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Lettera aperta di Varese 5 Stelle a Galimberti sulla questione acqua pubblica

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Il sindaco Galimberti oggi sullo scuolabus per la Rasa (foto varesenews)

Il sindaco Galimberti 

VARESE, 12 ottobre 2016- L’intervento del Sindaco Galimberti sulle pagine della Prealpina del 10 ottobre, nel quale auspica un cambio di passo nella gestione del servizio idrico a seguito dell’accoglimento da parte del TAR del ricorso di Aspem, ci lascia alquanto perplessi.
Come M5S Varese prima e come Varese 5 Stelle oggi, ci siamo sempre opposti al metodo adottato dalla precedente amministrazione provinciale, culminato con la modalità di gestione tramite Alfa srl, una società di diritto privato.
Vero è che, ad oggi, questa società è partecipata solo da enti pubblici, ma proprio per questo sorge spontanea la domanda sul perché Alfa non sia stata istituita come una società di diritto pubblico e sul perché lo statuto della stessa sia al momento passibile di modifiche sostanziali (l’ingresso di soci privati, ad esempio), praticamente col solo voto della Provincia e dei Comuni più popolosi.
Tornando al pensiero del Sindaco di Varese: né un affidamento a terzi (professionisti del settore) del servizio (con rete di distribuzione che rimane pubblica, come fatto per il gas con Atem) né tanto meno la creazione di una società mista pubblico-privato sono soluzioni compatibili con il disposto combinato dell’esito dei referendum popolari del 2011: il servizio deve rimanere pubblico e non deve generare un profitto.
Il coinvolgimento di  privati nella gestione dell’acqua pubblica (come soci  o in appalto) di certo non ridurrà i prezzi (anzi), disattenderebbe il risultato di questo voto e andrebbe contro la volontà espressa dai cittadini (anche varesini), che pensiamo non sia cambiata nel frattempo.
Quello che ci saremmo auspicati dalla nuova amministrazione, dopo 20 anni di gestione di parte, sarebbe stato un segno di discontinuità con il passato, magari promuovendo un processo condiviso (che coinvolgesse i cittadini, i comitati ed i movimenti ) ed un piano tariffario equo e che tenesse conto dei 50 litri giornalieri pro capite gratuiti spettanti ad ogni abitante del nostro pianeta, come sancito dall’ONU.
Insomma, un passo avanti, non uno indietro.
Dalle parole di Galimberti, speriamo solo troppo affrettate, dobbiamo con amarezza prendere atto che la volontà popolare sembra non venir tenuta in considerazione. L’acqua è un bene pubblico e  tale deve restare.

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Posted by on 12 ottobre 2016. Filed under Lettere Al Direttore,POLITICA. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

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