Widgetized Section

Go to Admin » Appearance » Widgets » and move Gabfire Widget: Social into that MastheadOverlay zone

Debora Serracchiani a Varese per referendum: ” Una riforma importante che darebbe più autonomia anche alle Regioni”

VARESE, 22 ottobre 2016. – di GIANNI BERALDO-

Debora Serracchiani oggi a Varese

Debora Serracchiani oggi a Varese

Con la gente, con i cittadini, bisogna adottare un approccio semplice entrando nel merito ma senza menzionare articoli o commi di legge.

Un consiglio pratico ma essenziale quello dell’onorevole Debora Serracchiani, presidente della Regione Friuli ma soprattutto vicepresidente Nazionale del Partito Democratico, invitata questa mattina dal Pd provinciale, per spronare iscritti e simpatizzanti ad affrontare una campagna referendaria dove il premier Matteo Renzi e lo stesso Pd si gioca parecchia credibilità.

Incontro svoltosi al collegio De Filippi di Varese, sede oramai consacrata a eventi politici con personaggi di rilievo, al quale ovviamente era presente lo stato maggiore al completo del Pd varesino, con il segretario regionale Alessandro Alfieri in testa, seguito da quello provinciale Samuele Astuti, Luca Paris in veste di segretario cittadino. In platea presenti pure i parlamentari Daniele Marantelli e Angelo Senaldi.

Da sottolineare pure la presenza dell’ex ministro Giuseppe Zamberletti, abbracciato calorosamente dalla stessa Serracchiani al suo arrivo <<Per noi friulani Zamberletti è una istituzione, anzi una sorta di Madonna Pellegrina. Non dimenticheremo mai quanto fatto per noi nei momenti drammatici>>.

Una sala non particolarmente affollata con gli unici giovani rappresentanti dai Giovanni Democratici coordinati dal neo consigliere comunale Giacomo Fisco, che indossava una maglietta (così come una decina di altri ragazzi) arancione riportante la scritta “Basta un Sì”, leit motiv della a campagna elettorale.

Serracchiani incontra Zamberletti

Serracchiani incontra Zamberletti

Incontro nel quale sono emersi gli snodi cruciali della riforma, dove la comunicazione assume una valenza prioritaria: se distorta o mal spiegata rischia di contaminare negativamente (secondo il punto di vista dei proponenti ovviamente) le scelte dell’elettore.

Importante quindi adottare tutti gli strumenti disponibili come social network e altre forme di comunicazione dirette disponibili in rete, copiando di fatto quanto adottato finora da Movimento 5 Stelle, risultato alla fine strumento decisamente vincente.

Cambio di rotta in tal senso sottolineato anche da Alfieri durante la sua introduzione.

Per il Partito Democratico la svolta quindi con una campagna referendaria social.

Ma per ottenere risultati positivi i social non bastano, ci vuole anche un pizzico di fortuna oltre a tanto lavoro comunicativo diretto.

Lo sa Luca Paris, che ricorda come << Debora è già stata nostro ospite durante la campagna elettorale per le recenti elezioni amministrative di Varese con l’esito che tutti conoscete. Speriamo quindi possa portare fortuna anche per questo referendum>>.

Più che di fortuna qui si tratta di fare capire alla gente cosa davvero cambierebbe se vincesse il SI’, quindi lo sdoganamento ufficiale della riforma costituzionale. Non proprio una bazzecola.

Giacomo Fisco

Giacomo Fisco

A fare chiarezza su punti chiave e spesso mal interpretati ci pensa la stessa Serracchiani <<dobbiamo sottolineare come cambierebbe il Paese dopo questa riforma, che prevede la riduzione di parlamentari, l’eliminazione del CNEL così come delle Province, tutti enti inutili che costano milioni di euro ai cittadini. Ma soprattutto come cambierebbe il rapporto tar Stato e regioni e personalmente ne so qualcosa visto che sono pure presidente regionale>>.

Paris, Serracchiani, Astuti

Paris, Serracchiani, Astuti

Giusto per mettere i classici puntini sulle I, il numero due del Pd sottolinea come si debba elininare finalmente quella cosidetta Podestà Concorrenziale, dove lo Stato inficia spesso nelle questioni legislative delle regioni le quali, a loro volta, spesso debordano in aree di competenza meramente statale. Risultato: una fase di perenne stallo decisionale con diatribe infinite tra Stato e regioni. Con la riforma tutto questo si sbloccherebbe, permettendo alle regioni tramite i loro rappresentanti in Senato, di richiedere le giuste condizioni legislative e non solo inerenti problemi e richieste territoriali. Senato che avrebbe a questo punto maggiore controllo sulle norme e leggi comunitarie la cui applicabilità dovrebbe essere distinta da Paese e Paese. Cosa che attualmente non è <<basti pensare alla imposizione di legge europea sulla pesca, nata per risolvere problemi di pescatori del Mare del Nord che non rispecchia certamente la volontà e richieste dei pescatori del mare del sud Europa che hanno altre esigenze. Insomma, un referendum importantissimo dal cui esito dipende non solo la politica italiana ma che coinvolge temi europei che riguardano la vita quotidiana di tutti noi>>.

Prima dell’incontro la stuzzichiamo sulla amichevole reprimenda da parte dell’ex Presidente della repubblica Giorgio Napolitano nei confronti di Renzi, “colpevole” di avere troppo personalizzato questo referendum <<Il presidente Napolitano non solo è una persona estremamente lucida sulle cose che dice ma tiene parecchio al nostro Paese, in un momento in cui l’Europa sta creando qualche difficoltà. Noi sappiamo e l’abbiamo dimostrato con i fatti che le riforme sono fondamentali, quindi il presidente Napolitano ha richiamato noi così come tutti gli altri sul fatto che queste riforme servono al Paese>>.

direttore@varese7press.it

 

 

 

image_pdfimage_print
Facebooktwittergoogle_plusredditpinterestlinkedinmail

Posted by on 22 ottobre 2016. Filed under Varese,VARESE,Varie. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *