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Arrestato 23 enne siriano residente a Varese come sospetto terrorista. Il padre: ” Mio figlio non ha mai fatto nulla di male”

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Mahmoud Jrad sospetto terrorista varesino

VARESE, 3 agosto 2016- Un cittadino siriano di 23 anni, Mahmoud Jrad, residente in in casa popolare Aler  via Tarvisio a San Fermo con la sua famiglia, e’ stato arrestato a Genova dalla Polizia per associazione e arruolamento con finalita’ di terrorismo.

Il capofamiglia Ghjiyas Jrad, 46 anni che vive di lavori precari e che oltre a Mahmoud ha altri 8 figli tutti disoccupati, nega decisamente che il figlio arrestato posssa avere a che fare con il terrorismo <<Noi siamo solo dei buoni musulmani, andiamo nella moschea di Varese. Conosco Samir Baroudi, un caro amico siriano anche lui, ma ci vediamo solo per pregare. Mio figlio comunque non ha fatto nulla di male. E’ stato di recente anche  Roma per fare un corso di lavoro, è solo un periodo un po’ difficile perché non trova una occupazione. E poi voleva andare in Siria per veder al moglie, non per fare la guerra>>.

Il giovane arrestato vive a Varese da 8 anni, città dove ha frequentato l’Itis e adattandosi bene nonostante anch’egli fosse disoccupato.

Una storia incredibile quella della famiglia Jrad, fatta di sofferenze e con lutti dovuti alla guerra in Siria, dove ha perso la vita il fratello di Ghjiyas saltato in aria con il camion su di una bomba.

L’inchiesta amtiterroristica ‘ stata diretta dalla Procura distrettuale antiterrorismo di Genova. Nel corso delle indagini, coordinate dalla Direzione centrale della Polizia di prevenzione, secondo quanto trapela e’ emersa l’intenzione del giovane di recarsi in Siria per unirsi alle fila di Jabat al Nusra (“Partigiani del soccorso al popolo della Grande Siria”, ndr), gruppo di miliziani legato ad Al Quaeda. La pianificazione dell’imminente viaggio ha portato l’autorita’ giudiziaria ad emettere la misura pre-cautelare del fermo per pericolo di fuga. Non sarebbero state riscontrate prove su possibili piani di attentati da attuare sul territorio italiano. Nell’ambito dell’indagine sono state eseguite perquisizioni a carico di altre cinque persone, tutte straniere e residenti a Genova.

I cinque avrebbero avuto stretti rapporti di amicizia con il siriano. Perquisiti anche luoghi di culto islamici e altri siti tra Genova e Rapallo, posti frequentati dal giovane siriano di 23 anni arrestato e dalle 5 persone con cui aveva stretti contatti in Liguria.

IL TRASFERIMENTO IN CARCERE DALLA QUESTURA DI VARESE

Oggi il ministro della Giustizia Andrea Orlando ha riferito al Comitato Schengen che sono 345 “i detenuti interessati dal fenomeno della radicalizzazione in carcere, di cui e’ possibile fornire una distinzione in base al grado di pericolosita’”. I dati, acquisiti attraverso il monitoraggio in corso, “mostrano come la situazione in Italia non sia cosi’ allarmante come quella di altri Paesi europei”, ha rilevato Orlando. Dei 345 detenuti, ha specificato il ministro, ci sono “almeno 93, per i quali non sono emersi segnali concreti di radicalizzazione, che rimangono sospettati e sottoposti ad osservazione; 99, pur non ancora classificati come radicalizzati, hanno manifestato atteggiamenti di approvazione in occasione degli attentati di Parigi, del Belgio e di Dacca. Dei totali 345 detenuti – ha ricordato ancora Orlando – 153 sono i detenuti classificati a forte rischio di radicalizzazione, di cui 39 sottoposti al regime detentivo di Alta Sicurezza, essendo imputati per reati di terrorismo”. I detenuti che provengono da Paesi di fede musulmana “sono complessivamente 10.500 e sono 7.500 quelli che la professano. Per quanto la situazione non sia allarmante – ha ribadito il Guardasigilli – non possiamo permetterci di sottovalutare nulla, perche’ il carcere e’ un luogo dove si realizzano forme di radicalizzazione rapida e perche’ si tratta di soggetti vulnerabili”.

Secondo quanto emerso, non sarebbero state riscontrate prove su possibili piani di attentati da attuare sul territorio italiano. Nell’ambito dell’indagine sono state eseguite perquisizioni a carico di altre cinque persone, tutte straniere e residenti a Genova. I cinque avrebbero avuto stretti rapporti di amicizia con il siriano.

Intanto, la Questura di Roma ha rimodulato il piano antiterrorismo e ha istituito una zona di massima sicurezza attorno al Colosseo. Estesa anche all’area dei Musei Vaticani quella gia’ vigente attorno alla basilica di San Pietro.

redazione@varese7press.it

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Posted by on 3 agosto 2016. Filed under Cronaca,Varese,VARESE,Varie. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

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