitolazione a Valeria Solesin e Calogero Marrone di due luoghi della città di Varese desidero richiamare l’attenzione degli Amministratori e dei Cittadini su quali sono i requisiti per intitolare una via, una piazza od altro luogo ad una persona deceduta. Essi riguardano principalmente la data della morte della persona e l’indicazione dei suoi particolari meriti nei confronti della Nazione. Riporto pertanto un sunto di ciò che sancisce la Legge sulla toponomastica. Come si può constatare non vi è nessun problema per la proposta che riguarda Calogero Marrone, mentre mancano i due requisiti principali per l’intitolazione a Valeria Solesin e cioè “la data della morte che non deve essere inferiore a dieci anni” e la mancanza dei “particolari meriti nei confronti della Nazione”.

La proposta di intitolazione di un qualsiasi luogo pubblico o aperto al pubblico viene effettuata dalla Commissione comunale competente, se presente, o direttamente dalla Giunta raccogliendo, a tal riguardo, anche le eventuali relative indicazioni che scaturiscano dalla cittadinanza.

Ogni proposta di denominazione deve essere accompagnata da una relazione che illustri le più importanti notizie biografiche della persona che si vuole ricordare.

Le proposte di denominazione, ottenuta l’ approvazione della Giunta, sono inoltrate al Prefetto con il relativo incartamento, costituito da copia della deliberazione, della nota biografica della persona cui si vuole intitolare il sito, nonché della rilevazione cartografica del luogo interessato.

Il Prefetto trasmette l’intera pratica, per il prescritto parere, alla Deputazione  di Storia Patria e, se si tratti di modifica di intitolazione già effettuata, anche alla Soprintendenza per i Beni Artistici e Storici della Regione. Ricevuti i pareri di competenza, comunica all’Ente Locale la propria decisione,  espressa mediante decreto.

Si ricorda che nessuna strada o piazza pubblica può essere intitolata a persone che non siano decedute da almeno dieci anni. Lo stesso vale per i monumenti, le lapidi o altri ricordi permanenti situati in luogo pubblico o aperto al pubblico, fatta eccezione, in questo ultimo caso, per quei monumenti, lapidi o ricordi situati nei cimiteri, o a quelli dedicati nelle chiese a dignitari ecclesiastici o a benefattori.

Il limite dei dieci anni può essere superato per i caduti in guerra o per la causa nazionale.

Inoltre, è facoltà del Prefetto, a ciò espressamente delegato dal Ministro dell’Interno, consentire la deroga a tali disposizioni in casi eccezionali, quando si tratti di persone che abbiano particolari meriti nei confronti della nazione.

Contro la decisione del Prefetto è esperibile ricorso straordinario al Capo dello Stato entro 120 giorni dalla notifica del provvedimento –  per la tutela dei diritti soggettivi ed interessi legittimi –  nel quale possono essere eccepiti soltanto i vizi di legittimità del provvedimento.

E’ altresì esperibile, in alternativa, ricorso al Tribunale Amministrativo Regionale competente, per la tutela dei soli interessi legittimi, entro 60 giorni dalla notifica del provvedimento. Anche in questo caso possono essere dedotti solo i vizi di legittimità dell’atto.

Martino Pirone

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Posted by on 29 luglio 2016. Filed under Lettere Al Direttore,Varese,VARESE,Varie. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

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