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Mostra della scultrice Maria Cristina Carlini alla MyOwnGallery di Milano

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"Guardiani del segreto" foto di Mimmo Capurso

“Guardiani del segreto” foto di Mimmo Capurso

MILANO, 26 ottobre 2016- Maria Cristina Carlini. Le ragioni del luogo” è la suggestiva mostra personale della scultrice, curata da Flaminio Gualdoni ed esposta presso MyOwnGallery – Superstudio Più dal 3 al 29 novembre.
La rassegna rientra negli eventi di Expo in città Milano a Place To BE, progetto promosso dal Comune e della Camera di Commercio di Milano.

In esposizione si ammirano diversi inediti affiancati da sculture storiche in grès, legno, ferro, oltre a singolari opere su carta, che descrivono accuratamente il lavoro dell’artista legato alla sperimentazione di materiali diversi.
Commenta Flaminio Gualdoni “La sapienza è quella del ceramista, ma il pensiero è un costruire inteso come atto fondamentale dell’umano, un auscultare le materie – siano esse massimamente naturali come il legno, o artificiose come lo straniato acciaio – sino a comprendere e far essere il momento decisivo in cui esse si fanno luogo, ragione d’una qualità spaziale in cui s’incrociano la storia, la memoria, il trascorrimento dolcemente visionario”.

Il linguaggio di Maria Cristina Carlini nasce dall’amore per la terra, per la natura, per l’uomo e la sua storia, unisce passato e presente con opere che trascendono il tempo; ne sono esempio le sculture realizzate per l’occasione, quali Khmer, che, pur essendo di stampo contemporaneo, richiama per forma e colore, grazie ai cerchi in grès sovrapposti, le colonne del tempio cambogiano Khmer di “Banteay Srei” del X secolo d.C.. Il nome di questo luogo sacro, significa “Cittadella delle donne” e un’antica leggenda attribuisce proprio ad una donna la realizzazione di raffinata elaborazione delle sculture di divinità addossate alle pareti, poste come guardiani del tempio. Allo stesso modo Maria Cristina Carlini colloca all’esterno della Galleria i suoi Guardiani del segreto, un’imponente scultura monumentale che alterna elementi verticali in legno e in acciaio

Gres smalto-foro di Mimmo Capurso

Gres smalto-foto di Mimmo Capurso

corten ad evocare un equivalente dispiegamento di custodi e che nel titolo rimanda apertamente un dipinto straordinario di Jackson Pollock.
Una forte connessione temporale si riscontra anche in Meride, un assemblaggio di formelle appoggiate al pavimento, dove i simboli astratti creati nella lavorazione a tecnica mista del grès rimandano ai segni rintracciati sui fossili rivenuti sul Monte San Giorgio nel Canton Ticino.

Un video illustra le opere monumentali esposte a livello internazionale, commentate dall’artista stessa e dai critici Martina Corgnati, Camillo Fornasieri, Gino Di Maggio e Philippe Daverio.
Accompagna la mostra un piccolo catalogo con testo di Flaminio Gualdoni e immagini delle diverse opere inedite in esposizione

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Posted by on 26 ottobre 2016. Filed under Arte. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

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