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Andrea Bortoluzzi motiva le sue dimissioni da Consigliere comunale: “Galimberti non ha mantenuto le promesse”

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Maria Paola Cocchiere con Andrea Bortoluzzi

Maria Paola Cocchiere con Andrea Bortoluzzi

VARESE, 30 ottobre 2016- È normale che delle dimissioni facciano rumore, le mie in questo caso, ma sarebbero potute essere quelle di un qualsiasi altro consigliere comunale. Come è normale anche che ci sia una presa di distanze del gruppo politico di cui si è fatto parte fino a quel momento (spiace, più che altro dal punto di vista umano, per alcune persone che sono state e mi sono care).

Alla base della mia decisione, come ho raccontato ai giornalisti che me lo chiedevano, c’è una profonda delusione. Il cambiamento promesso da Davide Galimberti, che avevo sostenuto fin dall’inizio nella sua candidatura a sindaco, si è rivelato essere solo un “dribblare i problemi”. Mostrarsi l’unico in grado di comandare la barca, ma al fondo incapace di fare gioco di squadra.

Come si può lavorare insieme se non c’è discussione? Come si può condividere un obiettivo se le decisioni vengono prese da pochi e imposte agli altri? Come si può portare avanti la forza del cambiamento se le idee vengono viste come obiezioni e le critiche come provocazioni?

Purtroppo devo constatare che da dopo le elezioni sono state fatte delle scelte che non sono tornate né a me, né ad altri consiglieri comunali, né ad alcuni varesini. Commissioni comunali (sul bilancio) convocate all’ultimo momento senza avere il tempo per guardare bene tutte le carte. Provvedimenti come quello delle stazioni o del parcheggio di via Sempione licenziati in tutta fretta senza un confronto interno adeguato. Mozioni come quella sulla sicurezza stradale bollate come troppo costose (nelle priorità decise dal sindaco e dai suoi collaboratori).

A dimostrazione di questi atteggiamenti, improntati al decisionismo, un decisionismo volto a coprire la scarsa trasparenza politico-amministrativa, anche per gli addetti ai lavori, c’è l’accordo politico con la Lega Civica. È stato Galimberti a chiederci di votare Stefano Malerba presidente del Consiglio comunale. Non dico il falso, tanto è vero che io mi sono turato il naso e ho obbedito, mentre altri non lo hanno fatto. Quella con Lega Civica è un’intesa che tra l’altro vale anche in Consiglio provinciale, per il quale si è chiesto il nostro voto, ma non si è condiviso nulla né in termini strategici né programmatici.

Non sono in grado di dire però, perché come per tanti altri consiglieri ne sono stato tenuto all’oscuro, quali e di che entità siano le cambiali che il sindaco dovrà pagare per onorare un accordo che, a conti fatti, è tornato inutile alla nuova maggioranza e foriero solo di guai.

Il sindaco Galimberti con il suo  vice Zanzi

Il sindaco Galimberti con il suo vice Zanzi

Alla mia età e con i mille impegni, professionali, accademici e familiari che ho, non c’erano possibilità di fare il battitore libero o di creare un gruppo misto in Consiglio comunale. E poi che senso aveva? Ho corso sotto la bandiera di Galimberti. La fiducia che gli avevo accordato speravo fosse ricambiata, ma non è successo. Il che non poteva che portare alla scelta che ho fatto: lasciare.

Sono quindi contento che sia entrata a Palazzo Estense a sostituirmi la giovane Maria Paola Cocchiere (nella foto), a cui auguro davvero di cuore buon lavoro. Ho avuto modo di apprezzarne la volitività e l’indipendenza in talune circostanze. Confido che saprà fare bene.

Chiudo con la vicenda Molina e partecipate (di tutti gli argomenti di cui ho parlato, questo incluso, si trova traccia sul mio sito e sulla mia pagina Facebook). L’immobilismo del sindaco (nel caso del Molina) e la scelta di nominare determinate persone (nel caso delle partecipate) è stato esemplarmente negativo.

Per quanto riguarda il Molina mi sembrava giusto spendermi per la causa, trovare una possibile soluzione ai problemi, come ho fatto. Da lui, invece, nessuna presa di posizione ufficiale. Solo reiterati e incomprensibili silenzi. Per quanto riguarda le partecipate, anche in questo caso ha deciso tutto da solo e non ha apprezzato i miei rilievi. Come in tante altre circostanze che non vi enumero per… non fare notte. Non mi resta che fargli gli auguri! Lo seguirò con trepidazione…

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Posted by on 30 ottobre 2016. Filed under Lettere Al Direttore,Varese,VARESE,Varie. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

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