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“Delibera salva-rondini”, il Comune di Jerago con Orago capofila del progetto

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rondiniVARESE, 3 novembre 2016. A distanza di sei mesi, la lettera d’invito della Lipu (Lega Italiana Protezione Uccelli) ai Comuni della provincia di Varese ad adottare la “Delibera salva-rondini” ha visto l’adesione di nove amministrazioni, con molte altre che in questi giorni stanno dando il via al progetto.
 Nella provincia varesina i Comuni virtuosi sono Ranco, che in soli due giorni ha dato l’adesione, Jerago con Orago, Gallarate, Castelveccana, Mercallo, Masciago Primo, Inarzo, Travedona Monate, Cittiglio. Segno di amministrazioni dotate di sensibilità ambientale, che hanno colto l’importanza della delibera: provvedimento che tutela rondini, rondoni e balestrucci, specie protette in Italia, vietando la distruzione dei nidi nei periodi di cova.
 Il Comune di Jerago con Orago è andato oltre: ha aperto ai delegati Lipu le porte dell’antica torre rondonaia presente nell’edificio comunale, permettendo il censimento e il monitoraggio dei nidi. Si tratta di una torre con la predisposizione di oltre cento piccole celle di legno con un buco di apertura verso l’esterno, per permettere ai rondoni di nidificare, un tempo a scopi alimentari e da circa mezzo secolo a questa parte abbandonata da parte dell’uomo. Ma non da parte dei rondoni! Ecco la sorpresa: una torre più viva che mai, con tantissimi nidi attivi, segno che centinaia di rondoni, anno dopo anno per oltre cinquant’anni, hanno continuato a tornare sempre lì a riprodursi ogni primavera, percorrendo oltre 10.000 km all’anno senza mai posarsi a terra, per ritrovare il loro nido e deporre le uova nella torre rondonaia di Jerago con Orago.
 Perche’ salvare rondini, rondoni e balestrucci? Spiega Gianfranco Gorla, delegato Lipu VaresePerché queste tre specie, oltre a meravigliarci in primavera con voli acrobatici nei cieli, sono efficienti insetticidi naturali, preziosi alleati dell’uomo nella lotta a insetti dannosi, zanzara tigre compresa, cibandosi di circa 6.000 insetti al giorno. Perché la loro sopravvivenza è legata all’uomo, dato che dopo secoli di stretta convivenza hanno modificato le loro abitudini e ora nidificano prevalentemente in contesti urbani, nei sottotetti. Perché per venire a nidificare qui, hanno volato per oltre 10 mesi senza mai posarsi a terra, partendo dall’Africa e attraversando deserti, mari e foreste. Nonostante questo, capita che i nidi vengano distrutti, anche inconsapevolmente, durante le ristrutturazioni. Per questo serve un regolamento che ne tuteli la sopravvivenza, e invitiamo chiunque ne sia a conoscenza di segnalarci la presenza di torri rondonaie”.
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Posted by on 3 novembre 2016. Filed under PROVINCIA,Varie. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

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