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Leonardi (FI Varese): “Ecco le mie ragioni per votare NO al referendum”

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Il coordinatore cittadino di FI Leonardi

Il coordinatore cittadino di FI Leonardi

VARESE, 18 ottobre 2016- Il coordinatore cittadino di Forza Italia, Robero Leonardi, spiega le ragioni della sua scelta ( e quella del partito che rappresenta) per il, prossimo referendum di modifica costituzionale.

<<Al prossimo referendum costituzionale io voterò NO.
Di certo non per motivi politici perché credo che il rispetto per la nostra Carta fondamentale e per l’istituto democratico del referendum non abbia colore politico.
Innanzitutto voterò NO perché credo che la proposta Renzi-Boschi non sia una revisione costituzionale come previsto dall’art. 138, ma rappresenti una vera e propria riscrittura di buona parte della Costituzione che avrebbe meritato tutt’altro metodo legislativo. Probabilmente sarebbe stato più opportuno costituire un’Assemblea costituente, anziché affidare tale riforma così invasiva ad un Parlamento eletto con una legge elettorale dichiarata illegittima dalla Corte costituzionale e come tale competente solo per “l’ordinaria amministrazione”.
Passando dal metodo al merito,
credo che la modifica della Costituzione sia solo una scelta politica di spostare il conflitto tra centri di poteri: da un conflitto tra lo Stato e le regioni, come avvenne dal 2001 in poi con la riforma del Titolo V, ad un conflitto tra la Camera e il Senato, con la sostanziale differenza che in questo secondo caso a risolverlo ci penserebbero i presidenti delle due camere, e non la Consulta, con la figura del Presidente del Consiglio fin troppo ingombrante e arbitro occulto di tale contenzioso. Inoltre, siamo veramente sicuri che il male assoluto del nostro ordinamento sia il bicameralismo perfetto? Siamo sicuri che tale riforma comporterà una riduzione della spesa pubblica? Peccato che, ad esempio, i dipendenti del CNEL soppresso passino tutti alla Corte dei conti. Allora sarebbe stato forse più utile dimezzare anche l’esercito dei 630 deputati ed eliminare una buona parte dei privilegi di cui godono, tra cui, a titolo esemplificativo, un’assicurazione per scottature da sole e casi del tutto simili.
Io credo che il vero problema di fondo del nostro ordinamento sia il sistema elettorale che vuole dare un premio di maggioranza anche ad una piccola forza politica che sarà solo capace di scegliere una classe politica spesso inadeguata, veri professionisti della politica calati dall’alto, per lo più incompetenti e succubi di logiche di partito ben lontane dall’interesse nazionale.
A me pare che il superamento del bicameralismo perfetto, per quanto interessante in astratto e dibattuto da sempre, sia solo uno specchietto per allodole per attrarre consenso e per aumentare i poteri del manovratore; e’ una riforma ideata da qualche mente politica, sostenuta da qualche tecnico-giurista compiacente, caldeggiata dalle lobby di turno, ma che alla fine non porterà a nulla se non ad un ulteriore caos di competenze e di procedure che sono da sempre il terreno fertile per alimentare la corruzione. Solo l’illeggibile art. 70 prevede ben 4 procedimenti legislativi diversi, anche se non abbiamo bisogno di leggi approvate più velocemente (non è questa la semplificazione di cui abbiamo bisogno), ma di meno leggi e soprattutto scritte meglio, proprio per evitare le consuete interpretazioni dei giudici che in modo patologico e contro i principi della Costituzione ormai sono costretti a interpretare e di fatto riscrivere leggi incomprensibili.
Ancora direi che il Senato non rappresenterà le regioni, ma neanche il popolo sovrano, ma solo le maggioranze politiche su base regionale. Di conseguenza, il Senato, con un sistema elettorale al momento non definito, potrà nascere con una maggioranza politica diversa rispetto alla maggioranza della Camera scelta con un altro sistema elettorale e inizierà così un conflitto, una sorta di coabitazione alla francese, Camera-Senato che farà rimpiangere quelle che oggi sono considerate le distorsioni del bicameralismo paritario.
Queste rapide riflessioni per dire NO ad una riforma che cambierà tutto per non cambiare nulla (la Riforma Del Rio sulle province docet), mentre il nostro Paese continuerà a soffocare schiacciata da 150.000 leggi del diritto amministrativo, da procedimenti amministrativi complessi o inerzie della pubblica amministrazione che uccidono la competitività delle nostre imprese, da una imposizione fiscale che va oltre la reale capacità contributiva, da una disoccupazione giovanile al 39% e da un’immigrazione che se non gestita ci metterà in forte difficoltà. Però inutilmente avremo il bicameralismo imperfetto o forse un bicameralismo confuso.

Roberto Leonardi
Segretario cittadino di Forza Italia – Professore di diritto amministrativo
Università degli Studi di Brescia

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Posted by on 18 ottobre 2016. Filed under Varese,VARESE,Varie. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

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