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Il presidente del Molina non si presenterà in consiglio comunale

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Roberto Leonardi

Roberto Leonardi

VARESE, 21 settembre 2016- Il rifiuto del presidente della Fondazione Molina alla richiesta di andare in consiglio comunale si presta a due considerazioni di carattere generale.
Innanzitutto il presidente Christian  Campiotti sta diventando una figura sempre più ingombrante per il sindaco Galimberti e la vicenda del Molina ormai e’ una brutta spina nel fianco per un sindaco che ha incentrato la campagna elettorale sulla trasparenza e sulla partecipazione dei cittadini nei processi decisionali del comune.
Il fatto che Campiotti dia udienza, ma non va in udienza si pone in contrasto con i propositi di rinnovamento, almeno nello stile, della nuova Giunta e l’obiettivo della trasparenza invano viene perseguito mandando al Molina in missione di pace i consiglieri Bortoluzzi e Gregori. Perché i due consiglieri sono andati se si continua a dire che il Molina e’ una Fondazione di diritto privato e il comune non ha alcuna funzione di controllo? Allo stesso tempo, se il consiglio comunale ha chiesto non di interrogare, ma di interloquire con il pres. Campiotti, alla presenza dei cittadini, al di là delle disquisizioni in punto di diritto sulla reale natura giuridica della Fondazione, sarebbe stato almeno opportuno accettare l’invito.

Se invece e’ arrivato un grottesco e ben studiato rifiuto, probabilmente l’invito e’ stato avvertito come un interrogatorio o un’ispezione fuori casa e non come un incontro interlocutorio e conoscitivo anche per i cittadini che si sarebbero presentati in consiglio comunale. Forse chi teme di essere interrogato o ispezionato qualcosa da nascondere ce l’ha e cerca di difendersi con il povero e bistrattato diritto. Dico così, da giurista, perché la politica, e questa e’ la seconda considerazione generale, ha spesso abusato del diritto, superandolo e non applicandolo con escamotage quando le logiche della politica e dei partiti si ponevano in contrasto con le lacunose e incerte previsioni di legge. In altri casi, invece, come questo del Molina, la politica si nasconde e usa il diritto come escamotage per superare un ostacolo e per mettere a tacere una vicenda che potrebbe risultare imbarazzante sia per il Molina, sia per il sindaco Galimberti, se pur indirettamente. A mio modesto avviso, senza di certo voler pontificare, questo lo fa già qualche editorialista, definire il Molina una Fondazione di diritto privato, dopo 20 anni di giurisprudenza e di dottrina che stanno ancora discutendo i limiti e la reale natura giuridica di questi soggetti privati ex Ipab, vuol dire solo usare un escamotage giuridico per la paura di essere interrogati e di farsi trovare impreparati.
Vedremo alla fine chi andrà in punizione dietro alla lavagna, dopo che saranno intervenuti, nell’esercizio della funzione di controllo, il presidente della regione Lombardia e i consiglieri regionali espressione del nostro territorio, perché il Molina sarà anche una Fondazione di diritto privato, potrà anche permettersi di rifiutare l’invito di un’istituzione pubblica democratica, ma allo stesso tempo il Molina ha sempre gradito e speso anche denaro pubblico e quindi questa vicenda non può finire così.

Roberto Leonardi
Segretario cittadino di Forza Italia

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Posted by on 21 settembre 2016. Filed under POLITICA. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

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