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Progetto alla legalità aiuta a crescere i cittadini del futuro: coinvolte nei progetti educativi alcune scuole del varesotto

img-20161123-wa0000MILANO, 23 novembre 2016 – di SARA MAGNOLI –

Per il 53,2% degli studenti la legalità è identificata con la definizione “vivere secondo la legge”, per l’8,3 significa democrazia, per il 4,2 è una forma di dialogo, mentre il 34,4 la considera “un’imposizione”, perché obbliga a un determinato comportamento.

E se il 64% ritiene che la legga debba essere sempre rispettata, il 22% ammette di essere scettico rispetto al principio per cui è uguale per tutti. E il restante 14%, pur ritenendo che vada rispettata, crede anche che sia ammesso trasgredirla (e di questi solo il 6,4 se è sbagliata).

Ben il 41,4% ritiene ammissibile ubriacarsi, mentre la percentuale più alta di non ammissibilità tra una serie di comportamenti (dal portate un amico sulla bicicletta al viaggiare in motorino senza casco, dal fumare occasionalmente marijuana a far valere le proprie ragioni con un pugno) è registrata dall’abbandonare o maltrattare un animale, seguito dal sottrarre oggetti anche di poco valore in un negozio, guidare senza avere la patente, non pagare il caffè al bar, img-20161123-wa0004graffiare un’auto e sottrarre un libro in biblioteca.

Sono alcuni dati emersi dal questionario distribuito all’interno del progetto di educazione alla legalità in ventiquattro scuole tra medie e superiori del Milanese nell’anno scolastico 2015/2016 promosso dall’Ordine degli avvocati di Milano.

Questionario che serve come base di partenza per gli incontri che avvengono poi nelle scuole (e che lo scorso anno, su Milano, hanno toccato 88 classi e 1800 studenti tra gli 11 e i 18 anni) e che aiuta a “sondare” la percezione della legalità tra gli studenti, tema che era di uno dei laboratori promossi oggi all’interno del forum dei Centri di promozione della legalità (Cpl) Lombardia. Laoratorio, questo, nel quale l’avvocato Alessandro Bastianello ha spiegato come avvengono gli incontri promossi nelle scuole e che stanno interessando sempre di più, non solo a Milano, ma in diverse province lombarde. Partendo dalle risposte dei ragazzi, il percorso affronta le ricadute sociali di determinati atteggiamenti, per arrivare alla simulazione di un processo in cui i vari attori sono i ragazzi stessi, guidati dagli avvocati presenti in classe. E con anche, spesso la possibilità di seguire un processo vero in tribunale.

Solo uno, questo, dei laboratori che la rete regionale per la legalità (Università Bocconi, Unioncamere Lombardia, Agenzia delle entrate – direzione regionale della Lombardia, Ordine Avvocati di Milano) ha proposto dopo quelli che sono stati invece tenuti, durante la giornata di forum, dai ragazzi stessi dei Cpl.

I Centri di promozione legalità, tredici (su base provinciale) in Lombardia, sono nati l’anno scorso grazie a una convenzione tra Regione Lombardia e Ufficio scolastico regionale: sono reti tra scuole e territorio per la promozione, appunto, della legalità e nella lotta alla corruzione e alla criminalità organizzata. Tema, img-20161123-wa0001

Toccante il flash mob ideato dagli istituti superiori Parini e Bertacchi di Lecco e realizzato dal Cpl di Lecco in piazza: “50 nomi per ricordare” ha voluto commemorare bambini e ragazzi vittime di mafia, mettendo il nome e l’età di ciascuno di loro su una maglietta bianca indossata dagli studenti, ciascuno dei quali si sedeva quando era chiamato, accompagnato da un colpo di percussione. Fino a lasciare per terra cinquanta magliette, come fossero lapidi di un cimitero di innocenti.

Applauditi i concerti dei Cpl di Lodi, Pavia e Como, le mostre fotografiche e artistiche, tutti molto seguiti i laboratori in cui le varie reti scolastiche hanno esposto i loro lavori, con anche video girati nei luoghi della legalità (tra questi anche quello dell’istituto Falcone di Gallarate). E ancora: laboratori sui rischi del gioco d’azzardo patologico, sulla legalità nel giornalismo, sul senso di responsabilità, sui campi estivi svolti in terre confiscate alla mafia.

Da segnalare anche l’interesse di molti commercianti della zona attorno a piazza Città di Lombardia alla proposta della rete LegalMente, rappresentata dall’istituto Gadda Rosselli di Gallarate, per aderire al patto “negozio amico della legalità” che già nel Gallaratese ha visto oltre cento adesioni.

E molto attivi, per il Cpl di Varese, i ragazzi del liceo Crespi (che è capofila), che hanno anche aiutato nell’accoglienza e nella registrazione come momento di alternanza scuola/lavoro, oltre che a svolgere laboratori, e dei bambini della media Bellotti di Busto Arsizio (istituto comprensivo Bertacchi) con i loro segnali stradali della legalità. Per il Cpl Varese presenti anche il liceo Candiani e l’istituto superiore Olga Fiorini di Busto Arsizio, il Sereni di Luino e l’istituto comprensivo Cardano-padre Lega di Gallarate.

s.magnoli@varese7press.it

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Posted by on 23 novembre 2016. Filed under MILANO. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

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