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Ci scrivono: “Caro politico, Nun te reggae più”

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L'Aula del Parlamento

L’Aula del Parlamento

VARESE, 25 novembre 2016– Uno dei ritornelli su cui insistono i fautori del si sarebbe la riduzione dei costi della politica , dimenticandosi volutamente  dell’opportunità creata ad hoc da tanti italiani per realizzare un concreto taglio alle prebende di politici e nominati dai politici .

Infatti il 29 settembre 2011,proprio col motto NUN TE REGGAE PIU’( canzone di Rino Gaetano ) un gruppo di semplici cittadini senza nessun colore politico di partito , depositò presso la Corte di Cassazione una proposta di legge di iniziativa popolare per limitare gli stipendi dei parlamentari e di tutti i dirigenti pubblici nominati dai politici od eletti dal popolo , alla media degli stipendi europei .
Tale proposta di legge popolare era composta di un solo articolo :
I parlamentari italiani eletti al Senato della Repubblica , alla Camera dei Deputati, il presidente del consiglio dei ministri,i presidenti , i consiglieri e gli assessori regionali, provinciali e comunali  , i sindaci ,i funzionari nominati nelle aziende a partecipazione pubblica ed equiparati , non debbono percepire ,a titolo di emolumenti, stipendi, indennità, tenuto conto del costo della vitae del potere reale di acquisto nell’Unione Europea , più della media aritmetica europea degli eletti degli altri Paesi per incarichi equivalenti “.
Io e tanti volontari della provincia di Varese e d’Italia facemmo stampare a nostre spese  moduli per la raccolta firme che portammo personalmente negli uffici comunali . Sempre a nostre spese facemmo stampare e distribuimmo porta a porta volantini informativi .
Alla data del 31 marzo 2012 ,ultimo giorno utile, le firme raccolte e certificate furono oltre  119.000, più del doppio delle 50.000 necessarie per portare in parlamento una legge di iniziativa popolare.
E’ stato calcolato che con l’applicazione di questa semplice ma efficace legge avremmo risparmiato circa 250 milioni di euro all’anno  contro i 50 milioni all’anno che si risparmierebbero con la vittoria del si al referendum del 4 dicembre  ( come certificato dalla Ragioneria dello Stato ) .
A questo punto una domanda sorge spontanea :perché il partito che con tanta veemenza vuole imporre un Senato di nominati  non ha rispettato la volontà popolare mettendo all’ordine del giorno del Parlamento questa legge od una analoga ?
Una indicazione c’era già ,bastava una chiara volontà politica .
Perché questa volontà è venuta meno ?
 Andrea Bagaglio 
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Posted by on 25 novembre 2016. Filed under Lettere Al Direttore,POLITICA,Varie. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

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