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Jazz in Maggiore con una settimana tutta al femminile

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jazzLUINO, 18 luglio 2016- Una settimana densa di eventi per Jazz in Maggiore, il Festival che sta animando dai primi di luglio le serate estive sul lago. 
E un tris di concerti con una nota femminile, a cominciare da quello previsto per il 21 luglio nella veranda dell’Hotel Camin di Luino, dove ad esibirsi sarà un duo prestigioso formato dalla cantante Elisabetta Antonini e dall’arpista Marcella Carboni. Il progetto, dal titolo “Nuance”, è davvero unico nel suo genere, frutto di un incontro creativo tra arpa e voce, l’esplorazione delle innumerevoli sfumature timbriche di due strumenti che alla propria ricchezza aggiungono i chiaroscuri e l’espressività delle ambientazioni elettroniche create da filtri ed effetti sonori, abbracciando il jazz, la canzone, la musica colta e l’improvvisazione, scivolando elegantemente fra brani di Ralph Towner, Kenny Wheeler, Tom Jobim e Guinga. Presentato in numerose manifestazioni jazz di prestigio della penisola, il duo è stato ospitato al Festival Internacional de Jazz de Madrid, in cartellone al fianco di Maria Sneider, Kurt Elling, Esperanza Spalding, Joe Lovano e molti altri, e in Brasile all’Harp Festival di Rio de Janeiro. Numerose le partecipazioni radiofoniche, da  Radio Social Club su Radio Radio 2 di e con Luca Barbarossa ad una puntata della trasmissione Officina del Jazz condotta da Gegè Telesforo, interamente dedicata al duo.
 Elisabetta Antonini, cresciuta musicalmente fra l’Europa e gli Stati Uniti, vincitrice del prestigioso Top Jazz indetto dalla rivista Musica Jazz come Miglior Talento 2014, prodotta dalla storica etichetta Candid Records di Londra, si è fatta strada attraverso un’intensa attività concertistica che l’ha portata a collaborare con nomi come Paul McCandless e Kenny Wheeler. Da sempre riserva un’attenzione mirata alla composizione e all’arrangiamento. Marcella Carboni esplora con passione un universo di suoni che raramente ha visto protagonista l’arpa. Dopo un folgorante incontro con l’arpista newyorchese Park Stickney, la musicista ha cercato una sintesi confluita in quel suo “equilibrio fra il jazz e la musica europea, fra scrittura e improvvisazione, tecnica impeccabile e suono affascinante” (Franco Fayenz, Il Foglio, 18 agosto 2007).
Sabato 23 luglio Jazz in Maggiore torna al Parco a lago di Luino, Comune partner del Festival dalla prima edizione. Sul palco questa volta i Gaia Cuatro, una realtà che ha ormai conquistato mezzo mondo grazie ad una musica carica di suggestioni e alla bravura dei suoi componenti, a cominciare dalla violinista giapponese Aska Kaneko, nella quale convivono una tecnica impressionante e un’espressività commovente. Con lei il connazionale Tomohiro Yahiro alle percussioni, e gli argentini Gerardo Di Giusto al pianoforte e Carlos “el Tero” Buschini al basso e contrabbasso. L’unione di due culture apparentemente agli antipodi, quella argentina e quella giapponese, da origine ad un mix eccezionale dove la passione, il calore ed il ritmo argentino si fondono con la raffinatezza e l’eleganza della tradizione musicale del Sol Levante. Il quartetto, spesso in tour tra Giappone, Europa e America, è giunto al suo quarto lavoro discografico, “Kaze”, che celebra il decimo anno di un fortunato sodalizio e che vanta ancora una volta la straordinaria partecipazione di Paolo Fresu. In caso di maltempo il concerto si terrà al Teatro Sociale.
Ancora una protagonista femminile per il concerto di domenica 24 luglio a Germignaga, Piazza Partigiano (Colonia Elioterapica in caso di maltempo), organizzato in collaborazione con il Comune di Germignaga. E’ Simona Bencini, lead vocal dei Dirotta su Cuba, la band del funky italiano per eccellenza, che da qualche anno ha scoperto anche la passione per il jazz ed ha deciso di reinterpretare in chiave jazzistica la disco music degli anni ’70. In particolare il progetto rende omaggio alla musica degli anni 1975-1980, un fenomeno sociale e musicale di grande importanza, forse sottovalutato perché tacciato di essere troppo “frivolo”, ma che riuscì a condizionare un’intera epoca. Accompagnata da eccellenti musicisti, Luca Giugno alla chitarra, Tony Casuscelli al piano, Massimo Scoca al contrabbasso e Martino Malacrida alla batteria, Simona interpreta alcuni dei brani più famosi di quel periodo, scarnificandoli dai ricchi arrangiamenti di archi, fiati e groove con l’intento di far vivere solo le canzoni, portandole, sia musicalmente che vocalmente, in un territorio più acoustic-jazz. Si va dallo shuffle di September degli EWF a Night Fever dei Bee Gees, da On the radio di Donna Summer a Never gonna give you up di Barry White.
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Posted by on 18 luglio 2016. Filed under Musica,Spettacoli&Cultura. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

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