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Una snocciolatrice made in Tornavento per gelati e cioccolate di qualità

Ezio e Antonio Andreola

Ezio e Antonio Andreola

TORNAVENTO, 16 agosto 2016 – di SARA MAGNOLI –

Come trasformare i problemi legati alla separazione della polpa della frutta dal nocciolo in opportunità. Questo il significato della particolare macchina creata e brevettata da Antonio Andreola che, a Tornavento di Lonate Pozzolo, aiuta il fratello Ezio e la nipote Chiara nella gelateria “Note di cioccolato – Il ritrovo dei golosi”.

Particolarità della produzione nei mesi più freddi è il cioccolato, in quelli più caldi la frutta. Preferibilmente selvatica. E che cresce e nasce sul territorio. Che, una volta lavorata, dalla rosa canina alla mora di gelso, dalle ciliegie alla pesca selvatica, finanche all’anguria e al dattero, che sarà anche meno locale ma piace tanto, viene confezionata avvalendosi della collaborazione di una cooperativa sociale legata al circuito Anffas, la Radici nel fiume di Maddalena di Somma Lombardo.

Produzione e qualità a chilometro zero. E una passione che porta questi due fratelli, Antonio ed Ezio a creare sempre qualcosa di nuovo e che possa aiutare nella produzione di questo particolare gelato.

Se dunque Ezio, aggiungendo al miele, elemento base del concorso di gelateria “Campioni in Erba”, rosa canina, petali di rosa e limone si è classificato al primo posto su diciotto concorrenti dal Nord Italia a Erba, nel Comasco, Antonio si occupa della parte più “meccanica”.

La snocciolatrice brevettata dai fratelli Andreola

La snocciolatrice brevettata dai fratelli Andreola

E ha creato e brevettato, appunto, nel maggio scorso una particolare snocciolatrice che, senza ricorrere a funzionamenti elettrici, ma manualmente, permette di snocciolare ogni tipo di frutta, con ogni dimensione dei noccioli, grazie, spiega, «all’apertura variabile delle feritoie sul piano dove si lavora la frutta, che può andare da 0,5 a cinque millimetri». Ed ecco così snocciolare quaranta chili di more di gelso, dai semi piccolissimo, in tre ore, o sei chili di datteri in un quarto d’ora, o venti chili di ciliegie in un’ora e mezza.

«Tutto manualmente – aggiunge Antonio Andreola -, che secondo me in questo tipo di lavorazione è meglio, perché permette di regolare la forza e la pressione in base al frutto da lavorare».

La particolare macchina, che secondo il suo creatore è a metà strada tra quelle per uso domestico e quelle per uso industriale, sta in questi mesi venendo presentata e fatta conoscere agli addetti ai lavori.

Mentre a Tornavento di Lonate Pozzolo si continua a produrre un gelato dai gusti particolari. Tra cui quello al corniolo.

s.magnoli@varese7press.it

 

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Posted by on 16 agosto 2016. Filed under Economia,PROVINCIA,Varie. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

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