Widgetized Section

Go to Admin » Appearance » Widgets » and move Gabfire Widget: Social into that MastheadOverlay zone

A Varese migliora la puntalità nei pagamenti

image_pdfimage_print

VARESE, 9 novembre 2016-Nel terzo trimestre 2016 il 46,1% delle imprese del Varesotto ha saldato puntualmente le fatture. Mentre il 46,8% delle imprese ha regolato i conti con un ritardo fino a 30 giorni dai termini concordati e il 7,1% oltre i 30 giorni.  Varese è solo all’ottavo posto tra la province della Lombardia per puntualità nei pagamenti, ma la sua performance è decisamente positiva: migliore della media regionale (45,5% di pagamenti puntuali) e nettamente migliore di quella nazionale, in cui appena il 35,9% di imprese risulta puntuale. Rispetto a fine 2010, si segnala un importante miglioramento delle imprese puntuali, passate dal 39 all’attuale 46,1%. Anche se emerge anche un peggioramento dei ritardi gravi, quelli oltre i 30 giorni di ritardo, passati in 6 anni dal 3,7% del 2010 al 7,1% attuale.


È quanto emerge dallo Studio Pagamenti realizzato da CRIBIS D&B, la società del Gruppo CRIF specializzata nelle business information, che ha analizzato i comportamenti di pagamento delle imprese lombarde nel terzo trimestre 2016.

Nella classifica delle province più puntuali della Lombardia, Sondrio si posiziona ancora una volta al primo posto, conquistando anche il primato nazionale, con il 58,8% di imprese virtuose. Seguono nella classifica Brescia (52,5%), Bergamo (52,3%), Lecco (51,3%), Mantova (50,9%), Cremona (49%), Como (48,4%), Varese (46,1%), Monza e Brianza (44,7%), Lodi (43,6%) e Pavia (43,2%). In crisi le imprese milanesi con solo il 36,4% di pagamenti alla scadenza e il 9,3% di gravi ritardi nel saldo delle fatture.

A livello regionale le imprese lombarde sono le più puntuali d’Italia nei pagamenti commerciali. Il 45,5% delle circa 816.000 aziende della Lombardia ha  saldato i fornitori alla scadenza, contro la media italiana pari al 35,9%. Rispetto allo scorso anno, i pagamenti oltre i 30 giorni di ritardo, sono scesi a quota 7,4%, contro una media italiana del 12,6%. 
Facebooktwittergoogle_plusredditpinterestlinkedinmail

Posted by on 9 novembre 2016. Filed under Economia. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *