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Intervista a Stefania Craxi a Varese: ” La storia darà ragione a mio padre”. Su Renzi: “Pare uno scappato di casa”

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VARESE, 25 ottobre 2016- di GIANNI BERALDO-

Stefania Craxi a Varese

Stefania Craxi a Varese

<<Matteo Renzi, sembra uno scappato di casa>>, con questa battuta al vetriolo Stefania Craxi ha concluso una breve intervista rilasciataci poco prima dell’incontro pubblico alla Sala Matrimoni del Comune di Varese, dove nel tardo pomeriggio è stato presentato il bel libro “Ricordare con gli occhi della mente”(Macchione Editore), scritto da Andrea Buffoni, ex senatore del Partito Socialista Italiano e sindaco di Gallarate (a partire dal 1973 per due mandati).

Come molti sapranno  Stefania Craxi  (ex parlamentare di Forza Italia e sottosegretario durante governo Berlusconi) è la figlia di Bettino Craxi, uno tra i più importanti politici italiani capace di portare cambiamenti- impensabili fino allora-nel modo di vivere e interpretare la politica, con riflessi importanti in tutta la società.

Stefania Craxi sottolinea subito l’importanza di questo libro <<L’ho letto e mi è piaciuto molto. Devo dire che Andrea è stato in grado di raccogliere l’essenza del Partito Socialista di quegli anni ma non solo, ma soprattutto è un libro che racconta un importante periodo storico politico irripetibile, dove viene tra l’altro rivalutata positivamente la statura politica di mio padre>>.

Anni in seguito definiti come Prima Repubblica <<certo, la famosa Prima Repubblica dove il Psi, così come altri partiti, svolgevano funzioni fondamentali nel sistema politico democratico. Partiti come il Psi che selezionavano la classe dirigente politica, una selezione dura e competitiva che iniziava dal basso, dalle periferie, dalle sezioni. Come ben descritto nel libro>>.

Una lezione per chi vuole fare politica oggi <<in realtà oggi non vedo nulla di tutto questo, pur esistendo ancora i partiti aldilà dei vari proclami. Certo, quel modo di interpretare la politica andrebbe applicata anche oggi ma non vedo personaggi all’altezza di questi compiti>>.

Però non era semplice fare politica <<guardi la politica non era quella cantata da Guccini, ossia la “politica utile solo a fare carriera”. Quelli erano anni di passione, di coraggio, di responsabilità, di amore per la gente, per il proprio Paese e per la propria comunità; lo sa bene Andrea (Buffoni, ndr) che è stato anche sindaco di Gallarate>>.

Si pensava al futuro del Paese <<certamente. Il futuro non era pensare, come accade oggi, alla prossima scadenza elettorale era qualcosa davvero importante. L’Italia in quegli anni raggiunse l’apice a livello economico,  divenendo al quinta nazione più potente al mondo: guarda caso proprio durante il Governo Craxi>>.

Mi permetta di sottolinearle che, pensando agli anni Novanta non posso fare a meno di rivedere quel tristissimo episodio dell’uscita di suo padre dall’hotel “Raphael” di Roma, accolto da una folla urlante con tanto di lancio di monetine (30 aprile 1993), con suo padre che dovette fuggire aiutato dalla scorta. Episodio che rientra nel pieno clima giustizialista di Tangentopoli << un episodio che fa stare male pensando a un Paese democratico. Mio padre fu lasciato solo a lottare per quei principi che ancora oggi si sono rivelati giusti>>.

Altro frame: la fuga in Tunisia dopo la sentenza. Ancora oggi mi chiedo perché non sia rimasto in Italia a far valere le sue ragioni <<innanzitutto non si è trattata di fuga come dice lei ma di esilio volontario. Poi il fatto di rimanere in Italia non aveva senso considerato che aveva pure tutto il parlamento contro e non solo la magistratura>>.

Immagino come la sua famiglia abbia sofferto in quel periodo <<sono stati momenti dolorosissimi da affrontare sia per noi che per mio padre. Lui però non si è mai lamentato sottolineando che un giorno si saprà la verità per quanto accadutogli realmente. Per questo ringrazio ancora Buffoni per avere scritto questo libro dove la verità emerge in tutta la sua forma>>.

Durante al presentazione del libro

Durante la presentazione del libro

Periodi drammatici certamente. Berlusconi era molto legato a Bettino Craxi, lo fu anche in quei momenti o fu lasciato solo anche da lui? <<Berlusconi ci è sempre stato vicino anche oggi. Sono trent’anni che lui ha condiviso le nostre storie politiche e non solo. Non ci ha mai fatto mancare il suo affetto, la sua amicizia. D’altronde Berlusconi è un’altra persona, un altro politico perseguitato ingiustamente dalla magistratura: proprio come mio padre. Forse anche per questo gli era molto vicino facendogli sentire sempre la propria stima e fiducia>>.

E suo fratello Bobo?

<<sinceramente lo vedo poco, però ci sentiamo abbastanza. Gli impegni ci separano spesso, ma la vita è questa>>.

Come professionista del settore lei conosce molto bene il mondo del giornalismo e dell’informazione più in generale: che ne pensa degli scenari attuali?

<<sia la televisione che i giornali sono fatti da giornalisti, gli stessi che ovviamente riflettono l’attuale società, ossia in maniera piuttosto scadente>>.

Quindi lei parla male della mia categoria professionale <<ma lei mi pare faccia parte della “vecchia” generazione di giornalisti, quelli che sanno scrivere di argomenti politici>>.

Dopo avere incassato questi piacevoli complimenti dalla signora Stefania Craxi, gli estendiamo gli auguri di Buon Compleanno visto che cadono proprio oggi.

direttore@varese7press.it

 

 

 

 

 

 

Un marchio di fabbrica targato Psi con gli acerrimi nemici del Partito Comunista che certamente non gradivano certi cambi di rotta nella storia politica del Belpaese.

 

 

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Posted by on 25 ottobre 2016. Filed under Le Interviste,Varese,VARESE,Varie. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

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