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I Volontari Ospedalieri festeggiano la Giornata Nazionale con diversi appuntamenti

avoVARESE, 18 ottobre 2016- L’AVO, Associazione Volontari Ospedalieri, una delle più importanti organizzazioni che operano in questo settore, celebra a Varese, come nelle altre città Italiane, la Giornata Nazionale 2016 con una serie di manifestazioni che coinvolgono i Volontari e tutti i cittadini con lo scopo di promuovere e sensibilizzare la popolazione al volontariato.

Oggi presso il Circolo di Casbeno si svolgerà un Torneo di Burraco con ricchi premi.

Fino al 21 Ottobre si promuoverà l’AVO presso i punti di accoglienza dell’ASST Sette Laghi di Varese.

I volontari “AVO per l’Accoglienza” sono presenti ogni mattina presso 3 punti dell’ASST per fornire informazioni, accompagnamento e un sostegno pratico e morale agli utenti che si recano presso la struttura. Questo servizio vede impegnati circa 30 volontari che contattano ogni giorno più di 400 utenti dell’ASST.

Il 22 Ottobre i volontari saranno in Piazza del Podestà (del Garibaldino) con il loro gazebo per far conoscere e promuovere il servizio di volontariato e più in particolare quello ospedaliero.

Alle ore 16.30 i volontari AVO effettueranno un FLASH MOB e la Banda di Brenno Useria allieterà la cittadinanza con un concerto.

L’AVO ringrazia il Corpo Bandistico di Brenno Useria che come ogni anno dedica il concert…AVO all’associazione.

L’AVO Varese, con l’occasione, promuove anche il corso di formazione per nuovi volontari previsto dal 4 Novembre al 1 Dicembre 2016 aperto a coloro che, avendo compiuto 18 anni, scelgono di dedicare gratuitamente un po’ del loro tempo offrendo calore umano, ascolto, aiuto per lottare contro la sofferenza, l’isolamento e la noia alle persone che stanno vivendo l’esperienza della malattia, della vecchiaia e della solitudine.

I VOLONTARI OSPEDALIERI ITALIANI SONO UNA RISORSA PER LA SANITA’:

in Italia sono circa 26.000 e prestano la loro attività, non retribuita, in più di 700 strutture ospedaliere italiane affiancando le attività del personale medico e paramedico per rendere più umane le condizioni dei malati. Una funzione determinante in tempi di razionalizzazione e restrizioni delle spese del servizio sanitario nazionale.

E’ un esercito silenzioso che quotidianamente svolge il suo servizio di assistenza e supporto su tutto il territorio nazionale: negli ospedali, nelle case di riposo, nelle RSA, nelle strutture psichiatriche, negli Hospice. Una funzione sociale di alto profilo umanitario che affianca le strutture sanitarie pubbliche per assicurare un concreto sostegno alle persone nella fase più delicata della loro vita.

E con una particolarità: per questo servizio non percepiscono alcuna remunerazione, la loro gratificazione e la loro credibilità sta nella gratuità della loro azione.

L’AVO Fondata nel 1975 dal prof. Emilio Longhini, primario della Divisione di medicina d’urgenza all’Ospedale di Sesto San Giovanni, oggi è presente con i suoi 26.000 volontari, in 16 regioni con 227 sedi, svolge i suoi servizi per un monte ore annuale di 3.000.000 di unita, in circa 750 fra ospedali e strutture di ricovero.

La mission dell’Associazione è definita dallo Statuto laddove si legge che fornisce “un servizio organizzato, qualificato e gratuito per assicurare una presenza amichevole accanto ai malati nell’ambito delle strutture stesse offrendo loro durante la degenza calore umano, dialogo, aiuto, per lottare contro la sofferenza, l’isolamento, la noia” escludendo ovviamente qualsiasi interferenza con le mansioni tecnico –professionali di competenza esclusiva del personale medico e paramedico.

Una funzione che trova un preciso riscontro nella costituzione dell’Organizzazione Mondiale della Sanità che sancisce che la salute va intesa come “uno stato di benessere fisico psichico e sociale completo e non semplicemente come assenza di malattia o di infermità”, così come è fondamentale “il controllo del dolore e degli altri sintomi ed, in generale, dei problemi psicologici, sociali e spirituali dei malati stessi”. Una funzione delicata che richiede preparazione, competenza, dedizione, un approccio consapevole alla sofferenza che spinge il malato ad uscire dalla sua solitudine dolente proprio perché percepisce nella dimensione volontaria e gratuita del suo interlocutore quella capacità di attenzione umanitaria di cui ha bisogno.

L’AVO Varese con i suoi 200 volontari è attiva in Varese presso l’ASST 7 Laghi (Ospedale di Circolo Fondazione Macchi, presso l’Ospedale del Ponte, l’Ospedale di Cittiglio) la Fondazione Molina, la RSA Maria Immacolata, la RSA S. Andrea di Cassano Magnago, la RSA Istituto Menotti di Cadegliano Viconago.

Tutte la manifestazioni sono sotto il patrocinio Comune di Varese, dell’ ASST 7 Laghi, della Fondazione Molina, della RSA Maria Immacolata, della RSA S. Andrea di Cassano Magnago, della Fondazione Istituto Menotti di Cadegliano Viconago, del CVV e del CESVOV .

Per informazioni:

AVO Varese Onlus

Sede presso Ospedale di Circolo, via Borri 57, 21100 Varese

Segreteria aperta il lunedì, mercoledì, venerdì dalle ore 16.30 alle ore 81.30

Tel 0332 810376 avo@avovarese.it

www.avovarese.it

www.facebook.com/avo.varese

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Posted by on 18 ottobre 2016. Filed under Sanità,Varese,VARESE,Varie. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

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