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Il ricordo di Laura Prati vivrà per sempre: intitolato a l’ex sindaco il palazzo municipale di Cardano al Campo

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CARDANO AL CAMPO (Va), 2 luglio 2016 – di SARA MAGNOLI –

Il momento della inaugurazione

Il momento della inaugurazione

Il palazzo municipale di Cardano al Campo porta da questa mattina il nome di Laura Prati.

A tre anni esatti dai tragici fatti che portarono alla morte della sindaca, a seguito della decisione unanime del consiglio comunale il municipio è stato infatti intitolato a lei, in un segno, come ha sottolineato il sindaco di Cardano al Campo Angelo Bellora, che porta l’edificio ad avere un nome, racchiudendo «la vera motivazione del nostro impegno: il bene comune». Bene comune e valori che, ha proseguito Bellora, erano alla base dell’operato di Laura Prati: «Laura ha dedicato il suo tempo e la sua energia alla legalità, ha avuto un impegno costante per le persone e per la comunità». E pur nel dolore indelebile nel ricordare quel giorno in cui l’ex vigile Giuseppe Pegoraro, sospeso dal servizio a seguito di un processo, è entrato nell’ufficio di Laura Prati nella giornata di ricevimento del pubblico, ferendo gravemente non solo la sindaca – che sarebbe morta venti giorni dopo -, ma anche il suo vice Costantino Iametti, l’intitolazione a lei del luogo in cui ha operato per gli altri per anni ha assunto un significato forte.

Presenti alla cerimonia i sindaci del territorio o i loro delegati, ma anche il governatore della Regione Lombardia Roberto Maroni. «I sindaci – ha sottolineato Maroni ricordando anche l’intitolazione di una sala del Pirellone alla sindaca uccisa – e gli amministratori sono per me punto di riferimento: ricordiamo Laura Prati anche lavorando insieme per risolvere i problemi dei nostri cittadini. L’impegno della Regione è a favore di tutti i sindaci e le istituzioni, per collaborare insieme per risolvere i problemi dei cittadini: non è facile, soprattutto davanti a questo momento di crisi, ma l’impegno della Regione in questo senso è confermato».

La famiglia di Laura Prati

La famiglia di Laura Prati

IMG_2863Vicinanza alla comunità e alla famiglia di Laura anche da parte della Provincia di Varese, rappresentata dal consigliere Carmelo Lauricella, e importanti sono state le parole del sindaco dei ragazzi Davide Angì, che ha poi scoperto la targa di intitolazione assieme a Bellora, a Costantino Iametti e al figlio di Laura, Massimo Poliseno. «Il nostro consiglio comunale dei ragazzi e delle ragazze si chiama Laura Prati – ha detto Davide -: lei ha fatto molto per rendere la nostra città a misura d’uomo e dei ragazzi ed è stata anche promotrice del Ccrr». Un progetto, quello del consiglio comunale dei ragazzi e delle ragazze che, con non poca emozione e con la voce rotta dal pianto e dal dolore ancora forte, Costantino Iametti, vicesindaco ferito con Laura e oggi presidente del consiglio comunale di Cardano al Campo, ha sottolineato come voluto nell’importanza che «i ragazzi capiscano che si possa vivere meglio in pace e onestà», ringraziando anche la docente della scuola secondaria di primo grado cardanese Maria Grazia Aspesi che è referente del progetto stesso per l’istituto.

IMG_2852Un ricordo toccante della sindaca è arrivato anche da don Bruno Perego, il parroco di Cardano al Campo: «Di Laura Prati mi hanno subito colpito due cose: l’attenzione alle persone problematiche e che vivevano in situazioni di disagio. Troppe volte chi amministra pensa di risolvere i problemi in maniera ideologica, invece bisogna avvicinarsi alle persone. Laura mi parlava di un suo progetto per chiedere alle famiglie di accogliere i ragazzi in difficoltà. E ancora ricordo come lei abbia sempre sostenuto la scuola materna, come aveva a cuore quanto fatto dai cittadini. Porto con me il ricordo di questa grande donna».

E mentre la senatrice Erica D’Adda, presidente dell’Associazione culturale Laura Prati, ha ringraziato l’amministrazione per l’intitolazione ricordando anche i tanti luoghi e le tante istituzioni italiane che alla sindaca hanno dedicato spazi, facendola in qualche modo diventare «cittadina onoraria», in conclusione il marito di Laura, Pino Poliseno, accanto ai figli Massimo e Alessia, ha ricordato come Laura gli avesse raccontato un episodio poi narratogli anche da una signora: «Durante un incontro con una persona in difficoltà, Laura si era messa a piangere con lei: aveva davvero una grande attenzione per le persone che incontrava, si faceva carico dei loro problemi e quando non riusciva a risolverli ne soffriva: entrava nei loro problemi e le sentiva vicine». E per quanto detto in ricordo di una donna che è stata speciale come amministratrice, ma anche e in particolar modo come moglie e madre, oltre che come amica, sempre Pino Poliseno in poche parole ha espresso qualcosa di grande, rivolgendosi a tutti coloro che questa mattina sono intervenuti e che in questi anni non hanno mai fatto mancare gesti e parole di vicinanza: «Grazie davvero a tutti».

s.magnoli@varese7press.it

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