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A Cislago serata dedicata ai progetti realizzati per il Bangladesh dalla Ong Dalit

locandina-cislago-okCISLAGO, 24 ottobre 2016- L’estrema povertà, il rischio che il terrorismo islamico possa reclutare miliziani tra i giovani bengalesi senza lavoro ed istruzione, la violenza sulle donne, il traffico di giovani ragazze o bambine vendute per pochi dollari ai trafficanti di esseri umani che le costringono a prostituirsi restano i principali nodi di un Paese difficile come il Bangladesh che, dopo l’attentato del 1° luglio 2016, è molto cambiato.

Mercoledì 25 ottobre alle ore 21, all’Auditorium di via Stazione a Cislago Silvia Rovelli, la cooperante italiana in Bangladesh e Lino Swopon Das, Presidente e fondatore della Ong bengalese Dalit, in Italia dal 24 al 31 ottobre, racconteranno cos’è stato possibile realizzare in Bangladesh grazie al sostegno economico di alcune scuole della provincia di Varese come l’Istituto Don Luigi Monza di Cislago.

L’anno scorso, insegnanti, genitori ed alunni hanno deciso di sostenere le attività della Ong bengalese attraverso l’adozione di alcune scuole nei quattro distretti a sud ovest del Bangladesh dove Dalit è impegnata da 18 anni nel grande lavoro in difesa dei diritti dei fuori casta e delle minoranze etnico-religiose, garantendo loro educazione scolastica, formazione professionale e assistenza sanitaria. “Grazie al contributo e all’impegno di scuole italiane come l’Istituto Don Luigi Monza di Cislago – spiega Lino Swopon Das, Presidente e fondatore di Dalit ong – in un anno è stato possibile dar vita a molti progetti: abbiamo realizzato diversi pozzi per l’acqua potabile, sistemato molte delle nostre scuole che si trovano nei villaggi dei distretti di Khulna, Jessore, Satkhira, Bagerhat, creato nuovi punti di assistenza sanitaria in zone molto difficili come quelle a sud del Paese e abbiamo tolto dal dramma della prostituzione minorile molte giovani ragazze offrendo loro la possibilità di studiare”.

“Tutto è nato da un incontro a scuola con i nostri studenti lo scorso anno – spiega Letizia Vanin, coordinatrice didattica Scuola Don Luigi Monza – abbiamo avuto modo di ascoltare la storia di Lino Swopon Das, un bengalese nato “fuori casta” che ci ha testimoniato che il desiderio di bene è proprio del cuore di ogni uomo, infatti ci aveva detto di sé: ‘Ero uno di loro (fuori casta), sono stato salvato da un missionario. Restituisco al mio paese ciò che ho ricevuto da lui. L’amicizia fa fiorire il mondo’ e infatti dall’incontro con DALIT è nata un’amicizia che ha mosso alunni e genitori verso una fattiva collaborazione con l’associazione attiva nel paese in campo educativo e formativo. Crediamo che Info stampa| Michele Avola | 335.6580388 | michele.avola@yahoo.com Fondazione Fare Welfare www.dalitbd.org l’incontro del 25 ottobre sia un’occasione importante per ascoltare due persone con una grande umanità, che ci testimonieranno inoltre come è cambiata la loro vita dopo gli attentati a Dacca”. “Dopo l’attentato terroristico del 1° luglio la vita in Bangladesh è cambiata – racconta Silvia Rovelli, responsabile progetti Dalit Ong – a partire dalle piccole cose della vita quotidiana; dalla spesa agli spostamenti a piedi. Il giorno dopo l’attentato si viveva in un clima surreale. La paura, le preoccupazioni erano tantissime, ma abbandonare il paese sarebbe stato un grave errore. Lasciare il Bangladesh per paura voleva dire abbandonare le speranze per i dalit, che vivono ai margini della società bengalese e in condizioni di estrema povertà. Voleva dire abbandonare le giovani donne e le bambine che spesso vengono vendute ai trafficanti di esseri umani e rese schiave e prostitute. No, non me la sono sentita di tornare in Italia. Così sono rimasta in Bangladesh, nonostante tutto”.

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Posted by on 24 ottobre 2016. Filed under PROVINCIA,Sociale. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

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